Intervista a Mauro Balestra, coach di Edoardo Eremin

Intervista a Mauro Balestra, coach di Edoardo Eremin

Mauro Balestra è uno dei principali artefici della rinascita tennistica di Edoardo Eremin. Lo abbiamo contattato e si è dimostrato particolarmente disponibile e loquace

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Raccontaci come e quando è nata la tua collaborazione con Eremin, e come si sta evolvendo.

Conosco Dodo da praticamente quando e’ nato , ho fatto la scuola maestri nel 93 (anno suo di nascita) insieme a suo papa’ Igor e nel tirocinio al centro estivo del Brallo mi ricordo che lo tenevo in braccio (Dodo ha una foto che puo’ testimoniarlo). Poi col papa’ abbiamo instaurato un bel rapporto e quando Dodo faceva i suoi primi passi nel mondo del tennis lo vedevo ai vari raduni della federazione.
All’eta’ di 15 anni Dodo e’ venuto ad allenarsi a Genova all’accademia di Caperchi a Valletta Cambiaso dove lavoravo. Quell’anno l’ho seguito a molti tornei età e ITF fino a settembre, dove si e’ laureato campione italiano under 16. Per motivi suoi, poi lui ha lavorato col papa’ per un po’ di anni e poi con Massimo Puci (anche lui ha fatto il corso maestri con me e il papa’ di Edo) all’accademia di Brà, fino all’inverno 2014.

La collaborazione con Edoardo e’ nata praticamente a novembre 2014 durante la Serie A (dove lui gioca per il tennis club Genova, circolo per il quale io lavoro) .
Lui in quel periodo aveva già scelto di andare in America al college come scelta di vita e gia’ da Agosto 2014 che aveva smesso di giocare tornei nel circuito. Ad un certo punto del campionato di serie A, io, come capitano, avevo bisogno di un giocatore e ho pensato a lui, anche se non avevamo un impegno particolare e lui nn si allenava praticamente piu’; a volte il destino…
A quel punto l’ho chiamato (io con lui non ho quasi mai perso i contatti) e mi ha dato la disponibilita’.
Abbiamo passato dei weekend insieme e devo dire (ma questo già lo sapevo) che il suo tennis nonostante un periodo di lunga inattivita’ era sempre di alto livello, di domenica in domenica lui mi raccontava della sua scelta a stelle e striscie, ma leggevo in lui non troppa convinzione, ma in quel periodo ascoltavo solo e non giudicavo perché era un momento importante della sua vita, direi decisivo.
Ad un certo punto come mi aspettavo mi rivolge la prima domanda: “Mauro ma secondo te faccio bene ad andare in America o posso ancora provare a fare il tennista” ?
E poi la seconda domanda : “Nel caso decidessi di provare a rimettermi in discussione mi puoi dare una mano ?”
In quel momento per me non era facile andare a toccare dei punti cosi’ delicati per il suo futuro e quindi gli ho detto due cose sul quale riflettere: la prima per me fondamentale, era che, qualsiasi decisione lui avesse preso doveva essere fatta solo ed esclusivamente per se stesso e non per dimostrare niente a nessuno o far felice qualcuno, di conseguenza gli ho detto che solo in quel caso gli avrei dato volentieri una mano.
A quel punto siamo arrivati in finale del campionato di Serie A1 (con ottime prestazioni sue) e verso fine dicembre dopo una chiaccherata con lui e il papa’ abbiamo iniziato la nostra collaborazione.
Lui a quel punto si e’ dovuto trasferire a Genova (lo ospito tutt’ora a casa mia) e con l’aiuto della FIT che lo ha convocato col progetto over 18 abbiamo instaurato una bella collaborazione.
In questo momento continuiamo a lavorare insieme e andiamo avanti con il progetto over 18 della federazione in piena collaborazione col maestro Rianna.

Eremin ad inizio anno ha faticato molto a trovare gioco e risultati, ti sei dato una spiegazione ?

Ha cominciato subito dai Challenger anziché dai Futures rispetto all’anno precedente quindi ha dovuto metterci un po’ di tempo ad adattarsi al livello di gioco sicuramente piu’ alto. Ha lavorato durante la preparazione su vari cambi tecnico tattici che non era facile assimilare subito

La risposta del cambio di “livello”, cioè il passaggio da Futures a Challenger credo sia stata una risposta diplomatica, o comunque una parte marginale del problema. Edo in campo era spento e lento credo che potresti darci ulteriori spunti di riflessione…

La fatica che ha fatto nella prima parte di stagione a mio modo di vedere  era per due motivi: 1) ha fatto una preparazione lunga e intensa con dei cambi tecnici e tattici di gioco che hanno richiesto molto tempo e non era facile assimilarlo subito nei tornei. 2) il livello di gioco era molto alto da subito e probabilmente ha fatto fatica ad entrare subito con convinzione a livello, ma ora ne trae beneficio.
Io credo che Edo quando lo si vede ogni tanto spento come dici tu, oppure lento, sia anche un fattore psicologico e di determinazione, ti cito alcuni match:
Sijsling a Barletta, Fabbiano e Ignatik a Torino, Monteiro a Vicenza ( quella te la commento a parte ma molto importante)
tutto il resto del torneo di Vicenza, primo turno a Milano con Carballes (secondo me devastante), primo turno a S.Benedetto con Barrere, primo turno a Recanati con Struvay.
In questi match sopra citati e anche altri che non ti ho elencato, lui e’ riuscito secondo me ad esprimere quello che e’ il suo gioco, cioe’ intensita’ sia al servizio che nella pressione costante dei suoi colpi, mettendo i piedi spesso dentro il campo è imponendo un ritmo elevato.
Poi ci sono match come per esempio Donati a Milano o con lo stesso Djere sia a Torino che a S.Benedetto, nonostante match più tirati lui non è riuscito a mettere la stessa convinzione o intensita’. Altro esempio contro Enrique Lopez-Perez a Barletta nel secondo turno.
Io non dico che questi match lui li debba per forza vincere sempre, ma perdere in un altro modo, anche se devo dire questo lui lo sa e lo ha anche migliorato molto.
Per quanto riguarda il match con Monteiro per esempio, se ti ricordi, e’ stato interrotto dalla pioggia dove stava soccombendo, e’ rientrato in campo e dopo una bella chiaccherata con coach Rianna, sembrava dopo solo un ora un giocatore trasformato di intensità presenza e pressione. Lui deve cercare questa espressione di gioco sempre, al di la’ del risultato, da qui bisogna partire.

Secondo te a livello tecnico e tattico dove può ancora migliorare in maniera marcata ?
A livello tecnico e tattico deve convincersi ancora di piu’ a imporre il suo gioco, mettendo peso alla palla e cercare di essere lui a fare gioco ed essere propositivo. Puo’ ancora migliorare nella continuita’ e nella gestione del servizio e ancora piu’ solidita’ nella risposta.

Non hai citato, quello che a mio avviso è il tallone d’achille di Eremin, ossia rapidità e velocità negli spostamenti, unita a una fase difensiva che a tratti lascia a desiderare, e parlo di un back di rovescio non sempre efficace. Come si lavora sotto questo aspetto e se tu lo ritieni una parte del gioco dove Edoardo può migliorare ? Tenendo a mente che il piemontese pesa sui 90 Kg circa per 185 cm e una massa muscolare imponente.
Per quanto riguarda spostamenti e rapidita’, Edoardo e’ gia migliorato molto rispetto ad un anno fa circa , chiaro che la sua stazza non lo aiuta, ma nel momento in cui lui riesce ad essere propositivo nel fare gioco e mettere peso alla palla questi problemi li evidenzia molto meno.
Il back di rovescio credimi non e’ poi cosi male e a mio modo di vedere ha anche una buona sensibilita’, ma deve essere piu’ convinto e farne un uso tattico piu’ ordinato e migliore.
Ci sono varie esercitazioni sia al cesto che in palleggio per migliorare questo colpo sul quale bisogna dedicare tempo e lavoro.
Sono mesi che mi chiedo come può una nazione come l’Italia (notoriamente non ai vertici delle classifiche mondiali nel singolare maschile) fare a meno di un talento cristallino come Eremin. Mi spiego meglio, nel 2014 senza il tuo intervento avremmo molto probabilmente perso Eremin tennisticamente parlando e mi sono sempre chiesto come sia stato possibile che Edoardo sia stato accantonato in un angolo, dimenticato, magari tu puoi aiutarmi a capire il perchè di questo “abbandono”.
Lui non è che sia stato abbandonato dalla federazione anzi, lui rientrava nel progetto over 18 da subito, il problema era che lui non aveva risposto alle convocazioni in quanto aveva già in testa di andare in America. Il mio intervento e’ stato oltre quello di dargli una mano a livello personale, fargli capire che avevamo bisogno di una struttura sulla quale appoggiarci per proseguire un percorso. Certo il mio intervento e’ stato direi decisivo da quel punto di vista, ma la FIT aveva ripetutamente convocato Edoardo nel periodo in cui lui aveva quasi intrapreso la sua strada in America, ed io essendo al corrente, nel momento in cui lui ha deciso invece di affidarsi a me, ho subito contattato il maestro Rianna e abbiamo deciso il percorso FIT sempre con la massima collaborazione. Anzi terrei a precisare che a livello personale sono molto legato a Umberto Rianna e ci tengo ad evidenziare quanto sia perfetto il nostro rapporto (persona che stimo tantissimo da un punto di vista professionale e soprattutto umano).
Le due domande che ti ha posto Eremin sono di una bellezza stordente e fanno capire che personaggio genuino è. Io te ne pongo una terza, cosa dobbiamo aspettarci in questa seconda parte del 2016 ? Non mi spingo oltre come arco temporale perchè credo che Edo sia un cantiere aperto con potenzialità assurde.
Nella seconda parte del 2016 dobbiamo aspettarci da Edo un continuo miglioramento sull’aspetto della continuita’ in relazione alle prestazioni, per essere sempre piu’ consapevole del suo potenziale e poterlo esprime al massimo. Non deve avere obbiettivi solo di ranking ma di crescita continua sia tattica che tecnica , in questo modo il suo livello salira’ ancora.
Vorrei un tuo commento sincero ed esaustivo sul match che “non ha giocato” contro Donati nel secondo turno del challenger di Milano e cosa gli hai detto nel dopo partita.
Era un’altra persona, lui quel tipo di match fa ancora un po’ di fatica a gestirli da un punto di vista emotivo, perché rispetto al giorno prima con Carballes era evidente che non era lo stesso Eremin.
Gli ho solo detto che, solo col lavoro e le esperienze che ti da questo meraviglioso sport avra’ tantissime altre occasioni e quindi di voltare subito pagina e concentrarsi sul prossimo torneo.
Credo che i passi avanti dalla tournèe cinese ad oggi siano importanti, il rovescio incrociato è un’autentica sassata se scoccata piedi dentro il campo e anche il dritto giocato in maniera “anomala” è terrificante. Avete scelto una programmazione incentrata sulla terra al momento sfruttando le varie WC concesse, a tuo avviso, in linea teorica, su cemento può fare ancora meglio potendo sfruttare colpi risolutori ?
Secondo me Edo puo’ giocare bene su tutte le superfici sia terra che cemento , chiaro che, su cemento deve riuscire, avendo in linea teorica meno tempo ad usare ancora di piu’ e in maniera diversa l’uso del servizio e della risposta, cioe’ i colpi di inizio gioco. Se lui riesce in questo, puo’ giocare molto bene.
Non avevo dubbi delle potenzialita’ relative all’uso del rovescio incrociato, e’ migliorato molto perché anche convinto mentalmente, invece il dritto anomalo fa molto male, deve solo a mio modo di vedere, capirne ancora bene l’uso tattico anche se lo sta migliorando molto.
Tracciate un bilancio personale di questa prima parte di stagione di Edo, e se ritenete soddisfacente il lavoro che svolge in allenamento o può allenarsi con ulteriore intensità.
Nonostante qualche tentennamento iniziale direi che Edo dopo Barletta ha cambiato marcia sia in termini di risultati ma soprattutto in termini di prestazioni. Ora non gli resta che continuare a lavorare.

Dal un punto di vista dell’allenamento dopo barletta ha cambiato marcia e la sua intensita’ e’ migliorata molto.

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