Olimpiadi, Federer: “Orgoglioso e felice nel 2012 nonostante la sconfitta”

Olimpiadi, Federer: “Orgoglioso e felice nel 2012 nonostante la sconfitta”

Roger Federer, uno dei grandi assenti a Rio 2016, racconta la propria esperienza olimpica che gli ha regalato gioie e delusioni.

I Giochi Olimpici di Rio 2016 non saranno la stessa cosa senza Roger Federer. Il tennista di Basilea ha dovuto rinunciare e porre fine alla stagione a causa dell’infortunio al ginocchio ma i ricordi della competizione a cinque cerchi sono bene impressi nella sua mente: il trionfo con Wawrinka a Pechino, l’argento a Londra e  l’incontro con la moglie Mirka a Sydney 2000.

Sydney, più di un amicizia– L’esperienza olimpica di Roger Federer cominciò in Australia quando aveva appena 18 anni. Fu capace di giungere in semifinale dove purtroppo si fermò al cospetto di Tommy Haas e perse poi la partita per il bronzo contro Arnaud Di Pasquale. Tuttavia non solo amari ricordi: “Mirka aveva perso al primo turno contro Dementieva. Stava sempre lì, mi appoggiava durante i match. Fu proprio in quel momento che ci siamo resi conto che c’era più di un’amicizia e sono molto felice che sia successo” racconta il 17 volte campione Slam.

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Atene, Pechino: delusione e gioia– In Grecia durò poco il cammino di Federer. Lo svizzero cadde contro un ceco all’epoca giovanissimo e talentuoso di nome Tomas Berdych. L’ex numero 1 del mondo tornò poi più agguerrito che mai a Pechino nel 2008 dove svolse anche il ruolo di porta bandiera. “Vincere il doppio mi ha sollevato dopo la sconfitta in singolare contro Blake proprio quando mi aspettavo di andare a medaglia. Stan mi disse, ‘ siamo qui, forza, portiamo a termine la missione’. Fu una grande settimana per noi e per Severin Luthi”.

Londra, momento agrodolce– “In singolare nel 2012 superai Isner nei quarti. Fu un grande sollievo vincere quel match perchè significare avere chances di medaglia. Ero molto emozionato quando mi trovai ad affrontare Del Potro perchè sapevo di avere buone occasioni visto che ci avevo vinto anche a Wimbledon” ricorda Federer che non esita un attimo a considerare quel match uno dei più speciali della sua carriera. “Fu un giorno molto buono, una delle vittorie più emozionanti”.

Purtroppo però non arrivò la ciliegina sulla torta. “Avrei potuto sentirmi deluso, triste, contento. Sicuramente ero orgoglioso e felice nel 2012 nonostante la finale persa in quel modo per aver regalato una medaglia alla Svizzera” riconosce Roger.

Fonte: PuntoDeBreak

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