Murray: «Il momento più bello della mia carriera». Nadal: «Dopo Londra, non potevo mancare anche qui»

Murray: «Il momento più bello della mia carriera». Nadal: «Dopo Londra, non potevo mancare anche qui»

Le dichiarazioni di Andy Murray e Rafael Nadal, portabandiera dei propri rispettivi Paesi nella cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Rio, in attesa dei loro primi turni odierni (Nadal vs Delbonis, Murray vs Troicki).

Andy Murray e Rafael Nadal venerdì sera sono stati i portabandiera di Gran Bretagna e Spagna durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Rio 2016. Un onore immenso, riservato ai due tennisti, probabilmente i più grandi sportivi attuali dei loro rispettivi Paesi.

«QUI SIAMO UN TEAM» – Intervistato dalla Bbc, il n. 2 del mondo And Murray ha parlato di quella sera come il momento più intenso ed emozionante della sua intera carriera: «È più importante della vittoria di un torneo. Non si ha che una sola possibilità di rappresentare in questo modo il proprio Paese alle Olimpiadi: una serata indimenticabile». Il vincitore della medaglia d’oro a Londra 2012 ha parlato anche dell’atmosfera delle Olimpiadi, in cui ci si ritrova a vivere a contatto con gli altri sportivi del mondo nella cittadina olimpica. «È un ambiente totalmente diverso rispetto a quello a cui siamo abituati noi tennisti. Di solito siamo solitari, un po’ egoisti, e tendiamo a fare le cose da soli. Qui invece si è parte di qualcosa di più grande, si è membri di un team».

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«CHE EMOZIONE!» Anche Rafael Nadal non ha certo nascosto la sua immensa emozione. Il campione spagnolo, n. 5 del mondo, venerdì sera ha portato la bandiera della sua Spagna, seguito da tutto il team di sportivi connazionali, quasi con le lacrime agli occhi. Rafa, che giocherà in singolare, doppio e doppio misto, rientra dopo diverse settimane di recupero dall’infortunio al polso e probabilmente le sue condizioni non sono al top. Il maiorchino, medaglia d’oro a Pechino nel 2008, ha tuttavia dichiarato che non avrebbe mancato le Olimpiadi per nulla al mondo. «Sono felicissimo di essere qui – ha detto -, partecipare alle Olimpiadi è qualcosa di unico, che riempie di orgoglio ogni sportivo. Non potevo mancare, soprattutto dopo essere stato assente a Londra nel 2012».

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