Novak Djokovic: “Spero di battere altri record”

Novak Djokovic: “Spero di battere altri record”

Le dichiarazioni del serbo dopo il successo di Miami, impressioni e obiettivi.

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È un Novak Djokovic ovviamente raggiante quello che ha parlato, dopo il successo nel di Miami, che gli ha permesso di superare Rafa Nadal nella classifica dei detentori di titoli del circuito Master 1000, portandosi a 28 successi.

Il serbo esprime tutta la sua soddisfazione, per l’ ennesima vittoria, più che per aver superato lo spagnolo:

“Sono molto felice, perché è sempre bello quando si vince, e sono orgoglioso di aver conquistato così tanti titoli, il fatto che io abbia sorpassato Nadal è una soddisfazione in più, ma comunque secondaria. È bello battere dei record, e spero in futuro di superarne tanti altri, ed è ancora più bello che sia successo proprio a Miami, un torneo che ho già vinto per sei volte, e soprattutto il primo 1000 che ho conquistato nella mia carriera. Era il 2007 e quella vittoria fu fondamentale per la mia crescita, fu una grande iniezione di fiducia, che mi fece capire che potevo essere un giocatore vincente anche io”.

Djokovic ha anche sottolineato quanto si trovi a suo agio nell’ accoppiata Indian Wells, Miami: “È una situazione ideale, in un mese si giocano due tornei, con questa formula, che da la possibilità di recuperare le fatiche del match precedente, e di limitare gli spostamenti. Per essere più chiari, è meglio giocare i due tornei americani, piuttosto che quattro tornei in quattro settimane, in quattro stati diversi”.

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Ora dopo il meritato riposo, inizia la stagione della terra battuta, e il calendario del numero uno del mondo prevede quattro tappe già definite: Madrid, Montecarlo, Roma e Parigi: “Abito a Montecarlo, quindi direi che quello per me è diventato una specie di torneo di casa, gli altri sono tappe fondamentali per abituarsi alla terra, in vista del Roland Garros”.

Tornando alla finale di Miami, di cui c’ era ben poco da dire: “Nel primo set ho subito il break nel game iniziale, e fortunatamente sono riuscito a recuperarlo immediatamente; iniziare sotto 3-0 non sarebbe stato il massimo, e avrebbe caricato il mio avversario, che come sempre si è dimostrato molto rapido e molto abile a coprire la linea di fondo. Quando sono riuscito ad aggredirlo maggiormente, anche nei miei turni di risposta, il match è girato dalla mia parte, e in seguito sono arrivati tanti errori gratuiti sulle mie prime di servizio, che mi hanno aiutato molto”.

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