Alla scoperta di Gail Falkenberg, la nonnina del tennis

Alla scoperta di Gail Falkenberg, la nonnina del tennis

Ha conquistato gli onori della cronaca una decina di giorni fa grazie al superamento del primo turno di qualificazione del torneo Itf di Pelham battendo un’avversaria di quasi mezzo secolo più giovane. Andiamo a scoprire chi è Gail Falkenberg, l’arzilla 69enne che ha scatenato il web.

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Una donna nata il 16 gennaio 1947 non possiamo che immaginarla in casa, seduta su una comoda poltrona imbottita, a rammendare qualche calzino e con intorno un crocchio di nipotini a cui raccontare delle favole. E, invece, la statunitense Gail Falkenberg risulta di certo la sessantanovenne più atipica che si possa immaginare. Poco più di una settimana fa il suo nome si è ritrovato su tutti i giornali specializzati di tennis (e non solo) grazie alla vittoria di un match in un torneo Itf – il 25’000$ di Pelham. A rendere ancor più straordinaria la notizia, è il fatto che l’impresa sia stata compiuta contro la malcapitata connazionale Rosalyn Small, classe ’93, ben quarantasei anni più giovane della Falkenberg. La Small è stata asfaltata con un netto 6-0 6-1.

«Vincere un match nel circuito pro è stato probabilmente il primissimo obiettivo da quando ho ricominciato a giocare a tennis qualche anno fa» ha dichiarato la Falkenberg nell’intervista esclusiva concessa a SpazioTennis.com. «Non pensavo, però, che la gente sarebbe impazzita per una vittoria in un torneo di qualificazione di un torneo pro. Non mi ero nemmeno accorta di aver scatenato un putiferio finché non ho raggiunto il club il giorno dopo e ho dovuto affrontare telecamere, richieste di interviste e una chiamata del London Times» ha raccontato entusiasta. Il cammino di Gail Falkenberg nel torneo di Pelham è arrivato al capolinea nel turno successivo contro la giovanissima promessa statunitense Taylor Townsend, classe 1996, che ha vinto con un doppio bagel.

La lunga carriera della ‘nonna’ del tennis è stata caratterizzata da molte pause e l’ultimo break forzato non ha spento la passione della californiana. «Ho dovuto smettere di giocare e di essere una maestra di tennis nel 2003 per prendermi cura di mia madre, obbligata a letto da un ictus. Non ho più toccato la racchetta fino al 2011, quando mia madre morì; a quel punto ero un po’ arrugginita e mi ci è voluto un po’ prima di ritornare a giocare ai miei livelli. I risultati sul cemento hanno cominciato a migliorare da giugno dell’anno scorso. Quando, qualche giorno fa, ho visto il tabellone di Pelham sapevo di poter battere Rosalyn Small, dato che ci eravamo allenate assieme». A dispetto dell’età, la sessantanovenne americana si è dichiarata certa che questa non sia stata l’ultima vittoria della sua carriera tennistica.

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Come abbiamo già detto, per un primo lungo periodo ha abbandonato la racchetta dandosi alla gestione di una sua società. «Ho deciso di ricominciare col tennis negli anni ’80, per divertimento» continua. «Nel 1983 ho vinto il torneo femminile del Public Parks Championship di Springfield. Ho, dunque, deciso di prendermi una pausa dal mio lavoro per concentrarmi nuovamente sul tennis e così ho fatto dal 1985 al 1990. In questo periodo ho raggiunto la posizione 343 del ranking Wta, girato il mondo senza sponsor e spendendo i miei soldi. Ho addirittura giocato contro una giovane Jennifer Capriati in un torneo di pre-qualificazione di Amelia Island: mi batté 7-6 6-4».

Un’altra curiosità riguarda le sue racchette. La Falkenberg non ha uno sponsor e non ha una marca prediletta. «Gioco con diverse racchette e tutte hanno più di vent’anni». Anche le racchette sono agée come la proprietaria.

Come tutti, anche Ms. Falkenberg ha i suoi idoli. «Le mie tenniste preferite sono Roberta Vinci, Angelique Kerber e Agnieszka Radwanska. Poi ovviamente anche le sorelle Williams» ha detto. «Tra gli uomini Djokovic è fantastico e Murray ha tutto il mio rispetto per aver scelto un coach donna».

Fine intervista dedicata ai sogni di questa ancora attivissima sessantanovenne. «Mi piacerebbe poter giocare gli US Open o Wimbledon. Il mio gioco, tra l’altro, si adatta molto al veloce o all’erba» confida. «Mi piacerebbe tantissimo anche giocare in doppio con Sara Errani o Roberta Vinci; sono le migliori doppiste».

(fonte: SpazioTennis.com)

1 commenti

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  1. Simonetta Bozzano - 2 anni fa

    Allora posso sperare…..

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