Momenti di gloria: Yvonne Meusburger

Momenti di gloria: Yvonne Meusburger

L’austriaca Yvonne Meusburger è una che la gloria non l’ha mai assaporata. Quest’anno ci è andata molto vicina, disputando a Budapest uno splendido torneo dove è stata sconfitta, in finale, da una mostruosa Simona Halep

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Identikit: Dornbirn (Austria, 3 ottobre 1983), altezza 175 cm., peso 60 kg.

Double handed backhand, W/L 399-286

Coach: Joachim Kretz (dal 2010)

Favourite Surface: Red Clay

15 Titoli ITF singolare, 9 Titoli ITF doppio

Best Ranking: 60°

Per la rubrica Momenti di gloria andremo a conoscere una tennista il cui nome sarà sconosciuto a molti, ma che da anni gira il mondo giocando tornei ITF e WTA con costanza e tenacia. Yvonne Meusburger è una tennista molto fisica, con una buona corsa e un grande senso della posizione; sebbene non abbia la classe di molte sue colleghe dei piani alti, riesce a proporre un tennis solido che, se sostenuto dalla forma fisica adatta, mette in grande difficoltà le giocatrici avversarie, portate all’errore dopo lunghi scambi ben gestiti.

Andiamo con ordine: Yvonne prende per la prima volta la racchetta in mano alla tenera età di 8 anni, con il desiderio di combinare il tennis con l’altra sua passione, lo sci. All’eta di 11 anni, tuttavia, decide di dedicarsi completamente al tennis. Nel maggio del ’98, a soli 15 anni, disputa i primi tornei ottenendo degli ottimi risultati (molti quarti di finale) e con il tempo, arrivano anche le prime vittorie. Nell’agosto del 2003, ad Oulu in Finlandia, vince il primo torneo nel doppio in coppia con la connazionale Nicole Melch, e solo un mese dopo riesce a trionfare a Sunderland, questa volta in singolare. Da li in avanti, le prestazioni della Meusburger si fanno sempre più altalenanti, alternando brutte sconfitte a degli splendidi trionfi, come ad esempio nel 25.000$ di Balashikha in Russia, o nel torneo di Città del Messico, rispettivamente nel 2004 e nel 2006. Riesce a raggiungere il 2° turno in tutti gli Slam e, in carriera, riesce ad avere la meglio su giocatrici quali Julia Goerges, Angelique Kerber e Sloane Stephens, sebbene fossero ancora giovani.

L’exploit arriva nel 2007 quando riesce a sconfiggere, nella finale del torneo di Latina (50.000$), nientemeno che Caroline Wozniacki, che di li a un anno sarebbe approdata nella top 10 per poi diventare, nel 2009, .1 del mondo. Sempre nel 2007 raggiunge il suo miglior risultato, vale a dire la finale del torneo WTA International di Bad Gastein, nella sua Austria, dove viene però sconfitta in 2 set dalla nostra Francesca Schiavone. Raggiunto il suo best ranking (n.60) subisce un calo sorprendente, perdendo quasi sempre al primo turno nei tornei successivi. Solo nel 2013 sembra tornare ai livelli dell’ormai lontano 2007: l’austriaca infila ben 3 vittorie nei tornei di La Marsa (Tunisia), Wiesbaden (Germania) e Grado (Italia) e raggiunge la seconda finale in carriera in un International, a Budapest, nella quale viene però nuovamente sconfitta da una Simona Halep in stato di grazia.

Se non vi siete appassionati alla storia di una tennista come altre centinaia ne sono passate dal circuito WTA, non vi biasimo; dobbiamo tuttavia sottolineare l’impegno di tali giocatrici, le quali vivono grazie alla cosiddetta “gavetta”, ben distanti dai riflettori, aspettando un’occasione che forse non arriverà mai. Per la nostra piccola grande Yvonne quell’occasione è arrivata, e dire che l’abbia persa forse è sbagliato, visto il bagaglio tecnico e fisico delle sue avversarie. Si è battuta come fa ormai da 15 anni, con tanta determinazione e con la passione che in tante presenti e future campionesse forse non vedremo mai.

Questa dunque è la sua storia, e credo che per uno scribacchino il bello sia saper trasmettere qualcosa; se non con la propria penna, quantomeno con le pagine del racconto di Yvonne, di cui non si sente parlare, ma che fa parlare di lei altro che la sua racchetta, le sue scarpe e la tanta terra rossa che vi è scivolata sotto.

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