Shapovalov: è lui il futuro del tennis?

Shapovalov: è lui il futuro del tennis?

di Daniele Turrini

Una delle sorprese odierne è sicuramente la sconfitta di Denis Shapovalov al secondo turno in quella che è la sua prima apparizione  al Roland Garros, a batterlo è stato Maximilian Martereer.Due giovani sicuramente di buona prospettiva, ma diversamente affermati, il Canadese infatti frequenta stabilmente ormai i grandi tornei, e ultimamente aveva raggiunto anche ottimi risultati sulla terra rossa ( come a Madrid). Il Tedesco invece fa ancora qualche apparizione nei Challenger, anche se si sta costruendo un’ottima classifica.

Va detto che sicuramente per Shapovalov questa è la superficie non solo meno adatta ma anche meno frequentata, avendo disputato quasi solo partite sul veloce e avendo caratteristiche più congeniali a quel tipo di superficie.

Certo è che a 20 anni è giusto cercare di migliorarsi e colmare le proprie lacune, anche perché poche settimane fa, anche se con condizione particolari vista l’altitudine  e la velocità dei campi di Madrid, è riuscito  a raggiungere una semifinale estremamente importante. Questo tipo di risultati non possono che incrementare la fiducia e dar ancora più motivazioni, tant’è che lo stesso Shapovalov ha dichiarato di volere in futuro competere per la vittoria finale a Parigi.

Possiamo dire che il torneo subisce la prima perdita comunque importante e contro pronostico  e questo conferisce al giovane canadese un grande merito: quello di essere già entrato a far parte di quella cerchia di giocatori dai quali ci si aspetta sempre un risultato di un certo tipo. La sua carta di identità parla chiaro: 19 anni, e una posizione di classifica a ridosso delle prime 20 posizioni. Ciò che impressiona maggiormente sono i suoi margini di miglioramento non tanto tecnici, quanto tattici, di disciplina in campo, cercando di trovare un equilibrio che esuli dalla logica bipolare del vincente-errore gratuito. Il nativo di Tel Aviv, ha avuto un altro grande merito: quello di raggiungere in modo spontaneo una grandissima mediaticità, per il suo eclettismo ma soprattutto per la sua ammirevole estetica di gioco, che lo rende uno dei (pochi?) giocatori emergenti in grado di far  appassionare tanti fan. A testimonianza di quanto detto, non solo ha parlato di lui ma ha lanciato un paragone piuttosto significativo John McEnroe che ha dichiarato: “ mi rivedo molto in lui, tanto per il rovescio quanto per il suo modo di stare in campo e di giocare. Penso che stia migliorando più di tutti gli altri giovani sul circuito”.

Un’eredità pesante quella lasciata da John, che non può far altro che alimentare le tantissime aspettative già presenti su questo giovane campioncino.

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  1. Massimo Mangiarotti - 3 mesi fa

    Tutto sommato non mi dispiace. È bravo ma mi sta sulle palle.

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  2. Rublev partecipa?

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