E quindi, tra le signorine, chi lo vince Wimbledon?

E quindi, tra le signorine, chi lo vince Wimbledon?

Lo so. Anche voi, in questi primi tre giorni di torneo, vi siete fatti almeno una volta questa domanda. A mio rischio e pericolo ho provato a darvi delle risposte.

di Jacopo Crivellari, @JacoCrivellari

Lo so. Anche voi, in questi primi tre giorni di torneo, vi siete fatti almeno una volta questa domanda: “Ma quindi chi lo vince Wimbledon tra le donne?”. In  30 ore di partite avete visto crollare le vostre certezze come quando avete scoperto che all’inizio dei suoi giorni la Coca-Cola era verde (lo sapevate?), o come quando avete saputo che in realtà “zero” in inglese si traduce “love” perchè è la parola che ha il suono più simile a l’oeuf, “uovo” in francese, che è appunto uguale alla forma di uno zero (e questa?).

Ebbene sì, perchè ad oggi sono state eliminate ben dieci teste di serie: su tutte, ha fatto notizia l’incredibilmente prematura esclusione di Petra Kvitova, da moltissimi identificata come papabile vincitrice dei Championship. Tra le altre, sono state costrette ad abbandonare anzitempo la kermesse londinese anche Maria Sharapova, Sloane Stephens, Coco Vandeweghe, Caroline Garcia, Caroline Wozniacki ed Elina Svitolina. Una vera e propria morìa tennistica. E quindi, chi tra le donzelle si prenderà la briga di vincere lo Slam più importante dell’anno?

Secondo molti (sperando non siano gli stessi che credevano in Kvitova), sarà una ragazza che al momento viene più o meno identificata con il nomignolo di “sorpresa”. Non sarà Serena Williams, ancora troppo lontana dalla forma che le permetterebbe di vincere il suo ventiquattresimo Slam. Non sarà nemmeno Simona Halep, che, è vero, vanta la semifinale raggiunta nel 2014, ma che quest’anno (e da almeno tre anni a questa parte) non pare in grado di arrivare sino alla fine della seconda settimana all’All England Lawn, anche perchè – ora dirò una grande e insondata verità –  l’erba non è la sua superficie preferita. Magari sarà Karolina Pliskova, che ieri per la prima volta in carriera è riuscita a sfatare la maledizione e a superare il secondo turno a Wimbledon, anche se la strada in effetti sembra piuttosto tortuosa visto che al prossimo turno troverà Buzarnescu ed è nell’ipotetico ottavo di Venus  (che in due partite ha perso due set contro Dulgheru e Larsson) o Kiki Bertens.

Troppo facile scrivere che vincerà Garbine Muguruza, chiamata ad un back to back in stile Brooks Koepka agli US Open di golf; talmente facile che non vincerà lei, perchè nella partita con la malcapitata Naomi Broady è parsa tutt’altro che ingiocabile. E allora? Siamo ancora al campo delle cento pertiche, penserete voi. E invece no. Con la paura di essere clamorosamente smentito dal campo, farò il nome di due tenniste che secondo me potrebbero arrivare in fondo, sempre che voi promettiate di essere clementi col sottoscritto quando entrambe verranno eliminate al prossimo turno. Le prescelte sono Jelena Ostapenko e Daria Kasatkina. Sì, è vero, la lettone e la russa potrebbero scontrarsi in una possibile semifinale, infatti avrei voluto prenderne due che sono ai lati opposti del tabellone, ma non l’ho fatto perchè se davvero una delle due dovesse inspiegabilmente trionfare il rimorso di averla pensata ma di non averla scritta sarebbe stato troppo grande.

E no, se pensate di leggere le motivazioni per cui io abbia estratto dal cilindro del mago quei due nomi ripassate più tardi: se ci arriveranno, avvalerò la mia tesi all’inizio della seconda settimana, magari nel middle sunday. I nomi è un conto, ma mettere nero su bianco altre due pagine a sostegno di ciò che ho appena scritto che domani potrebbero fungere da carta per i vostri falò sulla spiaggia è un altro. Ci tengo agli alberi, io.

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