Cristian Carli: “Dopo l’infortunio l’importante è tornare. I risultati saranno una conseguenza”

Cristian Carli: “Dopo l’infortunio l’importante è tornare. I risultati saranno una conseguenza”

Il giovane tennista, alle prese nel marzo scorso con un infortunio alla schiena, è sceso nel ranking ma nella prossima stagione tornerà a giocare ad alti livelli, cominciando da qualche torneo Challenger

di Adamo Recchia

Cristian Carli è un giocatore emiliano attualmente numero 811 del ranking Atp. Cristian aveva scavalcato il n. 500 poi però un grave infortunio lo ha tenuto lontano dai campi. Ci racconta alcune curiosità della sua giovane carriera: infatti Carli ha solo 22 anni, classe 1996.

Raccontaci il Tuo primo impatto col tennis

Ho iniziato a giocare a tennis a 7 anni, prima giocavo a calcio. Poi mio fratello maggiore per caso ha iniziato col tennis e l’ho seguito e non ho più smesso.

Quando hai capito potesse diventare una professione?

L’ho capito intorno ai 14 anni su per giù . L’ho sempre praticato con impegno e serietà sin da quando ero piccolo , non l’ho mai visto solo come un passatempo però crescendo ho pensato che sarebbe potuto diventare di più che una passione e ho cominciato a frequentare scuola privata per potermi allenare anche 2 volte al giorno.

Quali i Tuoi obiettivi per questo finale di stagione?

Questo è stato un anno piuttosto delicato per me. A marzo ho avuto un infortunio alla schiena che mi ha tenuto lontano dai campi per 7 mesi. Ho passato qualche momento buio in cui ho pensato anche di smettere di giocare a tennis . Per fortuna l’infortunio e quei pensieri sono passati, quindi per ora mi sto solo concentrando nel migliorare e godermi ogni momento che passo in campo. Ora sono impegnato con la serie A1 e mi è difficile giocare tornei essendo sceso di ranking però conto di farne qualcuno verso dicembre.

Quali sono quelli per la prossima stagione?

Mi piacerebbe tornare a sentirmi competitivo a livello alto e a cominciare ad approcciarmi e a vincere qualche partita a livello Challenger. Non voglio darmi degli obbiettivi di classifica precisi perché penso che sia il livello espresso in campo la cosa più importante. I risultati poi arrivano di conseguenza.

Raccontaci dove Ti alleni e qual è il Tuo staff.

Mi sono allenato per quasi 2 anni con Ferdinando Bonuccelli a Prato ma la nostra collaborazione è finita in estate . Ora mi sto allenando momentaneamente vicino casa al circolo tennis Viserba con Marco Mazza dove c’è un gruppo di ragazzi fantastico e un ambiente molto motivante.

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Quali sono i colpi in cui sei piu’ forte ed in quale sei meno sicuro?

Il mio miglior colpo è sicuramente il diritto che mi piace giocare da tutte le posizioni e lo cerco spesso anche spostandomi dal lato del rovescio. Quelli su cui devo lavorare ancora sono rovescio e servizio .

Su quale superficie Ti esprimi meglio?

Mi sono sempre allenato sulla terra e la maggior parte dei tornei li faccio su questa superficie, però anche il cemento non troppo veloce mi piace.

A quale giocatore Ti ispiri e perché?

Mi piace molto Kevin Anderson come tipo di gioco, molto aggressivo e cerca tantissimo la rete appena può. Anche David Ferrer lo considero un grande esempio per come la forza di volontà e il lavoro possano portarti in alto

Next Gen Finals, come giudichi le regole?

L’anno scorso ho avuto il piacere di giocare il master di qualificazione e come giocatore posso dire che non mi sono piaciute molto . Però devo ammettere che guardando le altre partite in televisione mi appassionavano più delle partite col format classico . Il “punto secco” sul 40/40 e i set corti fanno entrare subito nel vivo le partite e tengono l’interesse sempre alto .

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