La Pulce: le ex glorie e la seconda vita da coach

La Pulce: le ex glorie e la seconda vita da coach

Sarebbe bellissimo iniziare ad allenare e contribuire ai miglioramenti di un giocatore. Ma tuttò ciò richiederebbe un impegno a tempo pieno. Ed io non ho tempo, perchè sono già molto impegnata con i miei figli” parola di Steffi Graf.

Partendo da queste dichiarazioni vogliamo porvi e porci una serie di quesiti, innanzitutto cosa ne pensate della moda sempre più in voga delle ex leggende di questo sport che si “riciclano” nel ruolo di coach e poi, quali benefici possono realmente apportare al gioco di un tennista attualmente in attività?

2014 US Open - Day 11

Ma andiamo con ordine, punto 1: le ex leggende e la moda del “riciclaggio”, soprattutto negli ultimi due anni all’interno del mondo del tennis è senza dubbio questa la tendenza più in voga, da Edberg a Becker, dalla Mauresmo alla Navratilova i nomi delle ex star che preferiscono l’allenamento al pensionamento sono sempre in aumento. Ovviamente non tutti hanno successo, in tal senso basti pensare “all’esperimento” Navratilova-Radwanska, finito in modo tutt’altro che positivo. Dopotutto il saper suonare divinamente il piano non vuol dire necessariamente essere in grado d’insegnarlo, ed è proprio questo che sfugge ai più.

Da qui, veniamo al secondo punto: cosa possono realmente dare? Hanno sicuramente l’esperienza dalla loro, ma nello stesso tempo andrebbe calcolato il fatto che il tennis è uno sport in continua evoluzione, il gioco e persino le attrezzature sono profondamente diverse da un anno all’altro ed infine, quanti sono realmente disposti a passare dal ruolo di regina a quello di comprimaria?

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Jana Novotna l’ex numero 2 del mondo a tal proposito ha detto: “Non ogni giocatore sa come allenare. Bisogna avere un sacco di pazienza. I tennisti sono egoisti ma non voglio dirlo in senso negativo. Come giocatore devi essere egoista, devi volere tutto per te stesso, perchè sul campo sei così. Perciò non è facile per loro fare il cambiamento ed essere più pazienti. Non è su di te, è su altri. Non sei la star, ti siedi sulla sedia e aspetti.Questo è il mio più grande problema, aspettare per qualcosa tutto il tempo. Ero abituata a pensare, ‘Gioco, mi alleno, vado’. Ora non è così. Penso che gli ex-pro ora coach hanno questo ruolo per avere pubblicità-extra, più motivazione, perchè come può Boris Becker migliorare Novak Djokovic? Lui è già perfetto”.

Riflessione a nostro avviso più che puntuale e veritiera, marketing batte reale contributo 1 a 0, e voi cosa ne pensate?

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