I magnifici otto: Stan Wawrinka

I magnifici otto: Stan Wawrinka

Al termine di quella che finora è stata la sua stagione più importante, Stan Wawrinka giunge a Londra per le ATP Finals con l’obiettivo di stupire ancora, migliorando le due semifinali consecutive e mirando nuovamente a quel podio mondiale che già aveva toccato lo scorso anno

Neanche un anno fa il mondo del tennis andava chiedendosi se l’exploit degli Australian Open 2014 fosse stata una serendipità fine a se stessa, con un giocatore bravo, per carità, ma sempre costretto ad un paragone scomodo con il solito Roger Federer ed un trend troppo altalenante per permettergli di essere davvero preso sul serio per un finale di carriera da grande protagonista; la verità, quando ancora questa stagione non è pronta per tirare le somme definitive, è che la riprova si è avuta, ed è stata una meravigliosa cavalcata che ha portato Stan Wawrinka al secondo titolo Slam in carriera senza sconti, ritiri o casualità, aiutato solo dal suo gioco spregiudicato e dalla maturità che gli ha permesso di rendere realtà l’obiettivo dell’anno più spettacolare della sua carriera.

Trent’anni, si, ma che spettacolo quel rovescio! E se fosse solo questo staremmo parlando di tutt’altro in questo momento: si avvicinano le ATP Finals, e con loro lo showdown di una stagione che ha visto come vero e proprio mattatore il solito Novak Djokovic, del quale si fanno fatica a ricordare le pochissime sconfitte dell’anno solare. Tutte, o forse quasi tutte.

 

 

La finale del Roland Garros 2015, oscurata solo dai pantaloncini di Wawrinka che hanno conquistato la scena, è stata la chance persa (almeno per il momento) di un Grande Slam che valeva tutta una carriera, ed in questo ha avuto il ruolo più fondamentale che ci potrebbe essere uno Stan Wawrinka magico, uno dei pochissimi a spezzare l’incantesimo del serbo N.1 del mondo, lasciando da parte tensione e adrenalina per far parlare solo braccio e frustate, colpi magistrali che hanno definitivamente elevato l’elvetico a qualcosa di più che un semplice comprimario di lusso.

Stan si attesta per il secondo anno consecutivo al N.4 del mondo, convincendo tutti che il caso non c’entra affatto con il suo successo, ed il palcoscenico di Londra potrebbe essere quello giusto per vederlo nuovamente azzannare la preda partendo un passo indietro agli altri, con Murray e Nadal nuovamente più “chiacchierati” di lui per un posto tra i primissimi.

Il bis a Chennai, i successi di Rotterdam e Tokyo si vanno ad aggiungere al secondo trofeo Slam in carriera, secondo torneo importante conquistato sulla terra rossa dopo Montecarlo 2014, impreziosendo così il suo palmarès già ricco di molte soddisfazioni ottenute nel corso degli anni. Wawrinka ha adesso l’opportunità di alzare nuovamente l’asticella, potendo contare su un parco avversari non proprio inaffrontabile, cercando di migliorare ulteriormente il piazzamento in semifinale ottenuto nelle due precedenti edizioni, con un Federer che anno dopo anno qualcosa potrebbe concedere sul piano fisico ed un Djokovic stellare ma già battuto alla grande quest’anno.

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La famosa esultanza di Wawrinka

 

 

La testa adesso funziona alla grande, il rapporto con coach Magnus Norman gli ha permesso di abbattere praticamente tutte le barriere che non lo facevano emergere dal folto gruppo di inseguitori dei top, e se la settimana londinese sarà quella giusta anche dal punto di vista della serenità e del gioco, per lui potrebbero esserci ancora rose e pagine di giornale, confermando che non è tanto importante arrivare presto alla vetta, ma arrivarci, in un modo o nell’altro, non rimpiangendo il passato per le occasioni perse ma costruendosi giorno dopo giorno nuove possibilità ed una rinnovata fiducia in se stessi.

Londra aspetta Stan, che per la resa dei conti si farà sicuramente trovare pronto.

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