Flavia Pennetta: “Da fuori si soffre di più”

Flavia Pennetta: “Da fuori si soffre di più”

La tennista brindisina ha rilasciato un’intervista a “La Stampa”, parlando del momento post-ritiro e degli imminenti US Open

Flavia Pennetta torna a Flushing Meadows dopo un anno dal suo leggendario trionfo in una finale tutta italiana contro Roberta Vinci. Voglia di esplorare la città per la brindisina, avendo ora molto più tempo libero a disposizione: “E’ stato bello arrivare in America, ancora più emozionante venire qui e sorteggiare il tabellone. Quest’anno voglio visitare bene la città, vedere tutti i posti che non ho mai visto. Me la farò tutta a piedi.”. 

IL POST RITIRO – Lo shock post-ritiro non è stato avvertito troppo da Flavia, che si è detta felice della sua vita attuale: “Fino al matrimonio ci sono state tante cose da fare. Poi mi sono detta: mo’ che faccio? La cosa buona, lo dicevo giorni fa a mia madre e mia sorella, è che non ho mai pensato: vorrei essere là. Neanche alle Olimpiadi; sono stata benissimo a casa, a fare il tifo. L’Italia era partita con poche aspettative, invece sono arrivate tante medaglie.”

Sull’aspetto tennistico fuori dal campo, come “signora Fognini” invece si è detta un po’ annoiata: “Be’, continui a vedere le persone che conosci, però si: è un po’ pallosa. Quando giochi hai la tua routine, se devi startene al circolo con le mani in mano il tempo non passa mai. E da fuori si soffre di più. Ora capisco, e ringrazio, chi mi ha dovuto seguire per 15 anni.”

LEADER – Escluso categoricamente lo scenario che la vedrebbe coach di suo marito, “Il giusto equilibrio nella coppia sta nel fare ciascuno le sue cose, mai mischiare affetti e lavoro”, ha poi parlato del circuito WTA, ora più che mai in crisi di campionesse. “Le prime dieci non fanno più la differenza. Può vincere chiunque, perché si è alzato molto il livello dietro. La Puig oro alle Olimpiadi può sembrare una cosa assurda, ma è giovane, ha un tennis aggressivo e ha beccato la settimana perfetta. Ci sta.” Serena Williams, invece “è sempre la n. 1 ma ogni tanto stacca la spina. Non ce la fa fisicamente, forse anche di testa. A 35 anni, con gli ultimi 20 passati a vincere praticamente tutto, è comprensibile.

IN ITALIA – Piccola digressione poi sul tennis italiano: “Al momento siamo indietro. Parlo spesso con la mia amica Maria Elena Camerin, che segue le under 18 della Federazione e la verità è questa. Anche in campo maschile, dove però qualcosa si vede. Fra le ragazze c’è proprio uno scalino. Non so cosa sia mancato. Le ragazze di oggi non le ho viste crescere, non posso dirlo. Posso dire quello che abbiamo fatto io, Francesca, Roberta, Sara, che ci siamo guardate, spiate, motivate a vicenda.” Motivi? “Forse si scoraggiano presto. Vorrebbero tutto subito, invece bisogna stare lì, anche quando si perde. Questo è il messaggio.”

A NEW YORK – Infine un pronostico per il torneo maschile di New York: “Fabio può fare grandi cose, nel tennis tutto può succedere. Ovviamente Murray arriva con tanta fiducia, mentre Djokovic ha avuto un po’ di problemi fisici. Il circuito è impegnativo e le Olimpiadi sono state una mazzata. Sono tutti acciaccati. Abbiamo visto l’impresa di Del Potro, che è rinato, ma ha alle spalle due anni e mezzo di stop. Quando ti fai male è brutto, però ti rigeneri. È capitato anche a me.”

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