Novak Djokovic: «Pronto per le Olimpiadi. Zika e rischio attentati? Non bisogna avere paura»

Novak Djokovic: «Pronto per le Olimpiadi. Zika e rischio attentati? Non bisogna avere paura»

Il n. 1 del mondo serbo, bronzo olimpico a Pechino 2008, darà il massimo per conquistare l’ambito oro olimpico: «Mi preparerò come fosse un torneo normale, è importante mantenere la stessa preparazione, conservare la routine».

A pochi giorni di distanza dalla vittoria del suo 30esimo Master 1000 a Toronto, la scorsa domenica, dopo aver battuto in finale il giapponese Kei Nishikori, Novak Djokovic si deve già concentrare per dare il massimo alle imminenti Olimpiadi di Rio de Janeiro. Il n. 1 serbo non ha mai conquistato la medaglia d’oro ai Giochi e si tratta quindi dell’ultimo grande titolo che manca nella sua straordinaria carriera (nei giochi Olimpici di Pechino 2008 aveva ottenuto il bronzo).

«VOGLIO LA MEDAGLIA» – «È il più grande appuntamento della storia dello sport – ha dichiarato il serbo – e farne parte è un enorme privilegio. Tenterò di sfruttarlo al massimo, così come ho fatto a Pechino e a Londra. Ho avuto l’onore di essere il portabandiera della Serbia nel 2012, è stato uno dei momenti più belli e unici della mia vita. Non vedevo l’ora di esserci. Ora però mi sto avvicinando ai Giochi come se fossero un torneo normale: è importante compiere la stessa preparazione, la stessa routine con la mia squadra. Certo, le sensazioni saranno molto diverse da quelle degli altri tornei, sono i Giochi Olimpici, sei chiamato a rappresentare il tuo Paese e fai parte di qualcosa che è molto più grande del tennis. Non vedo l’ora di battermi per una medaglia».

«NON PENSO ALLE COSE NEGATIVE» – Djokovic ha poi detto la sua sul virus Zika, una malattia trasmessa dalle zanzare, che ha causato il forfait di molti atleti dalle Olimpiadi, dato che Rio de Janeiro è un’area a rischio. «Non voglio pensare alle cose negative, quelle che mettono paura o inquietudine, come il virus o i problemi di sicurezza. Certo, esistono e bisogna essere prudenti, ma provo a vedere le cose dal lato positivo, sarò un atleta olimpico. Rio è una città meravigliosa e il Brasile è un Paese che adora lo sport. Milioni di persone saranno là a vederci, milioni ci guarderanno da casa in Tv. Voglio nutrirmi di questa atmosfera unica».

 

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