Intervista esclusiva ad Adriano Panatta: “Deluso da Fognini. Novak invincibile ma il tennis è Federer”.

Intervista esclusiva ad Adriano Panatta: “Deluso da Fognini. Novak invincibile ma il tennis è Federer”.

Tennisti italiani, giovani promesse, Federer e Djokovic. Questi gli argomenti toccati in una chiacchierata che la leggenda del tennis italiano ha concesso a Tenniscircus: “Le ragazze azzurre meglio di quanto hanno fatto quest’anno non potevano fare, mentre per i maschi davvero nulla da ricordare”.

Sono passati quasi 40 anni da quel mitico 1976 con il grande tris Roma-Roland Garros-Coppa Davis e ancora nessun tennista italiano è stato in grado di far meglio di lui. O quantomeno di avvicinarsi. Lui rimane ancora la leggenda del tennis italiano, anzi è “Il” tennis al di qua delle Alpi. Adriano Panatta ne ha viste tante nella vita e ora se la gode, facendo il commentatore alle dirette degli Slam su Eurosport, insieme a Jacopo Lo Monaco e Gianni Ocleppo, e girando l’Italia per fare stage di coaching nei circoli tennis del Paese per un ciclo di eventi organizzati da una nota marca automobilistica. E proprio in una di queste occasioni lo abbiamo intercettato, nella tappa andata in scena al Circolo Tennis di Lamezia Terme, in Calabria. Tra consigli e sfottò ai malcapitati “allievi”, Panatta ci ha detto la sua sul presente del tennis, con l’ironia e l’irriverenza che lo ha sempre contraddistinto.

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Panatta al Circolo Tennis Lamezia

Panatta, il 2015 è un anno da ricordare per i colori azzurri…
“Per le donne sicuramente. Per loro la stagione è andata benissimo, con la finale Us open Pennetta-Vinci. Meglio di così non potevano fare. Gli uomini, invece, per carità…”

In effetti, non si può dire che abbiano brillato.
“Assolutamente no. Da loro nulla da ricordare, nulla che abbia lasciato il segno. Io da Fognini mi aspetto molto di più. È un giocatore che ha tutte le caratteristiche tecniche per fare molto meglio. Col bagaglio di colpi che ha potrebbe stare stabilmente tra i primi della classe e invece…”

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Fabio Fognini

E invece?
“E invece sta sempre lì a un passo dal salto definitivo che non arriva mai. È che gli manca un po’ il resto. Più che una questione di testa secondo me gli manca la determinazione”.

Insomma, nel panorama italiano non vede un nuovo Panatta in giro?
“Direi proprio di no, ad oggi l’unico che ha gran talento nel circuito è Fabio”.

Dopo l’exploit a Wimbledon juniores 2013, tutti avrebbero scommesso su Gianluigi Quinzi ma il marchigiano ancora latita. L’avversario che ha sconfitto in quella finale di Londra ora è numero 51 del ranking mentre lui naviga ancora oltre la 300esima posizione. Che gli è successo?
“Sinceramente non saprei. Quinzi non lo sto più seguendo. Bisognerebbe chiederlo a chi lo allena e lo segue. Io l’ho visto la prima volta a San Benedetto del Tronto quando aveva 7 anni e fui il primo a dire al padre che doveva giocare a tennis. Poi non so bene il suo percorso ma evidentemente qualcosa non ha funzionato perché aveva tutte le caratteristiche per diventare un giocatore di un certo livello”.

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Gianluigi Quinzi

“Aveva”…significa che siamo di fronte a una promessa del tennis non mantenuta?
“Non è ancora detto. È anche una caratteristica italiana quella di maturare più tardi rispetto ai tennisti di altri paesi. La storia ci dice questo. In Italia si comincia a maturare intorno ai 25 anni, non ci sono mai stati giocatori precoci da noi. E quella storia che i nostri non crescono velocemente perché non vengono mandati a fare tornei ed esperienza all’estero, non vale più. Ormai è tutto globalizzato”.

Lo dice con un po’ di nostalgia. Era più bello il tennis di una volta?
“Beh, il tennis moderno è diventata un’altra cosa. Ai miei tempi c’era bisogno di avere una buona dose di fantasia. Oggi se ne vede meno. E hai anche molto meno tempo per pensare”.

panattaIl talento, però, resta ancora (per fortuna) un fattore determinante, o no?
“Sì, altrimenti non vedremmo in campo un fenomeno come Roger Federer”.

Cosa prevede per queste Finals di Londra? Vince Djokovic?
“Molto probabile. Nole è il perfetto tennista moderno. Ora come ora è invincibile. Comunque sono sempre gli stessi, forse servirebbe anche un ricambio”.

Sembra difficile ad oggi. Alcuni addetti ai lavori parlano di imminente “Dark age” nel tennis: quando si ritireranno i vari Federer, Nadal, Djokovic, non ci sarà nessuno in grado di raccogliere il loro testimone. Lei vede qualche erede in circolazione?
“Si pensava Dimitrov, ma mi pare che anche lui finora abbia fallito, deludendo le alte aspettative che c’erano su di lui. Poi ci sono altre potenziali promesse ma sono ormai già grandicelli. Tecnicamente forse Wawrinka, ma ha 30 anni… Per il resto, i giovani talenti che si stanno affacciando nel circuito li conosco poco, non saprei dire con certezza”.

Novak Djokovic - Roger Federer Men's Singles - Final
Nole Djokovic

Con la vittoria agli US Open, Djokovic ha raggiunto quota 10 Slam. Pensa che riuscirà a superare Roger Federer?
“No, secondo me non ce la farà. Può darsi che mi sbaglio ma i record di Federer sono difficili da battere”.

Nonostante l’età sia a suo favore e non ci siano ancora tennisti in grado di batterlo? In fondo è a 7 Slam di distanza dallo svizzero, magari nel giro di tre anni…
“Non credo. Io glielo auguro, per carità, ma 7 Slam non sono per niente pochi”.

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