SuperTennis: non parlate al conducente

SuperTennis: non parlate al conducente

La polemica di oggi tra Bertolucci, Semerano e FederTennis sul tema di SuperTennis è l’ennesima prova che in Italia non si è maturi per accettare critiche e sostenere posizioni senza scadere nell’offesa.

Le notizie degli ultimi giorni non placano la vis polemica della FederTennis Italiana.
Come è noto, non è carino, non sta bene (diciamo così), polemizzare contro le FIT. A ricevere gli strali dell’istituzione che amministra il nostro sport preferito in Italia oggi sono niente di meno che Paolo Bertolucci e Stefano Semeraro. Giocatore di punta dell’Italia degli anni ’70 ed oggi commentatore per SkySport il primo, ottimo giornalista il secondo. No, non si può esprimere un’opinione in dissenso con la vulgata ufficiale senza essere tacciati di “servi delle pay TV”.

Stefano Semeraro
Stefano Semeraro

La notizia è questa.
Chiunque è libero di prendere posizione (qui, almeno, altrove non so). A parere di chi vi scrive però resta un punto da chiarire: si può criticare, magari anche con qualche argomento, la FIT? Sui social, sui forum in giro per la rete, ci sono opinioni diverse sull’operato di Binaghi e Soci. Si tratta della logica della democrazia. Mi è capitato però, più volte, di notare, talvolta a mie spese direttamente, che esistono dei pazdaran pronti a difendere la FIT in punta di fioretto (o spada, a seconda dei casi). Nessun problema, ripeto, ma nella fattispecie sia Bertolucci che Semeraro non hanno espresso opinioni lesive di alcuna figura all’interno di FederTennis o di SuperTennis (la sua emanazione nell’etere televisivo), e quindi, mi pongo la domanda: perché definire “servo delle paytv” un addetto ai lavori, uno che ha onorato il tennis italiano in campo e da coach, che esprime opinioni di senso compiuto (sa anche usare il congiuntivo, eh)? Uno che tre mesi fa si è omaggiato (obtorto collo?) sul centrale del Foro Italico per i 40 anni della vittoria in Coppa Davis, e che poi ha portato la nazionale alla finale, senza lo strombazzamento mediatico che oggi si organizza per un primo turno contro Chiudinelli.

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La FIT, o SuperTennis, ha fatto un autogol. Le opinioni contarie si accettano, e si risponde con gli argomenti, non con gli insulti. Sky ha una sua mission aziendale, può piacere o no. Nessuno può garantire che guardare in tv un torneo di tennis (o la replica di un match) porti giovani leve sui campi, mentre è certo che l’azione sul territorio, possibilmente nelle scuole, possa portare risultati, del resto, altrove in Europa o nel mondo, non sono tante (eufemismo, precisiamo) le federeazioni tennis che hanno investito in un canale televisivo. Un motivo ci sarà. E infine: la risposta di SuperTennis avrebbe meritato una firma, un nome, un volto, non un nick. Non siamo su un autobus, al conducente si può e si deve poter parlare.

2 commenti

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  1. Giuliana Cau - 1 anno fa

    Concordo. Questa brutta abitudine italiana di voler zittire tutto e tutti è inaccettabile!

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  2. Luca Shalfi Dal Fitto - 1 anno fa

    Perfetto,secondo me…inappuntabile

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