“La pazienza non è il mio forte”. Intervista alla rediviva Maria Sharapova

“La pazienza non è il mio forte”. Intervista alla rediviva Maria Sharapova

In una lunga chiacchierata con “Vogue”, un mese prima del suo ritorno, la tennista siberiana conferma la sua innocenza e parla del suo annus horribilis: “Senza la mia famiglia sarei impazzita. Sogno di avere dei figli, ma ora penso solo al gioco. Con Dimitrov? Non è finita affatto bene…”.

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Nonostante non si siano ancora spente le polemiche sul processo che l’ha vista coinvolta per doping sportivo, Maria Sharapova, tra poco più di un mese, tornerà a calcare i campi da tennis in occasione di un torneo ufficiale. È previsto per mercoledì 26 aprile il suo “debutto” al torneo di Stoccarda, il Porsche Tennis Grand Prix per il quale gli organizzatori, seguiti poi a ruota da quelli degli Internazionali BNL d’Italia (che la russa ha già vinto ben tre volte), contro tutte le polemiche e contro tutti i pareri discordanti, le hanno concesso quella che al momento è la prima di quella che sembra dovere ben presto divenire una lunga serie di wild card. Rotto il tabù, per il quale molti hanno gridato allo scandalo, da Murray alla Kerber, dalla Cornet alla Wozniacki, e ottenuto il beneplacito della WTA per cui, in quanto ex campionessa Slam e vincitrice delle Wta Finals, la Sharapova può richiedere ed ottenere un numero illimitato di wild card, è partita la corsa per accaparrarsi l’atleta che a soli diciassette anni ha vinto Wimbledon e che è stata la più pagata al mondo per undici lunghi anni. E che ancora oggi costituisce una delle principali attrazioni e fonte di contratti pubblicitari di tutto il circuito. Sia per la sua bravura, sia per la sua immensa e fascinosa bellezza che, oggi, ritirata la bellissima Ivanovic sembra essere ancora sempre più indispensabile ed imperdibile.

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DANNATO MELDONIUM – 
La cinque volte campionessa Slam ha rilasciato per il mensile Vogue un’interessante intervista nella quale ribadisce ancora una volta la sua innocenza. “Ho preso il meldonium per 10 anni“, dichiara la Sharapova che un anno fa a gennaio risultava positiva a questo farmaco che normalmente viene utilizzato da chi soffre di patologie cardiache. “Per 7 anni ho anche avuto il consenso e l’approvazione scritta da parte della WADA (World Anti Doping Agency)”, continua la Sharapova, “la mia unica colpa è stata quella di rilassarmi troppo“. Sugarpova sostiene di avere assunto il meldonium per sopperire ad una carenza cronica di magnesio e per contrastare il diabete (malattia presente nel suo albero familiare). In realtà, il meldonium o Mildronate (è questo il nome commerciale del farmaco che viene prodotto in lettonia dall’azienda farmaceutica Grindks) è stato creato per il trattamento delle ischemie. La sua capacità di  favorire la circolazione del sangue in soggetti sani come gli atleti si traduce nel miglioramento della capacità di resistenza allo sforzo fisico. Ed inoltre come evidenziato da uno studio pubblicato nel 2015 contribuisce a diminuire i livelli di acido lattico e di urea nel sangue accorciando, così, i tempi di recupero dopo l’attività fisica. Non a caso, il meldonium che tra l’altro è molto popolare nei paesi dell’est, mentre non è autorizzato dalle agenzie del farmaco europee, veniva impiegato dalle truppe russe in Afganistan per contrastare la fatica.

I DUBBI – È a partire da questo studio che la WADA decide nel 2016 di mettere il meldonium fuori legge includendolo tra le cosiddette sostanze S4 (ormoni e modulatori metabolici). La Sharapova insiste, quindi, a sostenere che la sua unica colpa sia stata quella di non avere letto attentamente la mail inviatale dalla WADA (così come avviene ogni anno, a gennaio) nella quale veniva allegato l’elenco aggiornato delle sostanze ritenute dopanti e quindi fuori legge. “Credo che se stessi cercando di nascondere qualcosa, non avrei rivelato al mondo di avere assunto un farmaco proibito per 10 anni. Non sarebbe stato questo il modo più intelligente di nascondere le mie colpe!” Certo la Corte di arbitrato per lo sport ha stabilito che la Sharapova non aveva nascosto la sua assunzione di meldonium e che è stata colpa dell’ITF e della WADA se l’elenco aggiornato delle sostanze dopanti non è stato pubblicizzato a  dovere. Ma come non riflettere sul fatto che comunque il meldonium, sia se usato per curare il diabete sia per patologie cardiache, viene comunque prescritto per non più di quattro o al massimo sei settimane. Perché Masha lo ha preso per dieci anni?

CALIFORNIA GIRL – Maria parla dalla sua casa a Manhattan Beach in California. “Non ho mai bevuto così tanto alcool come quest’anno“, dichiara. “Questo è il prezzo di una vita sociale!”. La sua casa è piena di quadri, fotografie opere d’arte contemporanea. Non sembra la casa di una sportiva scrive il corrispondente di Vogue. Maria ha impiegato tre anni a costruirla. Li vicino ci sono i campi del Manhattan Country Club dove la Sharapova si allena. A vederla, con i suoi leggings sembra più una California girl tutta yoga e rilassatezza che non la guerriera che siamo abituati a vedere in campo scrive il corrispondente di Vogue.

PROCESSO E RESILIENZA – Ovviamente, nonostante la riduzione della iniziale squalifica, le conseguenze per la campionessa russa di tutta questa vicenda sono state molto pesanti sia da un punto di vista sportivo che economico. Molti sponsor hanno abbandonato Maria e lo stesso hanno fatto tante colleghe e colleghi che hanno condannato duramente la condotta della siberiana. Nike, Head, Porsche, Evian, NetJets hanno abbandonato la russa all’indomani della conferenza stampa in cui Maria annunciava di essere risultata positiva ai controlli anti doping. Tutti, a parte Tag Hauer, sono tornati da Maria. Del resto i colleghi le hanno detto le cose più terribili. Jennifer Capriati, ad esempio, ha chiesto che le venissero tolti tutti i titoli. Quindici sono stati i mesi che Sugarpova ha dovuto passare lontano dal circuito. Potrebbero essere stati 24 o addirittura 48 se il suo avvocato non avesse fatto bene il suo lavoro e la Corte d’arbitrato sportivo le avesse riconosciuto il dolo. “Non c’è dubbio che la mia resilienza ha giocato un ruolo importante ma ciò non significa che sono invulnerabile. Il momento più brutto” dice Maria, “è stato quello del processo. L’unico aspetto positivo è stata la solidarietà delle persone”. Maria racconta un aneddoto abbastanza significativo in tal senso. “Ero a New York , in taxi con mio padre. Questa volta non ero li per giocare. Stavamo andando all’udienza finale del processo. Ad un certo punto il tassista si gira e mi dice: hey, può dirmi quando torni a giocare? Non riesco a seguire gli Us Open se tu non ci sei!”

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TEMPO LIBERO – “Fortunatamente nella mia vita non c’è solo il tennis” dice Maria, altrimenti “sarei già impazzita“. “Ho una famiglia, degli amici. Meno tempo trascorro nel circuito più energia posso dedicare loro”. Chris Evert, a proposito, ha dichiarato: “Maria era solita isolarsi. Nel circuito non aveva amici. Così è ancora più dura”.  “Sono rispettato per quello che faccio in campo e questo per me è più importante di sentirmi dire che sono una ragazza simpatica che passa tempo con i colleghi”  Ed a proposito di tempo Maria sembra essere una che lo vuole avere sempre sotto controllo. “Il circuito è molto impegnativo e detta i tempo di ognuna di noi” continua Maria ” una cosa molto difficile da accettare  per chi come me vuole sempre avere tutto sotto controllo. Durante questo periodo di “libertà” ho viaggiato. Sono stata a visitare Londra. Ero stata a Wimbledon ma mai a Londra! E poi Barcellona, la Croazia. Ho anche letto qualche libro. E poi ho studiato. Ho frequentato un corso di strategic brand management and leadership alla Harvard Business School e poi ho collaborato con Nike e la NBA un agenzia pubblicitaria con sede a Londra, tutte esperienze utili per il suo brand la Sugarpova. Maria infine sembra anche avere trovato, in collaborazione con Rich Cohen il tempo per scrivere la sua autobiografia che, ci scommettiamo, sarà un successo.

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SERENA E GRIGOR –
 Una delle più grandi motivazioni per Maria potrebbe essere quella di sfidare nuovamente Serena Williams che conduce 19 a 2 il testa a testa con l’ucraina.  “Siano osannate per il nostro gioco, per la nostra classifica per le nostre sfide. Ma credo che dovremmo invece essere accostate per tutto quello che abbiamo fatto. Per tutte le opportunità che abbiamo creato per noi e per le nostre famiglie“. Serena dopo un anno alquanto particolare ha conquistato il suo ventitresimo titolo del grande slam. Entrambe abbiamo avuto parecchi stop, potrebbe essere facile quando hai subito parecchi infortuni e battute d’arresto lasciare stare , e invece…..la quantità di rispetto che ho per lei come un atleta è enorme”. Con Serena, Maria, ha anche diviso un fidanzato: Grigor Dimitrov. Ma mentre Serena è riuscita a buttarsi alle spalle la storia con il tennista bulgaro come testimoniato dal recente annuncio del prossimo matrimonio con Alexis Ohanian (coofondatore di Reddit) Maria è rimasta single. “Forse sono semplicemente troppo difficile, con Grigor non è finita bene. Una notte di un paio di mesi fa  andai da lui a New York City. Non ci eravamo visti dall’estate del 2015. Abbiamo chiuso un ristorante e abbiamo parlato per cinque ore,” dice. “Grigor è stata una parte importante della mia vita. E’ una persona complicata e molto delicata. E ‘stato così bello stare da soli come normali esseri umani, senza paparazzi.”

SOGNI E ASPETTATIVE – “Ho molta voglia di avere figli. Ma sono molto concentrato sul mio lavoro, e questo è uno dei motivi  per cui un sacco di mie relazioni non funzionano. Non posso vivere con la sensazione di avere sacrificato una cosa per l’altra. Odio la parola l’equilibrio. Cose’è l’equilibrio? Se significa dividere il 100 per cento a metà tra due cose,  significa che si sta dando solo il 50 per cento ad entrambe le cose “.  Il rientro di Maria si prefigura come uno dei più grandi della storia dello sport. “Ho grandi aspettative, perchè conosco il mio potenziale” Dice Maria “Saprò mantenere questi obiettivi? Ovviamente! Saprò essere paziente? ” Maria ruota gli occhi e sorridendo dice: “Bè questo non è proprio il mio punto di forza!”

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