Serena Williams: è la fine di un’era?

Serena Williams: è la fine di un’era?

Archiviate le fatiche degli US Open proviamo ad esaminare l’attuale situazione psico emotiva di Serena Williams.

Passata, o meglio attenuata, l’euforia della festa proviamo ad esaminare la situazione dell’attuale numero uno al mondo Serena Williams. Sul fatto che sia lei la più grande sconfitta dell’edizione 2015 degli Us Open crediamo non ci siano dubbi, dato dunque per assodato ciò, tenteremo a questo punto di rispondere ad una serie di domande: Cosa succederà ora? L’impresa Grande Slam è ancora fattibile per Serena? Ed infine, l’Era del dominio Williams si è ormai conclusa per sempre? 

Per rispondere a queste domande facciamo innanzitutto un salto nel tempo e nello spazio, è venerdì 11 settembre e ci troviamo a New York, Serena Williams la regina incontrastata di Flushing Meadows, scende in campo con un’unica grande certezza quella di avere il sogno di una vita, la conquista del Grande Slam, a portata di mano.

Tutto sembra essere già scritto, l’atto conclusivo di quest’impresa annunciata va in scena a casa sua, con il pubblico completamente schierato dalla sua parte, persino le avversarie più blasonate, da Maria a Simona passando per Petra, sembrano farsi volontariamente da parte mettendo in scena una sorta di inchino di fronte alla storia. A questo punto cosa può andare storto? Nulla, è semplicemente il momento di Serena Williams, quello perfetto, ma per citare Alfred de Musset “La perfezione non esiste, capirlo è il trionfo dell’intelligenza umana” e allora per ricordare a tutti che davvero non esiste, che nella vita e nel tennis non c’è mai nulla d’ impossibile o di scontato, da Taranto arriva una piccola grande donna, una di quelle che per anni sono state erroneamente considerate solo delle buone comprimaria e nel giro di qualche ora spazza via per sempre il sogno di una vita. Davide batte Golia, l’eleganza batte la forza, il sorriso batte il ruggito, Roberta Vinci batte Serena Williams e allora “scusa Serena, scusate tutti ma oggi è il mio giorno”.

Roberta Vinci - Serena Williams Women's Singles Semifinal

 

Questo è quello che è stato dunque, proviamo a questo punto a capire cosa sarà, Serena è caduta e il tonfo questa volta è stato bello forte, di quelli che non possono non lasciare strascichi, l’espressione sul suo volto all’uscita dal campo aveva il sapore della resa, la leonessa sembrava esser ormai doma, stanca di lottare. Il sogno anche questa volta è sfumato, gli anni passano, le avversarie crescono e le forze diminuiscono, archiviare quel viso e quella partita non sarà facile per Serena stessa, per i suoi tifosi, per gli americani ma neppure per le avversarie. Roberta Vinci ha semplicemente mostrato al mondo e al circuito la debolezza di Serena, ha tracciando una strada che in molte, ora, vorranno seguire.

Badate bene, non stiamo tracciando il de profundis di Serena Williams, sappiamo perfettamente che un singolo episodio non cambia una storia, Serena resta la più forte giocatrice in attività e forse la più forte che la storia del tennis femminile abbia mai conosciuto, stiamo soltando dicendo che superare quest’ennesimo “trauma” non sarà facile neppure per lei e che molto probabilmente il prossimo anno ne vedremo delle belle.

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