Fabio Fognini: “Il mio rapporto con il pubblico di Roma è migliorato. Ma non ho aspettative”

Fabio Fognini: “Il mio rapporto con il pubblico di Roma è migliorato. Ma non ho aspettative”

Il n. 1 d’Italia commenta la splendida vittoria contro il n. 8 del mondo Dominic Thiem sul Centrale del Foro Italico e la conquista del terzo turno, che giocherà contro il tedesco Peter Gojowczyk, esecutore ieri di Lorenzo Sonego. “Non so dove potrò arrivare, anche perché sento ancora male al piede sinistro”. Dal nostro inviato, Michele Alinovi.

di Michele Alinovi, @MicheleAlinovi1

Sul Centrale del Foro italico si è respirata l’atmosfera delle grandi occasioni. Il gremitissimo pubblico con bandiere tricolori faceva il tifo per il suo beniamino Fabio Fognini. Qualcuno gridava “Daje Fabio!”, “Vai Fogna!” e ogni punto dell’italiano è stata puntualmente accompagnato da un boato fragoroso. Nonostante qualche segno di nervosismo (e qualche racchetta lanciata) il n. 1 d’Italia, n. 21 al mondo, non ha deluso le nostre aspettative e ha battuto in tre set l’austriaco Dominic Thiem, che la settimana scorsa, a Madrid, aveva giocato una delle partite più significative della sua vita battendo Nadal ai quarti di finale e perdendo solo nell’ultimo atto contro un Sascha Zverev in grande spolvero. Dopo la vittoria contro Gael Monfils, questa è un’altra grande conferma per Fabio, che giocherà un possibile ottavo di finale contro il tedesco Peter Gojowczyk, che ha sconfitto Sonego.

Il primo a entrare in conferenza stampa è stato Dominic Thiem: “È stato un match positivo per entrambi, una grande lotta. Purtroppo stavolta non è andata come volevo. Avevo buone sensazioni, e mi sento ancora in forma in vista del Roland Garros, contando che giocherò anche la prossima settimana a Lione [in programma dal 21 al 26 maggio]. Questa sconfitta non è piacevole, ma avere Fognini, sul Centrale poi, è sempre dura. Nel terzo set potevamo vincere entrambi, lui è stato più centrato. Lui sta vivendo un grande momento, lo ha dimostrato ieri con Monfils. Ho perso, ma bisogna tener conto della qualità dell’avversario”.

Entra quindi Fabio Fognini, tranquillo e scanzonato. “Penso nel complesso di aver fatto una partita di alto livello. Sapevo che per batterlo bisogna prendersi rischi. Nel secondo set ho iniziato un po’ aspettando e ho iniziato a sbagliare un po’ di più, poi mi conveniva mollare e pensare al parziale decisivo. Sul 3-2 ho avuto alcune palle break, ma poi è stato perfetto lui a salvare il game. È stata una lunga battaglia, ma alla fine penso di aver meritato di vincere, devo essere sincero”.

“Thiem sulla terra rossa è uno dei pochi che può battere Rafa, e lo ha dimostrato anche la settimana scorsa. Io contro di lui non ci avevo mai vinto un set. Ma sono contento, mi porto in saccoccia una vittoria ancora più significativa di quella contro Monfils, anche se sono stato più incostante. Sono contento di aver raggiunto il terzo turno per la seconda volta [dopo il 2015]”.

“Prima del torneo non avevo nessuna pretesa, a differenza di tre anni fa. Mi porto dietro il dolore al piede che ho dall’Australia, non potevo ambire a troppo. Venivo qua per giocare di nuovo a Roma, davanti al mio pubblico. Voglio vivere queste emozioni, queste partite. Anche se avessi perso, dopo aver giocato alla pari in tre set lottati contro uno dei giocatori più informa sul rosso, avrei rosicato, ma sarebbe stata comunque una iniezione di fiducia”.

“Se il mio rapporto con il pubblico è migliorato? Beh, tre anni fa ero top 15 e avevo più aspettative. Il pubblico di Roma si sa che è molto esigente, e non mi scorderò mai quando quattro anni fa uscii fra i fischi dopo aver giocato una partita orribile [nel 2014, quando perse al primo turno contro il ceco Rosol]. Ora il rapporto è migliorato, io e il pubblico ci siamo capiti. È bello questo riavvicinamento. Gli Internazionali sono un torneo speciale, ogni piccolo tennista sogna un giorno di giocare a Roma e fare bene qui”.

“Il problema al piede? Ho iniziato in Australia poi me lo sono portato dietro ed è riemerso sulla terra battuta. Sento dolore quando scivolo, ad esempio, sto giocando col tape. Bisognerebbe fermarsi e curarsi ora, ma non posso permettermelo ora: queste settimane devo dare tutto, dopo Parigi avrò il tempo per guarire”.

“Mio figlio Federico? Non so se ha preso da me, è troppo giovane. Ma intanto tifa Inter, come me. Festeggeremo a Roma il suo primo compleanno [il 19 maggio]. Poi vedremo come crescerà”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy