John McEnroe: “Murray può detronizzare Djokovic dalla prima posizione mondiale”

John McEnroe: “Murray può detronizzare Djokovic dalla prima posizione mondiale”

John McEnroe, uno dei personaggi più esuberanti ed eclettici del panorama tennistico degli anni ’80, ha rilasciato un’intervista quanto più riflessiva, circa le possibilità concrete di Andy Murray di scalzare dal trono Novak Djokovic, che tuttavia, sembra sempre più vittima della “sindrome dell’imbattibilità”.

L’ex campione, e numero uno della classifica mondiale, John McEnroe esorta Andy Murray a trarre consigli utili dal libro di Roger Federer su come poter impensierire e mettere difficoltà Novak Djokovic nel 2016, essendo attualmente l’unico a livello atletico, che può contrastarlo.

Djokovic e Murray arriveranno in Australia, a Melbourne Park, per contendersi il primo Slam stagionale, che darà il via ad un 2016 ricco di incognite e di probabili sorprese; per la prima volta inoltre i due saranno rispettivamente il numero 1 e 2 del seeding nel tabellone. Ed in quella che potrebbe essere una delle ultime, o forse l’ultima stagione, con tutti i protagonisti presenti, sicuramente lo spettacolo non si farà attendere.

Ma il divario tra il numero uno e due non è mai stato più ampio, con un Djokovic lanciato inesorabilmente vero la sua sesta vittoria sui campi australiani, come dimostrano le previsioni ed alcuni numeri incredibili del 2015.

Ha conquistato 11 titoli, tra cui tre major, e un record di $21.592.125 quanto a premi in denaro, con solo una sorpresa eclatante nella finale del Roland Garros in cui ha dovuto abdicare di fronte ad una performance sovrumana di Stan Wawrinka che in definitiva ha negato al serbo di completare il Grand Slam, impresa ormai vergine da 46 lunghi anni.

D’altro canto anche Andy Murray ha potuto godere di una delle sue migliori stagioni in assoluto, evidenziata ancor di più dal suo sostegno che ha permesso alla Gran Bretagna di riconquistare la Coppa Davis, che non vedeva sventolare la Union Jack dal lontanissimo 1936.

Il dominio di Djokovic è tuttavia inequivocabile ed a tratti imbarazzante, e, per dovere di cronaca, il serbo ha sconfitto Murray in finale all’Australian Open per ben 3 volte. Ma il talento americano, l’esuberante McEnroe crede che ci siano spiragli per insidiare qualche dubbio nella mente del numero uno, non poi così imperturbabile…

“Anche se può sembrare che Novak sia imbattibile, è difficile immaginare che possa mantenere questo ritmo a lungo”, ha detto McEnroe a Tennis Podcast. “Giocare come parte di una squadra è una cosa che ad Andy è piaciuta molto, e in particolare giocare con il fratello”.

“Quindi questo potrebbe spingerlo a rimanere costante e concentrato più a lungo del solito, per cercare di raggiungere obiettivi per lui difficili.”

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Così come McEnroe sospetta che per Murray sarà una stagione tennistica “leggermente migliore quanto a stato d’animo e fiducia mentale” durante l’estate australiana, è allo stesso tempo curioso di vederlo in azione contro il 28enne di Belgrado.

“Calcolando quanto fossi positivo e sempre sorridente in campo, oltre che egocentrico”, ha detto il talento per eccellenza del tennis degli anni ’80, “sono in realtà assolutamente serio.”

“Mi ha sicuramente fatto male, nella mia carriera, non essere stato in grado di godermi ogni momento tanto quanto avrei voluto, come fa Roger Federer che, anche nella sconfitta, sembra essere in grado di scrollarsi di dosso tutte le sensazioni negative. Io lo rispetto ed è un esempio.”

“Ho visto la stessa cosa con [Jimmy] Connors, uno dei miei grandi rivali, che è stato in grado di combattere ininterrottamente per oltre 15 anni, mettendosi alle spalle ogni brutto momento, e riuscendo, con la tenacia che lo contraddistingueva, ad ottenere successi tanto notevoli”, ha ammesso John.

“Per tale motivo sono solidale con le difficoltà emotive di Murray che, se riuscisse a godersi maggiormente il momento, senza accumulare tensioni inutili e controproducenti, arriverebbe a sentirsi meglio in campo.”

McEnroe vorrebbe anche vedere Murray migliorare la sua seconda di servizio ed il gioco di rete, così come Novak Djokovic e Rafael Nadal hanno fatto per arrivare alla doppia cifra… nei tornei dello Slam.

“In ultima analisi, mentalmente, è tutta una questione di atteggiamento e quando arriva il momento critico, è lì che escono i grandi campioni quali Novak, che riescono a ribaltare l’inerzia di un match nell’arco di 10 minuti. E’ questo che distingue il numero 50 dal numero 1. La testa.”

“Ma la bellezza di questo sport, è che le cose possono cambiare rapidamente.” E potrebbe essere il momento giusto…

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