Ryan Harrison: “Quest’anno punto alla Top 50”

Ryan Harrison: “Quest’anno punto alla Top 50”

Ryan Harrison si racconta ai microfoni di Tennis.com, dichiarando come questa possa essere la stagione della consacrazione, soprattutto dal punto di vista del ranking.

Ryan Harrison, vieni da una stagione travagliata da infortuni e da una discesa nel tuo ranking. Come ti senti all’inizio di questa nuova stagione?

La scorsa stagione, all’inizio, non è stata del tutto negativa. Ho guadagnato 300, 400 punti nei primi quattro mesi dell’anno, arrivando anche nella top 30 di quella stagione. Dopo ho avuto due infortuni all’anca e sono stato fuori per due mesi. E perdendo quei due mesi ho perso anche il momento giusto per la svolta.

Poi una volta guarito ho perso due partite per 7-6 al terzo set nei tornei estivi e non ho guadagnato punti lì. Ed è iniziato un circolo vizioso. Non sentivo che il mio livello fosse sceso, ho solo avuto qualche sconfitta sfortunata. Ma succede. La gente non capisce veramente cosa sta accadendo con il ranking e il perché scende così. Bisogna restare concentrati e continuare a lavorare, restando motivati. 

Hai avuto una settimana positiva ad Acapulco e ti abbiamo visto giocare molto bene lì. Pensi che questo possa essere un punto di partenza per una nuova striscia di risultati positivi?

Si, ciascun match non è stato perfetto ma ne ho vinti diversi. Ho lottato in alcuni momenti nervosi e nei punti critici e sono riuscito a vincere. Ho avuto una settimana molto fruttuosa ad Acapulco. Ho perso 7-6 al terzo contro Marchenko in un match che avrei potuto vincere in una settimana migliore, ma come si hanno degli alti si hanno anche dei bassi. Forse qualche anno fa non mi accontentavo di vincere le qualificazioni e un match contro un buon giocatore.

Le qualificazioni mi hanno dato fiducia: vincere match combattuti ti fanno sentire meglio, anche se non sempre è facile. Penso di aver fatto un buon lavoro mettendomi nella posizione di potermi rilassare e giocare a tennis come sono capace.

Pensi che questa fiducia in te stesso ti possa aiutare, e come riesci ad ottenerla?

Mi sento bene ora. Ho vinto molti match ultimamente e sento che la fiducia in me stesso è ad alti livelli ora. E’ difficile dire dove riuscito ad arrivare in un paio di mesi. Conosco le mie potenzialità. Penso di riuscire a raggiungere la Top 50 perché già l’ho fatto in passato. So di poter riuscire a vincere contro dei Top 20, perché già l’ho fatto. Penso di poter raggiungere questi obiettivi ma non posso dire per certo se vi riuscirò.

Il mio obiettivo immediato è competere in ogni match come se fosse una finale di uno Slam. E giocare ogni match con la stessa intensità e gli stessi obiettivi. E credo che facendo così i risultati non tarderanno ad arrivare, e farò del mio meglio anche quando non giocherò bene, perché vincere è una cosa molto importante per me. Quando gioco bene è facile che riesca a vincere. Ma quando non lo fai devi trovare un modo per spuntarla.

Recentemente ci sono stati diversi giovani americani che sono esplosi. Ti senti più pressione addosso o non ti importa?

Non mi tocca. E mi aiuta mentalmente, considerando come loro vivono ogni singolo match e opportunità. Ho avuto il lusso di trascorrere molto tempo con Francis Tiafoe e Taylor Fritz recentemente, e il modo in cui loro affrontano ogni torneo e ogni partita per testare il proprio livello è come vedere me stesso qualche anno fa, quando non hai paura di niente e di nessuno.

Ho perso molto di tutto ciò. Scommetto che se loro misurano la mia pressione mi troverebbero a serio rischio infarto in molti match che gioco, ossessionato in ogni momento e facendo tutto più grande di quello che è in realtà. Loro giocano il loro miglior tennis, senza dare troppo peso ai propri risultati, che potrebbe rivelarsi una trappola.

Quindi quando ho l’occasione di stare con loro e allenarmi con loro, cerco di prendere e assimilare questo aspetto nel mio gioco.

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