Vinci: “É il mio ultimo anno, non ho più pressione”

Vinci: “É il mio ultimo anno, non ho più pressione”

Parla la tennista tarantina dopo aver raggiunto il terzo turno agli Australian Open: “Se non entro tra le prime dieci non muore nessuno”.

É una Roberta Vinci felice e rilassata quella che si presenta in conferenza stampa agli Australian Open, pochi minuti dopo aver messo a segno una netta vittoria contro la statunitense Irina Falconi. La tennista tarantina, n. 15 del mondo, parla ormai da top-player sicura delle sue possibilità. Una giocatrice ormai nuova, trasformata dalla già storica semifinale agli Us Open 2015, dove ha sconfitto la n. 1 del mondo Serena Williams, a due passi dal compimento del Grande Slam.

“Gioco bene perché sono serena”, ha spiegato, in un involontario gioco di parole. “Dopo quella finale allo US Open non ho più ansie, non mi arrabbio, sento di aver raggiunto quello che volevo. Non mi sento appagata, e ci tengo ancora moltissimo, ma visto che questo sarà il mio ultimo anno, me la godo, e questo in campo si vede. Il mio gioco ha bisogno che io sia lucida e tranquilla, e pensare che ho battuto Serena, che ho fatto finale Slam, mi fa stare bene. Se non entro tra le prime dieci non muore nessuno”.

Al prossimo turno Roberta Vinci sfiderà la tedesca Anna Lena Friedsam, classe ’94 e n. 82 delle classifiche, che stanotte ha sconfitto in due set la cinese Wang: un’occasione molto ghiotta per raggiungere i primi ottavi di finale in carriera nello Slam del Sud.

Roberta ha colto l’occasione per parlare della profonda differenza di percezione di una partita di tennis tramite uno schermo televisivo piuttosto che dal vivo.

“Quando tu guardi una partita di tennis con la pennina Usb, o al computer, o alla televisione, non capisci il vento, non capisci la velocità della palla, e non lo capisci perché non puoi riuscirci, non è che il commentatore o il telecronista ‘non ci arrivano’. È che proprio è impossibile da percepire, in campo è tutta un’altra storia, se sei contro sole o contro vento, se ti va lento il braccio. Sono tutte cose che puoi vedere e puoi capire stando al limite fuori dal campo, secondo me, mentre dalla televisione è più difficile immedesimarsi nella partita”.

“Un commentatore può dire ‘ah, lì doveva giocare lungolinea’, ok, però non sa se la giocatrice era in difficoltà col braccio, era controvento, o cose così. Non credo che vorrò mai fare la telecronista, anche se mi piace tanto guardare il tennis, capire gli schemi, con il mio tipo di gioco devo farlo, devo usare il cervello, non sono una che tira e basta. Certo, penso che potrei essere brava a far capire le situazioni al telespettatore… non ci ho mai provato. Ho paura che sarei molto critica con le giocatrici, però”.

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