Siamo vicini alla fine della Coppa Davis?

Siamo vicini alla fine della Coppa Davis?

Il progetto proposto dalla ITF è chiaro: in un’unica sede, 18 squadre si sfidano in partite al meglio dei tre set, due singolari e un doppio, nell’arco di una sola settimana. Questo è quello che potrebbe essere il futuro della Coppa Davis. Ma siamo sicuri che sia una buona idea?

di Riccardo Costarelli, @rickycostarelli

Una cosa sembra certa: la Coppa Davis così come la conosciamo pare avere i giorni contati. L’International Tennis Federation (ITF) è infatti decisa a cambiare il format della famosa competizione a squadre ed ha già esposto la propria idea. La proposta, che dovrà essere votata da tutte le federazioni internazionali durante la prossima assemblea generale che si terrà ad Orlando, consisterebbe in una competizione con sede unica, in cui 12 squadre uscenti vincitrici dal primo turno di un World Group iniziale di 24 nazioni (disputato secondo la formula corrente), più le quattro semifinaliste dell’anno precedente e due wild card, si incontrano nell’arco di una settimana, giocando 2 singolari ed un doppio tutto al meglio dei 3 set.

Questa clamorosa proposta ha già ricevuto il benestare di alcune federazioni minori come la South America Tennis Confederation (COSAT), la Confederation of African Tennis (CAT) e la Central American & Caribbean Tennis Confederation (COTECC), ma il supporto più importante arriverà dalla FFT francese. Nell’assemblea tenutasi lo scorso 22 giugno, infatti, la federazione transalpina ha messo ai voti la proposta della ITF ed ha stabilito, con quasi il 61% delle preferenze, che porterà il proprio sostegno a tale progetto di rinnovamento. “La Davis sta soffocando – ha detto Bernard Giudicelli, presidente della FFT e membro del Comitato di Coppa Davis – da una parte ci sono passione e amore per i colori, dall’altra un’analisi razionale, basata su criteri sportivi ed economici”.

Bernard Giudicelli all'assemblea FFT
Bernard Giudicelli all’assemblea FFT

Per entrare in vigore la riforma avrà comunque bisogno dei due terzi dei voti ed anche se – chiaramente – non tutte le federazioni avranno lo stesso peso nella votazione (Gran Bretagna, Australia, Stati Uniti, Germania e Francia sono le più influenti con ciascuna 12 voti a disposizione), sembra che il raggiungimento dell’obiettivo sia molto vicino. Tra l’altro, l’ITF sembra anche avere già deciso il luogo della competizione, ovvero lo Stade Pierre Mauroy di Lille, che ha superato la concorrenza di Madrid, San Pietroburgo e Istanbul, quasi come un ringraziamento per il decisivo supporto transalpino.

L’Italia dal canto suo, come ha comunicato anche Corrado Barazzutti, dovrebbe portare tutti i suoi 9 voti all’opposizione di un progetto che, attraverso gli ingenti sovvenzionamenti che arriverebbero dal Gruppo Kosmos, sembra più una trovata di marketing atta a fare soldi che una vera e propria competizione internazionale.

 

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  1. Michele Monfasani - 3 mesi fa

    Competizione falsata dal paese di turno che vuole vincere e che schiera i più forti… per me va abolita

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  2. Massimo Mangiarotti - 3 mesi fa

    Non ha senso. Snobbata dai campioni che preferiscano guadagni nei tornei atp

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