Matteo Berrettini: “Due anni fa impensabile arrivare a questo livello. Top 100 primo step”

Matteo Berrettini: “Due anni fa impensabile arrivare a questo livello. Top 100 primo step”

Il giovane tennista romano, reduce da un’ottima campagna americana, ha parlato del suo momento di forma analizzando passato, presente e futuro.

di Sebastiano De Caro, @seba_de_caro

Matteo Berrettini, romano classe ’96, ha da pochi giorni fatto il suo debutto in top 100, dopo aver centrato un’ottima finale nel prestigioso Challenger di Irving. L’azzurro, attualmente n. 95 del mondo, analizza ai microfoni di TennisWorld il suo stato di forma, la scalata nel ranking Atp e le prospettive per il futuro.

“Non c’è grande differenza tra l’essere n. 115 e n.90 del mondo“, esordisce così Berrettini. “Solo due anni fa sembrava impensabile arrivare ad un livello così alto“, ammette il romano che solo a gennaio 2017 si trovava al n. 437 delle classifiche mondiali. “Sono molto felice di poter mettermi alla prova in palcoscenici così importanti, ma a volte il forte desiderio di fare qualcosa di bello mi preclude dei risultati, come accaduto a Indian Wells perdendo al turno decisivo delle qualificazioni. Grazie al match con Medvedev, da ripescato, ho dimostrato a me stesso di poter giocarmela contro atleti di quel calibro. Ho fatto molto bene anche a Doha battendo un ex top 15 come Troicki, è stata una rivelazione per me. Anche a Melbourne sentivo di aver giocato alla grande contro Mannarino, ma in quell’occasione è stato più bravo di me“.

Il tennista romano poi si sofferma sugli aspetti tecnici del suo gioco: “Molti ricorderanno il match giocato contro Fognini al Foro Italico. Quella è senza dubbio un’altra versione di me come giocatore, non rappresenta al meglio le mie caratteristiche, sembrava surreale giocare contro il numero uno d’Italia nella mia città. Da quel momento ho cominciato a lavorare duramente su molti aspetti del mio gioco, in particolare sul rovescio, colpo più debole di altri, ma che ho perfezionato molto. Non lo considero più un tallone di Achille, penso di poter colpire bene anche di rovescio anche se sono consapevole che non potrà regalarmi molti punti. Spesso Santopadre mi incita a scendere a rete più spesso, non è molto naturale per me che sono cresciuto su terra rossa, ma bisogna anche adattarsi ai nuovi stili di gioco del circuito maggiore“.

Berrettini, intanto, ha compiuto il primo grande passo verso l’élite del tennis mondiale, la top 100, ma preferisce non considerarlo come un punto di arrivo: “Sicuramente non è l’obiettivo principale della mia carriera, ho migliorato molto il mio best ranking e ho guadagnato molti punti, ma sento di poter fare ancora meglio. Almeno per quest’anno penso una partita per volta, ci sarà tempo per realizzare i sogni che ho in mente“.

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