Caso Bracciali-Starace: non è finita

Caso Bracciali-Starace: non è finita

Processo d’appello da rifare per Daniele Bracciali e Potito Starace a proposito della vicenda scommesse. Il Collegio di Garanzia del C.O.N.I. annulla la sentenza dello scorso ottobre. Ancora non note le motivazioni della sentenza di oggi.

La vicenda “combine” che ha visto Daniele Bracciali e Potito Starace prima condannati alla pena massima per uno sportivo, ovvero la radiazione, e poi multato e con pena minima l’aretino e del tutto scagionato il campano, non è finita.

Il Collegio di Garanzia del C.O.N.I., cui si erano rivolte le parti per diversi motivi, ovvero la F.I.T. attraverso la Procura Federale ed il C.O.N.I. stesso attraverso la Procura Generale dello Sport, ha accolto il loro ricorso contro la sentenza d’appello emessa dalla Corte Federale d’Appello FIT lo scorso 10 ottobre 2015. Si parla di “accoglimento parziale” (qui trovate l’elenco completo delle decisioni prese)  ma bastevole ad annullare “con rinvio” la decisione di secondo grado, rimandando alla motivazione della sua decisione della quale non disponiamo ancora.
Fatto sta però che, alla luce dell’art. 62 del Codice di Giustizia Sportiva (comma 1), il caso di “annullamento con rinvio” è motivato o dall’emergere di fatti nuovi o da una esplicita richiesta delle parti di tornare in dibattimento, o (comma 4) la necessità suggerita al Procuratore Federale di chiarire fatti già noti in modo ulteriore.

Mentre Bracciali aveva commentato in modo laconico e senza particolare entusiasmo la sostanziale riduzione della sua condanna ad un solo anno e 20000 € di multa, Starace aveva concesso delle interviste nelle quali esprimeva tutta la sua giusta soddisfazione per la cancellazione dei fatti a lui imputati, indicando la volontà di tornare nel circuito nel 2016, mentre aveva giocato la serie A. Di sicuro, l’attività agonistica dei due (Bracciali sarebbe tornato a partire dal febbraio 2016) non potrà essere oggetto di programmazione finché il tribunale d’Appello non esprimerà nuovamente il suo verdetto.

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Resta a margine di questa vicenda l’amarezza per due gradi di giudizio che hanno espresso sostanzialmente due giudizi del opposti tra loro, gettando legittimi dubbi tra gli appassionati circa i tempi, i modi e le conclusioni stesse di un’inchiesta nella quale la F.I.T.  decisa ad espletare tutti i tentativi possibili per vedere confermata la sentenza di primo grado contro i due ex Davis-men, in accordo con le parole del presidente Binaghi che, all’indomani della sentenza di primo grado dell’agosto scorso, in attesa dell’esito dell’appello, ipotizzava un “ricorso alla giustizia ordinaria” per rivalersi circa il danno di immagine arrecato alla FederTennis.

Insomma, to be continued

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