Garbiñe Muguruza: “Essere numero uno è un privilegio, ne sento la responsabilità”

Garbiñe Muguruza: “Essere numero uno è un privilegio, ne sento la responsabilità”

Impegnata nel torneo di Wuhan, Garbiñe Muguruza parla del desiderio di ogni giocatore di raggiungere la prima piazza del ranking, delle responsabilità che ne conseguono e dei cambiamenti in atto nel circuito femminile

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IL DESIDERIO E IL PESO DEL SUCCESSO – Garbiñe Muguruza, numero tre al mondo, cerca nel Premier Five di Wuhan (dove, lo scorso anno, batté Angelique Kerber prima di ritirarsi nella finale contro Venus Williams) il rilancio dopo una serie di cocenti disfatte. Intervistata prima del suo esordio nel torneo contro Jelena Jankovic (sconfitta negli ultimi tre precedenti), la spagnola ha parlato del suo obiettivo di diventare la numero uno delle classifiche: “Ovviamente tutti i tennisti vogliono essere il numero uno. Quando sei numero tre, cerchi subito di diventare numero due. Quando sei il numero due, vuoi essere il numero uno. Quando si raggiunge il numero uno, ci sono altri risultati da conseguire, vuoi essere il numero uno per tanto tempo, non solo per un giorno. E inizi a sentire delle responsabilità, hai un certo peso sulle spalle; però credo sia un privilegio avere questa responsabilità, certo”.

 

I NUOVI VOLTI DELLE PROTAGONISTE – Continuando, Garbiñe ha considerato i cambiamenti al vertice del circuito WTA, ritenendo positivo che quest’anno i tornei dello Slam abbiano avuto diversi vincitrici: “Questo 2016 è un anno pazzo per vari motivi. Però sono felice che ci sia un nuovo volto come numero uno, non perché io abbia una preferenza, ma perché penso che a volte sia un bene cambiare un po’. Ma sì, certo, le cose stanno cambiando ed è positivo che ci sia varietà. E meglio che io sia una delle facce nuove. Per la Kerber è stato un anno fantastico, deve essere molto felice”. Per emulare il cammino della collega tedesco, però, alla Muguruza serve un immediato cambio di rotta, per puntare alla prima piazza del ranking è doveroso evitare débacle come l’eliminazione a Flushing Meadows contro Anastasija Sevastova.

 

 

 

 

 

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