Nadal: operazione trasparenza

Nadal: operazione trasparenza

Uno – due di Rafael Nadal in due giorni. Prima la querela per diffamazione contro Roselyne Bachelot, ex ministro della Salute francese, oggi lettera al patron della Wada, Haggerty con una richiesta: pubblicare tutto lo storico dei suoi controlli anti-doping.

Caro Amico, ti scrivo, così mi disgraggo un po’, cantava Lucio Dalla.
Qui però le cose stanno diversamente, infatti siamo chiaramente alla contro-offensiva del tennista spagnolo sul fronte immagine. Rafa Nadal, tornato a vincere con continuità (e facilità, visti i risultati degli ultimi due tornei), dichiara guerra a chiunque sospetti della sua integrità fisica e del rispetto delle regole in materia di doping. Prima la querela contro Roselyne Bachelot, ex ministro della Salute della Repubblica di Francia, rea di aver lanciato frasi con accuse piuttosto sibilline nei confronti di Nadal, poi, oggi, ecco la missiva inviata a David Haggerty; il patron della ITF rimasto sorpreso nel ricevere la lettere di Rafa, chiara nei toni e nel senso: Nadal vuole che si pubblichi la storia completa del suo passaporto biologico, i controlli passati, tutti regolarmente, senza mai saltarne alcuno. Un messaggio chiaro e diretto: non si può fare del pettogolezzo sulla sua integrità etica.

haggerty
David Haggerty

 

Come leggere questa doppia mossa? Indubbiamente, almeno in riferimento alla querela, c’è la voglia di difendere la propria immagine, in una nazione, la Francia, nella quale Nadal ha scritto la sua storia e quella di una importante pagina di questo sport, dall’alto dei suoi plurimi titoli al Roland Garros. Quanto alla richiesta fatta ad Haggerty e soci, c’è il desiderio di smentire ogni voce in modo scientifico, acclarato dai risultati degli esami di laboratorio.

Va da sé che la seconda mossa abbia un sapore pleonastico: che senso ha pubblicare dati circa esami regolari? Alcuno, semmai agita l’ombra di una possibile manomissione da parte di terzi per coprire eventuali magagne. Ma rinunciare alla privacy circa le proprie analisi potrebbe invece essere letto come un gesto dal sapore vagamente isterico, da parte di uno sportivo di primo piano che avverte attorno a sé un clima da caccia alle streghe. Comunque stiano le cose, Nadal vuole dire chiaro e forte al mondo dello sport (e non solo, appunto, citofonando a casa Bachelot) che le sue sono vittorie pulite, e metterci una pietra sopra.

Roselyne Bachelot
Roselyne Bachelot

Non mi piace, e lo scrivo chiaramente, che questa doppia mossa (cui forse ne seguiranno altre?) arrivi dopo due importanti e sonanti vittorie, ovvero Monte Carlo e Barcellona. Nadal torna dominatore sulla terra, bastava il campo a smentire. Lecita la querela, laddove lo spagnolo ravvisi un danno alla sua immagine (ci sarà un giudizio, e a quello bisognerà attenersi), meno saggia questa mossa, che suona come un’approvazione del dubbio, che merita una risposta forte. Ecco: c’è fiducia nei controlli, c’è fiducia nella legge. Se Nadal ha superato ogni controllo c’è un ente che lo ha garantito per lui e per tutto il mondo del tennis, ci basta quello. Chiedere che quell’ente ora pubblichi i dati crea un precedente che vale per tutti gli altri sportivi, alimentando un clima da caccia alle streghe che non fa bene a nessuno, Rafa incluso.

11 commenti

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  1. Emanuele Fornaro - 11 mesi fa

    A tutti quelli che sentenziano soltanto per associazione e senza motivazioni valide: http://en.espn.co.uk/tennis/sport/story/205938.html

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  2. Devis Gualdi - 11 mesi fa

    Per il momento preferisco vedere come muove i piedi…del resto non me ne frega

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  3. Massimo Miranda - 11 mesi fa

    Com’era quella frase in latino? Scuse e giustificazioni non richieste, sono segni manifesti di colpevolezza.

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  4. Fabio Savastano - 11 mesi fa

    Quanta ignoranza e antisportività in questi commenti… Che tristezza.

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  5. Massimo Miranda - 11 mesi fa

    Mah. Le sacche di sangue distrutte parlano e dicono ben altro.

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  6. Giovanni Cagnino - 11 mesi fa

    Nadavis….

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  7. Daniela Giancristofaro - 11 mesi fa

    Nelle orme di Lance

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  8. Sergiomo Modolo - 11 mesi fa

    Fra il dire e il fare c’è di mezzo le 130 sacche di sangue distrutte dal tribunale di Madrid.colombo Federico Colombo

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  9. Francesco Gallizioli - 11 mesi fa

    Mattia KaiserLoco Caccia

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    1. Mattia KaiserLoco Caccia - 11 mesi fa

      Fantastico…però delle sacche di sangue dell’operacion Puerto che sono state distrutte non ne parla

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    2. Emanuele Fornaro - 11 mesi fa
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