Thomas Fabbiano è top 100

Thomas Fabbiano è top 100

Dopo Gianluca Pozzi, Thomas Fabbiano è il secondo pugliese nella storia del tennis italiano ad entrare nella top100 della classifica mondiale. Un risultato straordinario per un ragazzo che ha fatto dell’umilità e della dedizione al lavoro il suo marchio di fabbrica, il tutto con il sorriso della gente del Sud.

Essere un top100 ATP per un tennista professionista è il sogno di una vita. Chi mastica tennis sa perfettamente quello che voglio dire: il professionismo è una tagliola terribile. Chi è da quelle parti in classifica (ma anche più giù, almeno fino al 250esimo posto) ha qualcosa di speciale, che va oltre il talento. Ha una disposizione mentale forte, un’attitudine al lavoro, una capacità di concetrazione e di sacrificio che i suoi colleghi che stazionano per una carriera oltre la 300esima posizione, evidentemente, non hanno.

Il grande pubblico pensa che il tennis sia “soltanto” la top10, o giù di lì. Una pessima impostazione per capire il tennis. Uno sport fortemente selettivo, spietato, impone una lettura con uno sgurado più ampio, più circolare, per capire che chi arriva già in una posizione del ranking quale la 150esima è, semplicemente, un fenomeno. Più in alto andiamo, e più incontriamo fenomeni tra i quali la differenza è un dettaglio, un particolare, una giusta programmazione dei tornei magari, o semplicemente un giorno di maggiore vena. Le classifiche cambiano settimanalmente, questo conferma che riuscire a restare a livelli di classifica costanti fa parte dell’essere fenomeni, così come uscire dalle sabbie mobili dei tornei Futures, dove il livello tecnico è già alto e la “garra” è pane quotidiano.
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Questa lunga premessa era doverosa per ricordare a tutti che quando un tennista professionista entra per la prima volta nella Top100 ha realizzato un’impresa straordinaria. Questa volta il “miracolo” è riuscito ad un ragazzo del Sud d’Italia. Non era un predestinato Thomas Fabbiano. Classe ’89, aveva avuto un’ottima carriera junior: ma in pochi scommettevano su di lui come tennista di primo piano. Non è un gigante, e il tennis aveva da tempo imboccato la strada della potenza fisica e della esplosività.

E invece Thomas ha ricacciato qualche previsione in gola a chi non credeva in lui. Ha lavorato sodo, ha sgomitato nei futures: si è costruito una classifica più che dignitosa, attestandosi tra i primi 300 del mondo, e in molti sostenevano che mai sarebbe riuscito ad uscire dal circuito futures, concedendosi al più qualche exploit nel circuito challenger. E ancora una volta la previsione era sbagliata. Con la costanza e la lungimiranza del lavoro, grazie ai consigli di coach Fabio Gorietti, in silenzio, Thomas si affaccia al palcoscenico Slam, nel 2013, negli Stati Uniti, sul suo amato cemento. Proprio come il grande Gianluca Pozzi, ama superfici più veloci, a dispetto della terra rossa italiana, quella terra rossa che si trova soprattutto in Puglia, la regione di Thomas.
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Accade che Thomas riesca ad affacciarsi nella top200, abbastanza stabilmente. Ma il circuito è duro abbiamo detto: provi a salire e lui ti rimbalza indietro, perché la salita è sempre più ripida, man mano che cerchi la cima. Così Fabbiano perde oltre un centinaio di posizioni: è questo il momento della verità spesso per un tennis giovane, per capire se quella prima salita era veritiera bisogna riprovarci e riuscirci, questa volta con maggiore umilità. E proprio qui sta la difficoltà. Thomas ci riprova. Un anno fa, di questi tempi, inaugurava la sua campagna d’Africa, vincendo tre futures di fila in Tunisia, giocando con tennisti sconosciuti, cercando punti preziosi per ricomporre il suo puzzle. Lui, che aveva assoporato i lussi del circuito Slam, costretto a giocare in tornei che spesso non mettono a disposizione neanche i ball-boys, figuriamoci gli autisti e i riflettori dei media. E proprio ripartendo da là, Thomas scala le classifiche, e dalla prossima settimana sarà un top100, avrà una classifica per frequentare il circuito ATP dei 250 e dei 500, per tornare a frequentare quei tornei nei quali pian pianino ha dimostrato di valere, qualificandosi ovunque, master1000 compresi nel 2015 e all’inizio di questo 2016.

Oggi, in terra di Palestina, Thomas gioca un’altra battaglia, un altro pezzo della sua crociata nel tennis professionistico, magari per non fermarsi.  Nel torneo di Raanana, che resterà sicuramente impresso nella sua memoria, contro il russo Evgeny Donskoy non sarà facile restare concentrato, sapendo di aver centrato quel sogno: ma sulle ali dell’entusiasmo tutto è possibile.. E proprio adesso, quando non solo è arrivata la conferma, ma è arrivato anche il miglioramento decisivo, viene il bello, a 27 anni, quando il tennis offre il meglio a quanti, come Thomas, hanno avuto la capacità di meritarselo, senza sconti e scorciatoie. Del resto il barese Gianluca Pozzi è stato top 40, perché un tarantino non può arrivare più su?

2 commenti

2 commenti

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  1. Enrico Carrossino - 2 anni fa

    In realtà di pugliesi un po’ più famose nella top 100 (ma soprattutto 10), ce ne sarebbero un altro paio

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    1. Alberto Maiale - 2 anni fa

      Se consideriamo anche la WTA certamente, ma volevo parlare dell’ATP.

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