Boris Becker: “Non ho visto nessuno più forte di Djokovic”

Boris Becker: “Non ho visto nessuno più forte di Djokovic”

Boris Becker, intervistato dal quotidiano francese “L’Equipe”, si è espresso sulla stagione di Novak Djokovic sottolineando come non ricordi alcun giocatore che abbia vinto così tanti tornei come il serbo nel 2015.

C’è chi pensa che i record di Roger Federer non possano essere battuti e chi ritiene invece che Novak Djokovic sia in grado di primeggiare nella storia del tennis, in quanto a titoli vinti. Un parere probabilmente di parte visto che proviene dall’allenatore del serbo numero 1 del mondo, ma pur sempre il parere di uno che sui campi c’è stato e c’ha vinto parecchio nell’arco della sua carriera, sin da minorenne.

Parliamo naturalmente di Boris Becker, uno a cui piace rilasciare dichiarazioni pubbliche alla minima occasione. Questa volta, l’ex prodigio del tennis tedesco si è soffermato sull’atleta che segue ormai da due anni, sostenendo che questo 2015 sia stato il periodo migliore di tutta la sua carriera, in cui non ha mai giocato sotto i suoi livelli. Certo, ci sono pur state quelle (poche) sconfitte, ma anche in quelle il pupillo di Becker avrebbe giocato bene. “Non ricordo nessun giocatore che ha fatto quello che ha fatto lui quest’anno. La parola che riassume questa stagione è ‘qualità’”, ha detto il tedesco in un’intervista a L’Équipe. Dichiarazioni rafforzate dai numeri naturalmente: Djokovic nel 2015 ha ottenuto 78 vittorie (e la stagione non è ancora finita) e appena 5 sconfitte, ha vinto 10 titoli di cui 3 Slam, 6 Master Mille e un Atp 500. Uno sforzo non da poco per entrare, sempre che non l’abbia già fatto, nella storia di questo sport.

Roger Federer and Novak Djokovic at Day 14 of the US Open Men's Final in NYC.

Secondo Becker, il segreto di Novak è l’inesauribile fame di vittorie e di titoli che lo spinge ad allenarsi e a cercare costantemente di migliorarsi. L’allenatore tedesco sostiene che i miglioramenti del suo assistito si siano visti chiaramente in questi ultimi mesi. Nella velocità con cui gioca e pensa, nella sua aggressività, nella maggiore pressione che ora esercita sugli avversari, nella fiducia che ha nel suo gioco che gli permette di gestire al meglio le energie. Non è facile mantenere livelli così alti per tanto tempo, eppure Djokovic dà l’impressione di poter dominare il circuito per molto tempo ancora. “Bisogna capire che, nel tennis e nello sport, non è la stessa cosa giocare a 20 anni e giocare a 30. Per questo il nostro lavoro è sempre stato quello di accettare e capire l’evoluzione dell’atleta e impostare il lavoro sulla base dei cambiamenti nel corso di una carriera”, spiega Becker.

Detto da lui, c’è da fidarsi. Ma la cosa che fa più paura di Robonole è che sembra avere ancora margini di miglioramento. “Non ho visto nessuno più forte di lui – afferma il coach tedesco – fisicamente e mentalmente”. Nulla impedisce di pensare che Djokovic possa concretamente diventare il numero 1 della storia. D’altronde i record sono fatti per essere battuti.

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