La Pulce: il tennis è sempre più Made in Cina

La Pulce: il tennis è sempre più Made in Cina

Rapporto d’amore “complicato” quello tra Repubblica Popolare Cinese ed il mondo del tennis, per tanti anni, forse troppi, si sono candidamente ignorati a vicenda. Poi d’improvviso, a partire dal 2004, anno che potremmo definire della svolta, qualcosa inizia pian piano a cambiare.

Tutto ha origine dalle imprese di tre giovani ragazzi: Li Ting e Sun Tiantian che in doppio riescono a conquistare la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene e una giovane ventiduenne di nome Li Na che a Guanghzhou diventa la prima cinese a vincere un titolo WTA. Da questo momento in poi la Cina, di pari passo alle vittorie e ai successi della propria punta di diamante Li Na, sembra accorgersi dell’esistenza del tennis, i tifosi e i praticanti d’improvviso si moltiplicano. In pochi anni la Repubblica Popolare Cinese si convince di poter apprendere ma anche dare qualcosa a questo sport e allora ecco che inizia l’operazione “occupiamo il circuito”.

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D’improvviso i tornei in terra asiatica iniziano come per magia a moltiplicarsi, cinicamente potremmo dire: il cuore del tennis va dove il portafoglio lo porta. A riprova di questa teoria potremmo citarvi la partnership tra WTA e Repubblica Popolare Cinese stretta nel 2008, i cui frutti sono i ben  17 tornei Wta che soltanto durante il 2014 si sono disputati in area Asia-Pacifico e lo spostamento del Master A e del Master B in territorio cinese. 

Non è giusto ci direte, non hanno abbastanza tradizione ne scuola alle spalle per monopolizzare in questo modo il tennis, può essere risponderemmo noi, però dal canto loro hanno strutture all’avanguardia, strutture che nei cosiddetti “templi del tennis” non si sono mai viste, hanno organizzazioni perfette, stadi stracolmi di pubblico e soprattutto tanti, tanti soldi da investire. Non ci resta che rassegnarci al Made in Cina dunque, o con il ritiro di Li Na e con l’assenza di giocatori degni di poterla sostituire, qualcosa potrà cambiare? Perché va bene la passione, ma alla lunga non esiste carro capace di camminare senza un puledro disposto a trainarlo. E voi cosa ne pensate?

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