Andy Murray al banco di prova sul rosso

Andy Murray al banco di prova sul rosso

La pressione di essere il numero uno si fa sentire e il 2017 di Andy Murray fa fatica a decollare. Soltanto la terra battuta ci dirà la verità

Wimbledon, l’oro olimpico e il numero uno al mondo della scorsa stagione hanno creato grosse aspettative nei riguardi di Andy Murray, il cui 2017 tennistico sta facendo a dir poco fatica a decollare, anzi, pare non voglia proprio cominciare. Nella giornata di oggi, battendo Albert Ramos Vinolas a Barcellona, lo scozzese ha aggiunto la sua tredicesima vittoria al bilancio stagionale; un bilancio decisamente diverso da quello che ci si attendeva dalla testa di serie più alta nei tabelloni di ogni evento. Di fatto, queste tredici vittorie fanno fronte a quattro sconfitte, di cui due arrivate in tornei appartenenti alla categoria più alta dopo gli Slam.

La più recente è giunta sulla terra del Principato di Monaco, in occasione del Monte-Carlo Rolex Masters e proprio contro Ramos Vinolas, numero 19 della classifica mondiale e finalista dell’evento. Un risultato, questo appena riportato, che ha suscitato parecchi dubbi sulla condizione fisica e mentale dello scozzese, che poche settimane prima di arrendersi allo spagnolo non solo aveva dato forfait a Miami per un infortunio al gomito, ma era addirittura reduce da un clamoroso flop in quel di Indian Wells, dove ha ceduto il passo al canadese Vasek Pospisil, n°129 ATP, nel minimo dei parziali.

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Il vero banco di prova, però, arriva ora, dopo otto mesi trascorsi a rincorrere la pallina sul duro, perché Andy Murray ha dimostrato di aver imparato ad amare la terra. A testimoniare ciò sono i risultati da autentico “terraiolo” collezionati  dal britannico a partire dal 2015.

I NUMERI ROSSI DI MURRAY

— Nel 2015 vince il suo primo titolo su terra a Monaco

— Nel 2015 è campione a Madrid battendo Rafael Nadal in finale

— Nel 2015 raggiunge la sua terza semifinale al Roland Garros

— Nel 2016 fa semifinale a Montecarlo dove perde con Nadal

— Nel 2016 è in finale con Novak Djokovic a Madrid

— Nel 2016 vince gli internazionali BNL d’Italia battendo Djokovic

— Nel 2016 sfida ancora Djokovic in finale, questa volta al Roland Garros

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COSA ASPETTARSI

Malgrado il tennis espresso dall’inizio del 2017 non rispecchi il migliore dei Murray, sarebbe superficiale attenersi esclusivamente alle sue ultime prestazioni ed affermare che lo scozzese non sia tra i favoriti in vista dei due prossimi Masters 1000 o addirittura del Roland Garros. Chiaramente, in una ipotetica scala per la conquista dei sopracitati titoli, Murray sarebbe da collocare alle spalle di Rafael Nadal e Novak Djokovic (quest’ultimo anche lui in piena crisi ma pur sempre defending champion). A Monte-Carlo, subito dopo l’infortunio al gomito, Murray aveva dichiarato: “Forse questa settimana il livello sarà leggermente più basso ma le mie aspettative per il resto della stagione su terra sono abbastanza alte”.

Mai altre parole furono più profetiche, ma il momento più adatto per cambiare marcia e mettere la quinta è proprio questo, perché tra Madrid e Roma risiedono motivazioni di gran lunga maggiori rispetto a quelle lasciate nel Principato, motivazioni che possono fare la differenza. Murray sarà infatti chiamato a difendere rispettivamente finale e titolo, ed alzare l’asticella in occasione di appuntamenti di tale caratura non è mai stato un problema per un campione come lui.

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