Next Gen ATP Finals, gli 8 protagonisti azzurri

Next Gen ATP Finals, gli 8 protagonisti azzurri

Al via le qualificazioni tra i migliori giovani Italiani per l’ultimo posto rimasto vacante alle Finals di Milano: da Brancaccio a Giacomini, ecco gli otto in cerca di gloria.

di Filippo Gallino, @Pheeling7

Dal 2 al 4 novembre allo Sporting di Milano andranno in scena le qualificazioni per aggiudicarsi la wild card per le Next Gen ATP Finals in programma da lunedì. Sarà assente Gian Marco Moroni, favorito e già nei primi 250 del mondo, per via di un infortunio alla schiena. Chi sono dunque gli otto protagonisti? Brevi ritratti e bilanci annuali.

RAUL BRANCACCIO (#301 ATP) – Il campano, essendo nato nel 1997, dovrà approfittare per forza di questa stagione per qualificarsi (il prossimo anno giocheranno i nati dal 1998 in giù). Nato a Torre del Greco, terraiolo di natura, è allenato nella cittadina spagnola di Jàvea da Javier Ferrer e Israel Vior. Nel 2018 ha giocato un buonissimo anno a livello Futures, mettendosi particolarmente in luce in Spagna: nel continente iberico, infatti, ha raggiunto quattro volte i quarti di finale, tre volte le semifinali e una volta la finale. Ha giocato spesso alla pari con avversari più in alto di lui quali Pedro Cachìn, Oriol Roca Batalla e Sergio Gutierrez Ferrol. Proprio nella capitale spagnola, Madrid, è arrivato uno dei tre titoli Futures di Brancaccio sconfiggendo Adelchi Virgili, Alex Martinez e Lamine Ouahab e in finale il cileno Gonzalo Lama. In Italia ha partecipato a meno tornei, ma ha comunque vinto in due occasioni: a Napoli contro Pietro Rondoni (battendo al primo turno Jacopo Berrettini) e a Santa Margherita di Pula contro Stefano Baldoni proprio una settimana fa. A livello Challenger ha mostrato ancora qualche difficoltà contro gli avversari più esperti: non è mai riuscito ad accedere al secondo turno e spesso si è fermato nelle qualificazioni. Nel torneo tedesco di Meerbusch, però, ha giocato una delle sue migliori partite dell’anno, costringendo al terzo set nel secondo turno di qualificazione il Next Gen spagnolo Nicola Kuhn, perdendo al tie-break decisivo.

Brancaccio Napoli
Raul Brancaccio con il trofeo del Futures di Napoli.

JACOPO BERRETTINI (#433 ATP) – Fratello più piccolo del più celebre Matteo (che vanta già l’ingresso nei primi 60 del mondo e un titolo ATP 250 a Gstaad), il romano Berrettini ha scelto quest’anno una programmazione più ambiziosa e internazionale. Si trova attualmente alla posizione numero 433 del mondo ed è un classe 1998. Per quanto riguarda i Futures, quest’anno ne ha vinti due: il primo a Reggio Emilia, sconfiggendo tutti colleghi italiani, tra gli altri anche il più esperto e quotato Roberto Marcora; l’altro in Svizzera, a Sion, in finale contro Johan Nikles dopo aver battuto gli esperti elvetici Yann Marti e Adrian Bossel. A Bergamo invece, si è dovuto arrendere in semifinale contro lo slovacco Nik Razborsek. Come Brancaccio, anche Berrettimi non ha mai inciso a livello Challenger, non andando mai oltre il primo turno tranne in un’occasione: a San Benedetto ha sconfitto sonoramente Ulises Blanch (nel suo miglior match dell’anno, probabilmente), prima di arrendersi all’espertissimo Luca Vanni. Ha poi tentato la fortuna in Cina, arrendendosi sempre nelle qualificazioni nei Challenger di Zhangjiagang (Q1), Shanghai (Q3) e Kaohsiung (Q1).

ANDREA PELLEGRINO (#442 ATP) – Programmazione molto importante quella che ha scelto il classe 1997 di Bisceglie, allenato da Giancarlo Petrazzuolo. Zero Futures giocati, ha scelto di provare a spingersi più in alto iscrivendosi solo a tornei Challenger e questa scelta ha pagato, dal momento che ben tre volte si è spinto fino ai quarti di finale: a Qujing, in Cina, perdendo da Malek Jaziri dopo aver sconfitto Prajnesh Gunneswaran e Stefano Napolitano; a Francavilla, arrendendosi a Gianluigi Quinzi (che poi vincerà il torneo); e a Firenze, prendendosi la rivincita proprio su Quinzi al secondo turno, ma soccombendo a Roberto Carballes Baena. Due volte ha tentato la qualificazione in un torneo ATP: la prima volta a Roma, grazie ad una wild card, sconfitto sonoramente da Mischa Zverev; la seconda a Ginevra, anche qui arrendendosi al primo turno contro Bernabe Zapata Miralles. Il miglior Andrea Pellegrino, però, è sicuramente quello visto in Cina in grado di sconfiggere Stefano Napolitano in due set.

Andrea Pellegrino quest'anno ha raggiunto due volte i quarti di finale nei Challenger di Qujing e Firenze.
Andrea Pellegrino quest’anno ha raggiunto due volte i quarti di finale nei Challenger di Qujing e Firenze.

GIOVANNI FONIO (#528 ATP) – Esploso definitivamente nel 2018, il tennista novarese non ha vinto nulla ma ha fatto un ottimo percorso. A livello Futures soltanto una volta ha raggiunto la finale a Santa Margherita di Pula, sconfiggendo il collega Next Gen Francesco Forti e Davide Galoppini. Tre semifinali: all’inizio dell’anno sempre a Santa Margherita di Pula ha sconfitto Walter Trusendi e Filip Horansky; a Casale Monferrato il talentuoso Jannik Sinner; e a Bergamo il quinto del tabellone di Milano, Riccardo Balzerani, oltre a Fabrizio Ornago. Nei Challenger soltanto una volta ha ottenuto il pass per il secondo turno: a Genova, in uno dei tornei più importanti d’Italia, sconfisse Gastao Elias (all’epoca #147 del mondo) mettendo in mostra tutta la classe del suo rovescio a una mano, prima di arrendersi all’esperienza di Federico Delbonis.

RICCARDO BALZERANI (#557 ATP) – Il classe 1998 di Rieti è quello che più ha ottenuto quest’anno nonostante i pronostici non l’abbiano quasi mai favorito: è stato in grado di vincere un Futures a Pontedera, sconfiggendo anche il brasiliano Daniel Dutra da Silva,  fratello del più blasonato Rogerio. Ha partecipato a ben cinque Challenger, in uno di questi è riuscito a raggiungere gli ottavi di finale (L’Aquila), sconfiggendo il tedesco Johannes Haerteis. Solo Paolo Lorenzi, non senza difficoltà, ha fermato la sua corsa verso i quarti di finale. Proprio a livello Challenger si registra una delle sue migliori partite dell’anno a Roma Garden contro Viktor Galovic: il croato, più di 300 posizioni sopra a Balzerani, è dovuto passare da un tie-break e da un terzo set prima di poter alzare le braccia al cielo.

LIAM CARUANA (#622 ATP) – Il romano d’America (si allena ad Austin) ci aveva stregato tutti all’inizio dell’anno, prima di tornare sui suoi passi: un buon percorso nei Challenger oceanici di Noumea e Burnie (secondo turno e primo turno), prima dell’exploit all’ATP 250 di Auckland, in cui è stato in grado di superare le qualificazioni battendo Blaz Kavcic e Tim Smyczek e giocando la sua migliore partita del 2018 alla pari contro Steve Johnson (in quel momento #47 ATP). Poi, il nulla o quasi: un secondo turno a Mestre sconfiggendo Eremin e perdendo da Giustino, così come ad Ortisei (sconfitto da Pierre-Hugues Herbert poi finalista); e una semifinale al Futures di Sharm El Sheikh in Egitto, arrendendosi al padrone di casa Karim Maamoun. E’ forse il più avvezzo al cemento, ma deve ritrovare parecchia fiducia.

Liam Caruana, a gennaio fu protagonista di un match memorabile contro Steve Johnson al primo turno dell'ATP 250 di Auckland.
Liam Caruana, a gennaio fu protagonista di un match memorabile contro Steve Johnson al primo turno dell’ATP 250 di Auckland.

ENRICO DALLA VALLE (#635 ATP) – Il giovane Dalla Valle ha trovato quest’anno un po’ di continuità: il miglior torneo l’ha giocato sicuramente al Futures di Casale Monferrato, arrendendosi in finale al cileno Bastian Malla, ma battendo tra gli altri anche Riccardo Balzerani. Dà ancora l’impressione di soffrire tennisti più esperti di lui nel circuito (Edoardo Eremin, Andrea Basso ecc.), ma dimostra grande personalità. A livello Challenger, infatti, ben tre volte è stato tra i primi sedici di un torneo: a Padova, dove ha sconfitto Ricardo Ojeda Lara, a Cordenons e a Biella, tabelloni nei quali ha battuto rispettivamente Miljan Zekic e Viktor Galovic. Non dimostra, invece, difficoltà eccessive con i suoi coetanei, fatto dimostrato dalla sua grande vittoria contro Lloyd Harris (ora #112 del mondo) al Futures di Sharm el Sheikh.

LUCA GIACOMINI (#656 ATP) – Nato a Padova, si allena a Rubano. Anche per lui è l’ultima occasione di partecipare alle qualificazioni delle Finals milanesi: una finale Futures in Ucraina, a Rivne, dove si è arreso a Lorenzo Petrone. Poi un ottimo risultato ad Heraklion, in cui è riuscito a sconfiggere anche Filippo Baldi. Il miglior risultato Challenger l’ha ottenuto a Padova, nella sua città natale: da wild card è avanzato fino al secondo turno, sconfiggendo Walter Trusendi e cedendo a Sergio Gutierrez-Ferrol. E’ certamente il meno favorito del tabellone degli azzurri.

Il futuro siete voi, ma entro domenica ne resterà solo uno. La battaglia è pronta, Milano vi aspetta, sorprendeteci.

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