TennisCircus incontra Edoardo Eremin: “Il mio obiettivo è sempre stato lo stesso, stare bene fisicamente”

TennisCircus incontra Edoardo Eremin: “Il mio obiettivo è sempre stato lo stesso, stare bene fisicamente”

Vi proponiamo l’intervista che abbiamo realizzato ad Edoardo Eremin.

di Lorenzo Marini, @marinilorenzo21

Edoardo Eremin, classe ’93, originario d’Acqui Terme, è oramai un volto noto del tennis italiano. Nel 2016 ha raggiunto la posizione 292 della classifica mondiale, suo best ranking, dando l’impressione di avere un futuro sicuramente luminoso davanti a sè. Tuttavia, non è andato tutto liscio come si era immaginato, in quanto la sua carriera è stata ostacolata da un grave infortunio, che lo ha costretto a fermarsi per circa un anno. Ora sembra che il giocatore si sia lasciato tutto alle spalle e, pur cercando ancora la forma migliore, è stato autore di buone prestazioni in questa stagione.

EREMIN

Grazie a chi ti sei avvicinato al mondo del tennis ?

Ho conosciuto il mondo del tennis grazie a mio padre Igor. 

Sicuramente la tua carriera tennistica non è stata facile, nel 2016 occupavi la posizione 292 del ranking Atp ed ora sei sceso al 644esimo posto. Come ci si organizza con i tornei durante la stagione, considerando anche la propria classifica?

Per quanto mi riguarda, cerco di organizzarmi in base all’andamento dei tornei, se vedo che non sto andando bene scendo di livello per riacquistare fiducia in tornei minori come i Futures per poi cercare di giocare più costantemente a livello alto ovvero i Challenger. 

Nel 2017 hai avuto un grave infortunio al tendine rotuleo del ginocchio, come hai fatto a riprendere dopo tanti mesi di inattività?

E’ stato il mio primo infortunio di questa gravità e quindi è stata durissima all’inizio, non lo accettavo e devo dire che non ho passato bei momenti, sono onesto, ho pensato anche di mollare tutto. Per fortuna ho avuto persone che mi hanno sostenuto e mi hanno dato la forza per riprendermi. Ritornare in campo dopo una situazione del genere pensavo fosse molto più dura, invece ho riacquistato in poco tempo la mia forma fisica.

Quali sono state le tue sensazioni in campo durante questa stagione?

Purtroppo quest’anno ho avuto pochissime sensazioni positive e moltissime negative, per via del mio ginocchio che mi provocava sempre fastidio fino a diventare dolore.

Qual’è stata la miglior partita di questa stagione?

La miglior partita è stata indubbiamente quella disputata contro Simone Bolelli al Challenger di Padova, anche se riguardando il match mi sono accorto che posso giocare ancora meglio. 

Raccontaci una partita in cui ti sei trovato in difficoltà, ma hai saputo reagire sia mentalmente sia emotivamente. 

Quest’anno contro il mio amico Gian Marco “Jimbo” Moroni, ero sotto un set 1/6 al Challenger di Lisbona. Mi misi l’asciugamano in testa dicendomi che da li in poi non avrei dovuto mollare neanche un punto senza lottare. Se avessi dovuto perderla avrei dovuto farlo dandogli quanto meno del filo da torcere.  Fortunatamente il match è girato dalla mia parte ed ho vinto.

Come ti trovi alla San Marino Tennis Academy e com’è il rapporto con il tuo coach Giorgio Galimberti?

A San Marino mi trovo benissimo, c’è tutto il necessario per mirare a diventare un giocatore di alto livello, preparazione atletica, lavoro in campo e strutture al top. Con Giorgio ho un rapporto molto bello e di bene reciproco, è soprattutto una persona che dice sempre la verità in faccia e questo non è da tutti. 

C’è un giocatore, nel circuito ATP, da cui cerchi di prendere esempio?

Il giocatore che più mi affascina di è Fabio Fognini, ma in generale cerco di non prendere esempio da nessun giocatore. 

Cosa ne pensi della riforma della Coppa Davis?

Riguardo la riforma penso sia una cosa ottima per i giocatori di alto livello che giocano tutto l’anno e si ritrovano a concludere il tutto in due settimane. Riguardo alla tradizione non sarebbe rispettata e questo è fastidioso per molte persone, ma è normale

Pareri sulle regole attuate nelle NextGen ATP Finals?

A me non piacciono quelle regole, eccetto lo shot clock, ovviamente ognuno la pensa diversamente, però lascerei il tennis così com’è senza stravolgere tutto. 

Dando un’occhiata ai  Social si vede che hai una certa affinità con la tennista bielorussa Aryina Sabalenka, giovane promessa del circuito WTA, raccontaci qualcosa.

Si ho molta affinità con lei, l’ho conosciuta nel 2015 ad un torneo in Grecia e da quel momento non abbiamo mai smesso di sentirci. E’ una ragazza fantastica e di una bontà e umiltà fuori dal normale, sempre sorridente e positiva, dentro di me sapevo sarebbe diventata quello che è adesso, ma ancora non è finita, per me può diventare la n°1 del circuito WTA e dominare il tennis femminile con la sua forza fisica, ha davvero tantissimi margini di miglioramento. 

Ti sei posto un obiettivo preciso da raggiungere nel 2019?

Il mio obiettivo è sempre stato lo stesso, stare bene per prima cosa. Ma ho notato che bisogna essere fortunati nel trovare persone competenti che ti sappiano curare.  Dopo un po di tentativi, ora penso di essere sulla giusta strada. Il ginocchio è una cosa molto seria, all’inizio non me ne rendevo conto ma vivendola sulla mia pelle l’ho capito.

Prossimi tornei e programma per l’anno che verrà?

Ora giocherò la Serie A con l’obiettivo di salvarci e rimanere in Serie A1, finita la competizione se starò bene con il ginocchio valuterò dove andare a giocare a Dicembre. Per l’anno che verrà mi fermerò un mese e farò solo cure per il ginocchio, sperando non faccia più male, se così non fosse valuterò l’opzione di un altro intervento chirurgico. 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy