I 20 anni della sempiterna Serena Williams

I 20 anni della sempiterna Serena Williams

Serena Williams, la tennista forse al contempo più amata e più odiata della storia del tennis femminile, ha fatto registrare un ennesimo avvenimento straordinario nella sua carriera: i 20 anni di attività professionistica. 20 anni di lotte, battaglie, delusioni, gioie, e grossi perdite affettive, ma anche tanti successi.

Venti anni fa, proprio questa settimana, Serena Williams fece il suo debutto nel tennis professionistico perdendo da Annie Miller, sua connazionale, 18enne, e numero 148 delle classifiche, con un doppio 6-1. Il 28 ottobre 1995 è una data che resterà senza dubbio nella storia, ma soprattutto nella memoria di Serenona. Aveva appena compiuto 14 anni, ed era ancora una ragazzina indifesa, spaventata da ciò che stava per accaderle, in una giornata assolata in Quebec (Canada), dove però si giocava al coperto. La Williams ha ricordato questo anniversario in modo molto particolare, con una dedica commovente sul suo profilo Instagram, mercoledì.

Ricordando il nervosismo prima della partita ed il risultato deludente, ha detto che tutto ciò rafforzò la sua determinazione a non smettere e a continuare a credere nei sogni e nella possibilità di diventare l’icona che attualmente è nel tennis mondiale. Ora io vi dico questo: non mollate mai e non rinunciate ai vostri sogni”, ha scritto. “Non è detto che succeda quando vogliamo noi o quando ce lo aspettiamo, ma un giorno anche il vostro principe azzurro (il vostro sogno) si avvererà se continuerete a crederci.”

Cattura

E non ha evitato di sottolineare: “Ah, ed io sono ancora in competizione”, quasi a smentire tutte le incredibili quando paradossali voci che si sono susseguite in questi giorni, secondo le quali fosse incinte di Drake e poi addirittura fidanzata con un altro.

Ecco il messaggio intero: “20 anni fa ho giocato la mia prima partita di tennis professionistico. Avevo 14 anni, ero impaurita. Non ero pronta per un tale palcoscenico. Ma determinata continuai. Le farfalle stavano consumando il mio stomaco tant’è che per preparare la partita, non mangiai. Meno di un’ora dopo ho lasciato il campo devastata dalla sconfitta. Un 6-1, 6-1 con Annie Miller. Fondamentalmente mi sentivo schiacciata. Non solo sembravo una novellina in campo, ma ero anche disorientata come se non quella situazione non mi appartenesse. Tuttavia nata con un insaziabile desiderio innato di non smettere, sapevo che sarei tornata. Avrei voluto. Non potevo prevedere che avrei vinto 21 titoli del Grande Slam e che sarei diventata la numero uno al mondo 20 anni più tardi, ma ciò che mi rendeva tale era la mia determinazione. Ora io vi dico questo: non abbandonate mai i vostri sogni. Siate positivi. Siate gentili. E soprattutto siate umili. Xxx S”

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