Denis Shapovalov: “Roger Federer è il mio idolo”

Denis Shapovalov: “Roger Federer è il mio idolo”

Il canadese, dopo la meravigliosa estate americana, è stato intervistato da “Le Matin”, in seguito al nuovo contratto con TAG Heuer, affrontando vari temi

di Mattia Esposito

Denis Shapovalov, autentica rivelazione del 2017, ha concesso un’intervista al portale francese, “Le Matin”, in occasione del nuovo contratto stipulato con la TAG Heuer, ricca casa produttrice di orologi, da tempo sponsor in ambito calcistico della Premier League. Il classe ’99, attualmente #49 al mondo, è salito alla ribalta grazie al “mille”di casa, a Montreal, diventando il più giovane semifinalista della storia in un torneo ATP di questo prestigio, collezionando altri record come quello di semifinalista con classifica più bassa dal 2003 . Proprio circa l’exploit di agosto, il talento di origini israeliane, allenato dalla madre Tessa Shapovalova, ha dichiarato di come sia cambiato qualcosa a Londra, al sempre più prestigioso ATP 250 che si disputa sui campi del Queen’s:” Qualcosa è successo al Queen’s (a giugno) . Ho battuto Edmund ( battuto di nuovo agli US Open) e ho perso una grande battaglia, 7-5, nel terzo contro Berdych, non riuscendo a sfruttare diverse occasioni.” dice rammaricato, ma continua:” Lì, per la prima volta, mi sono detto che posso giocarmela con i migliori. E anche se la sconfitta al debutto a Wimbledon contro Janowicz mi ha deluso, ho lasciato Londra con la convinzione che avrei potuto battere tutti “. Difatti, il vincitore juniores di Wimbledon 2016, dove ha raggiunto inoltre la seconda finale Slam in doppio, dopo quello conquistato l’anno prima a Flushing Meadows, ha sorpreso tutti nell’estate americana. Proprio a proposito del 1000 canadese, ha dichiarato: “Dopo la stagione sull’ erba, volevo davvero cogliere l’opportunità che mi si stava per presentare davanti. Inoltre, si giungeva in Canada. Dopo di che ho ancora salvato quattro match point nel primo turno (contro il brasiliano Dutra Silva) ; la storia potrebbe essere stata diversa. Infine, questa vittoria mi ha fatto bene. Perché quando mi sono trovato di fronte Juan Martin Del Potro e poi Rafael Nadal, non avevo nulla da perdere.” Infatti, il canadese, non si è risparmiato, battendo sia l’argentino che il futuro numero 1 al mondo, prima di arrendersi a Sascha Zverev, possibile “Clasico” in futuro.

Shapovalov Wimbledon

“TALENTO VINTAGE”- Il tennis del mancino di Tel Aviv, è indubbiamente spettacolare, ancora non potente come quello dei suoi coetanei, ma con una buona quantità di contenuto speciale nel diritto, punto di forza, e nel particolare rovescio ad una mano con saltello. Il suo tennis d’attacco, è stato paragonato a quello dei tennisti offensivi degli anni ’90:”È un grande complimento. Senza dubbio ciò arriva dal mio rovescio ad una mano, un raro colpo che viene identificato come classico. D’altra parte, il gioco dei confronti è limitato. Ognuno ha il suo stile, il suo personaggio e soprattutto il proprio percorso per crescere.” Ed a proposito delle Leggende viventi:” Ovviamente, mi piace essere paragonato a Rafa (Nadal) o Roger (Federer) . Ho anche guardato Roger, che è il mio idolo, del quale avevo i poster nella mia camera. Ma non voglio essere come i campioni del passato.” Una dichiarazione importante, di come sia onorato di essere paragonato allo spagnolo per ovvi motivi di mano preferita, ma anche al The King per quel rovescio così curioso ed efficace, ma senza voler essere paragonato a nessuno, per crescere e “costruirsi” da sé. E proprio a proposito dell’elvetico, il canadese ne ha elogiato il gioco, al quale si ispira, con un “tic”  al servizio in comune, come fatto notare dal giornalista intervistatore,:” Incredibile. Non lo sapevo. Dovrò cercare dei video per controllare tutto questo. E se trovo una prova, sarebbe davvero bello. ” Ma interpellato sull’opinione di Mats Wilander riguardo i “giochini” di Federer per “ammaestrare” la pallina, dice:””Non credo di essere molto bravo in questi piccoli giochi, certamente non altrettanto quanto lui. Il suo tocco è semplicemente incredibile” e riguardo i match combattuti:” Infatti mi piace quando una partita diventa calda combattuta. Mi piace prendere un rischio: sentire che un colpo è buono e andare senza esitazioni. Non importa il punteggio. Per me, questa è l’essenza dello sport “.  Proprio per il suo gioco, hanno portato i critici a ritenerlo “vintage”, quasi alternativo alla monotonia del tennis moderno, salvo eccezioni, mostrando colpi spettacolari e improvvisi, soprattuto se trasportato dalla folla:” Sento che il pubblico mi aiuta. Quando lo sento dietro di me, c’è un trasferimento di energia. Questo è probabilmente il motivo per cui ho giocato così bene in Canada. A New York, ( davanti a 23ooo spettatori) c’era il rumore, la folla che mi ha adottato subito. Era come un sogno che si avvera, potevo solo giocare bene.” Un “adozione” avvenuta subito, sin dall’anno scorso, quando a soli 17 anni, sempre al Master canadese, batté Nick Kyrgios:”Non direi che è facile, ma sono cresciuto con il desiderio di giocare negli stadi più importanti. Questi sentimenti mi eccitano e mi motivano. A proposito, nel mio primo match nel circuito, a Toronto nel 2016 , ho chiesto di essere programmato al centro. Mi piace sentire che questa folla ti guarda e vibra con il tuo gioco.”

Denis Shapovalov, ha sconfitto lo scorso agosto a Montreal, il numero 1 al mondo Rafael Nadal per 36 64 76 (4).
Denis Shapovalov, ha sconfitto lo scorso agosto a Montreal, il numero 1 al mondo Rafael Nadal per 36 64 76 (4).

AMBIZIONI- Ma Shapo è ben determinato, consapevole della propria forza, ma anche dei suoi limiti, motivo per il quale desidera migliorare ancora, cosa già fatta quest’anno, convertendosi da giocato sconosciuto a punto cardine e ragione d’interesse nel circuito ATP. Il record del primo anno tra i professionisti è di 11-9, con due titoli Challenge conquistati, entrambi in Canada, più la finale persa in Messico,  dopo i 3 Future in singolare dell’anno passato, in aggiunta ai due in doppio. Un’ascesa continua, dopo che in estate era appena 143 al mondo, in due mesi, a 18 anni, ecco la Top-50, ma non ha ancora voglia di fermarsi: “Vorrei finire l’anno 2017 nelle Top 40. Per contro, non ho ancora fissato obiettivi per il 2018, parleremo durante la preparazione invernale.” Per il prossimo futuro invece…:”E per i sogni, direi di essere il numero uno del mondo e vincere i tornei Grand Slam. Ma anche, o ancor più importante, che molti bambini inizino a giocare a tennis in Canada. Siamo una grande nazione hockey, è il momento per il tennis di guadagnare terreno.” Un patriotta e nazionalista, oltre che aspirante dominatore in futuro, un avvenire roseo, per lui ma anche per tutto il movimento. Tante belle speranze e promesse, che rispetto ai suoi predecessori poco più grandi, non sono riusciti a mantenere, bruciando troppo presto le tappe e spesso frenati da infortuni. Ma non sembra il caso del n.2 di Canada, nazionale con la quale vuole vincere in futuro: ” Mi piace giocare per il mio paese e sono cresciuto con il desiderio di rappresentarlo in Coppa Davis o altrove. È chiaro. Abbiamo la squadra per vincere nei prossimi anni. Inoltre, Felix e Vasek sono miei fratelli; sarebbe bello togliere il trofeo insieme.” Un team per il futuro, composto da Milos Raonic, in attesa che recuperi, Vasek Pospisil e Felix Auger-Aliassime, con la speranza che cresca anche la Coppa Davis, con il rientro dei top player. Intanto, Shapo è pronto, come mostrato nei play-off contro l’India, vincendo entrambi i suoi singolari, prendendosi sulle sue spalle il Canada, rimanendo nel World Group. 

IL PRESENTE- Ma appunto, come detto nel paragrafo precedente, l’obiettivo sarà quello di non bruciarsi, partendo da tornei che sono nelle sue “corde”, per poi, step by step, procedendo nel circuito, senza lasciarsi trasportare da media e emozioni. Un obiettivo che dovrà sempre portare con sé, rimanendo umile e migliorando i punti deboli, e rafforzando ancor di più quelli principali, già dal torneo a cui sta partecipando, a Basilea, dove, ieri, ha vinto il primo turno, soffrendo, contro Yuichi Sugita, ma conquistando il 4° posto nella Race to London per le Next Gen ATP Finals. Infine, una battuta sul torneo svizzero, dove spera di far bene:” Qui è dove Roger vince da tempo! (ride) Inoltre, so che molti grandi nomi hanno lasciato il proprio segno a Basilea. Io, sono particolarmente felice di scoprire la Svizzera. Giovedì, ho visitato la città vecchia, è così bella. Mi sento a mio agio qui, voglio giocare bene per restarci più lungo a possibile!”

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  1. Carmine Ferrara - 10 mesi fa

    Uno che se ne intende

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