Intervista a Johan Skogman: alla scoperta del tennis finlandese

Intervista a Johan Skogman: alla scoperta del tennis finlandese

Andiamo alla scoperta del tennis in Finlandia con l’esperto Johan Skogman. Ex allenatore di Ville Liukko, vecchia conoscenza dell’Italia in Davis, ed oggi direttore del più importante circolo della città di Turku, Johan ci aiuta in quest’intervista a conoscere meglio il movimento tennistico finlandese.

Quando la scorsa estate ho trascorso tre settimane a Turku per perfezionare la mia conoscenza della lingua finlandese, di certo non potevo rinunciare al tennis. Armato soltanto della mia fedele racchetta, avevo bisogno di qualcuno da sfidare. E’ in questo modo, spinto da sete di tennis, che ho scoperto l’esistenza dell’Aktia Arena ed ho conosciuto Johan Skogman. La struttura è fantastica, i campi al coperto rapidissimi e credetemi spogliatoi così belli, tutti in legno e con annessa ( e immancabile!) sauna non li avevo mai visti.

Mi sono messo in contatto con Johan e abbiamo avuto modo discutere un po’ di giovani promettenti, ritiri illustri e vecchi ricordi.

1) Joahn qual è secondo lei l’attuale situazione del tennis in Finlandia?

La situazione al momento in Finlandia è abbastanza buona. Abbiamo finalmente strutture indoor che ci permettono di giocare tutto l’anno, cosa non scontata fino a pochi anni fa. Ci sono anche nuovi campi in costruzione. I club hanno molti più giocatori rispetto al passato ed abbiamo il più alto numero di Juniores di sempre. La breve stagione outdoor, che dura di norma dall’inizio di giugno a circa il 15 agosto, e la lunga stagione indoor rendono il tennis in Finlandia molto costoso rispetto ad altri sport. Naturalmente si può giocare all’aperto anche per più tempo, ma nella maggiore parte dei casi bisogna pagare lo stesso anche il costo per i campi al coperto. Nel sud della Finlandia è possibile giocare sui campi in terra dall’inizio di aprile fino a settembre, a volte anche di più.
Di gran lunga gli sport più popolari in Finlandia sono l’hockey su ghiaccio ed il calcio, in una classifica probabilmente il tennis sarebbe addirittura fuori dalla top-10. Questo significa che molti talenti scelgono altri sport e ci restano soltanto pochi giocatori capaci di raggiungere un livello internazionale.

 

2. Se dovesse scegliere un giovane talento, chi in Finlandia secondo lei ha un futuro più roseo?

Ogni anno speriamo di trovare una nuova stella, purtroppo senza fortuna, forse con l’eccezione di Henri Kontinen in doppio. Un nuovo Jarkko non è ancora previsto nel futuro prossimo. La stessa Accademia di Nieminen ed i club di tutta la Finlandia svolgono ottimamente il proprio compito nell’incoraggiare i ragazzi, ma per raggiungere il successo internazionale c’è bisogno ancora di tanto lavoro e molti soldi. Al momento non ci sono molti giovani che possono permettersi di giocare a livello internazionale. Ciò è dovuto soprattutto alla posizione geografica della Finlandia, che implica viaggi lunghi e costosi per quasi tutti i tornei della stagione.
Abbiamo alcuni buoni giocatori tra i ragazzi come Emil Ruusuvuori, Patrick Stenfors, Aaro Pöllänen,Patrik Niklas-Salminen e Eero Vasa, che gioca nel mio club. Oona Orpana è senz’altro il nostro miglior prospetto tra le ragazze, ma anche Ella Haavisto è una giovane giocatrice da non sottovalutare.

 

3. L’anno scorso Patrik Niklas-Salminen ha raggiunto le semifinali di Wimbledon Juniors e la quattordicenne Oona Orpana ha debuttato in Fed Cup. Qual è la sua opinione su questi due promettenti ragazzi?

La semifinale di Patrik dell’anno scorso è stata una sorpresa del tutto inaspettata per noi. Lui è alto e serve davvero molto bene, il che aiuta molto nel tennis moderno. Speriamo che i molti infortuni che egli ha già patito non compromettano la sua carriera. Lo stesso vale per Oona, che sembra essere molto più matura dell’età che si ritrova. Secondo me gioca già un tennis molto brillante.

 

4. Di recente Jarkko Nieminen, fino ad ora il migliore giocatore finlandese di sempre, si è ritirato. Come è stato visto ciò?

Molte persone si sono accorte di Jarkko e della sua incredibile carriera soltanto quando si è ritirato. Penso che non è mai stato riconosciuto qui in Finlandia come il grande giocatore che è stato, forse anche perché il tennis non è così popolare qui. Jarkko è sempre stato un esempio per i giovani, soprattutto per il suo comportamento dentro e fuori il campo. Il suo atteggiamento è sempre stato eccezionale.

 

5. Qual è il ricordo più bello che ha legato alla squadra di Coppa Davis finlandese?

Due sono i momenti più belli legati a questa competizione. Il primo è stato senz’altro quando sono stato presidente del comitato organizzatore per il match Finlandia-Olanda a Turku nel 2002. Quel match di Davis detiene ancora oggi il record di incassi. Purtroppo Jarkko fu sconfitto il primo giorno e la partita fu persa definitivamente dopo il doppio. Il secondo invece è proprio legato all’Italia. Infatti sono stato il coach di Ville Liukko per gran parte della sua carriera, sin da quando era un ragazzino. I ricordi di quegli anni sono ovviamente molti, ma la Coppa Davis a Sassari  resta uno dei più emozionanti. Ville non solo aveva sconfitto Sanguinetti ma ha avuto anche un break di vantaggio e svariate palle break per salire 3-0 al quinto contro Andrea Gaudenzi. Se, e soltanto se, avesse sfruttato una di quelle occasioni, la storia sarebbe andata in un altro modo. Una deviazione del nastro ed una palla uscita di poco cambiarono il match e Gaudenzi potè salvare l’onore dell’Italia. In quel fine settimana Ville giocò tre partite finite tutte al quinto set. Era completamente esausto, ma fu costretto a ritornare a giocare già il giorno successivo, dato che difendeva la maggior parte dei punti ATP che aveva in classifica. Non ci riuscì e la sua posizione nel ranking crollò.

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