Internazionali d’Italia: i protagonisti del passato

Internazionali d’Italia: i protagonisti del passato

Una veloce rassegna degli azzurri che si sono resi protagonisti del torneo italico, nella speranza di vederne ancora di nuovi

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E’ Alberto Bonacossa ad inaugurare, nel 1930, il torneo più importante d’Italia – e oggi tra i più importanti del circuito -. Originariamente ospitato nel Tennis Club Arimondi di Milano, dal 1935 si sposta al Foro Italico.

La prima edizione del torneo vide la vittoria del campione americano Bill Tiden, che sconfisse  l’italiano Umberto de Morpurgo per 6-1, 6-1, 6-2.

Nel ’33 e nel ’34, invece, vinsero rispettivamente Sartorio e Palmieri (perderà la finale l’anno successivo), quest’ultimo opposto all’ultimo atto ad un altro italiano: de Stefani. 

Nel ’51, Cuccelli sfiorò l’impresa, fermandosi solo di fronte all’egiziano Drobny.

Al 1955 risale il titolo di Gardini, al 1957 e al 1961 risalgono invece i due di Pietrangeli.

Il silenzio italiano venne spezzato solo da Panatta nel ’76, contro Guillermo Vilas. Le due edizioni successive videro altri due finalisti italiani: Zugarelli superato da Gerulaitis, e un coriaceo Panatta, che capitolò solo al quinto set contro un certo Bjon Borg.

Fu quella l’ultima finale italiana al Foro, che per tutti gli anni Ottanta e Novanta divenne dominio di sudamericani (sette vittorie, con Vilas, Clerc, Gomez, Mancini, Rios e Kuerten), statunitensi (quattro vittorie, con Arias, Courier e Sampras), austriaci (tre vittorie, tutte di Muster), spagnoli (Sanchez e Corretja) e svedesi (Wilander e Norman con due vittorie).

In campo femminile, invece, Valerio sfiorò il titolo durante la prima edizione del ’30, e lo vinse l’anno successivo contro Andrus. 1932, 1934 e 1935 videro, di nuovo, Valerio sconfitta all’ultimo.

Ulstein-Bossi, dopo l’intervallo di tempo che va ’36 al ’49 – nel quale non venne disputato il torneo – riportò al gradino più alto Italia (1950).

Dopodiché, un lungo silenzio fino al 1985 – anno nel quale gli internazionali vennero giocati  a Taranto -; fu la volta di Raffaela Reggi, che vinse anche il doppio.

Dovremmo attendere il 2014, che tutti ricorderanno, per rivedere una caparbia e solida Sara Errani spegnersi solo contro Serena Williams. La romagnola aveva battuto Makarova, Li Na e Jankovic – in pratica due top-ten, la cinese e la serba, ed una in procinto di diventarlo, la russa – ma sul più bello, a metà del primo set della finale, si è infortunata alla coscia sinistra: lacrime e orgoglio non bastarono per fermare il vulcano Williams.

Questi sono gli italiani e le italiane protagonisti di uno dei tornei più belli del circuito; sicuramente uno dei più amati anche dagli stessi atleti. Speriamo di vederne delle belle anche quest’anno … oramai il conto alla rovescia è giunto al termine: non c’è più tempo per i pronostici, solo per i fatti.

 

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