Padel o paddle?

Padel o paddle?

Un viaggio indietro nel tempo ed in giro per il mondo, alla scoperta delle origini del Padel, uno degli sport con la racchetta più in voga del momento.

di Fabrizio Messina

Milioni di racchette vendute in giro per il mondo. In Spagna le vendite delle “padelle” hanno superato quelle delle racchette da tennis! Milioni di appassionati. Si stimano oltre sei milioni nella sola Argentina di Maradona e Messi, dove il padel è il secondo sport nazionale, subito dopo il calcio.

PADDLE O PADEL? – Chi lo chiama padel all’argentina. Chi lo chiama paddle, rendendo british lo sport di  Paquito Navarro e Fernando Belasteguin. Solo per citare due dei campioni più conosciuti ed apprezzati di questa disciplina. Per molti non fa differenza; si tratta solo spagnoleggiare o inglesizzare il nome. Ma, in realtà, dietro queste due parole, padel e paddle, si celano due sport completamente differenti; seppure negli anni la massa identifica con entrambe lo stesso sport, le cui origini si fanno risalire al messicano Enrique Corcuera.

FRONTON – Per alcune fonti, il ricco uomo d’affari messicano, appassionato di fronton, uno sport ancora oggi molto in voga nei paesi latino americani che appartiene alla grande famiglia degli sport sferistici (pelota, palla pugno, wallball, …) che si praticano, con una mano o con l’ausilio di un attrezzo, facendo rimbalzare la palla contro un muro; volendo realizzare un campo da tennis per giocare con gli amici nella sua villa di Acapulco, e non avendo ben valutato gli spazi, trovandosi stretto tra i muri di contenimento della sua casa ed il giardino, realizzò quello che definì “paddle tennis”, rifancendosi a uno sport già praticato nel continente nordamericano e mescolando ad esso elementi di vari sport: fronton, ping pong….

PADDLE CORQUERA – Una miscela tra il fronton e il tennis, a cui, il nobile messicano, aveva aggiunto la particolarità della rete metallica per impedire alle palle di uscire dal campo. Le regole  erano molto semplificate: Si giocava un solo set a 21 nello stile del ping pong. A poco a poco le regole si raffinarono arrivando ad essere quelle che oggi noi tutti conosciamo. Si introdusse il servizio sotto la cintura, vennero ridefinite le dimensione del campo, si stabilì di adottare il punteggio tennistico….. Come racconta lo stesso Corquera: “il gioco era molto divertente e ben presto appassionò tutti gli amici”  che diffusero, così, il “paddle corquera” in tutto il mondo: Spagna prima nella Costa del Sol, Argentina poi. Dove spospola per poi fare nuovamente il boom in terra iberica.

(Original Caption) On Board the Queen Mary. A game of deck tennis in progress as Britain's new ocean liner, the Queen Mary, makes its maiden voyage to America.
Una foto d’epoca realizzata a bordo delle Queen Mary in viaggio dal Regno Unito ai Caraibi  Si possono vedere i passeggeri giocare a deck tennis sul ponte principale.

DECK TENNIS –  Gli amanti dei particolari portano, addirittura, ancora più indietro nel tempo le origini dello sport più in voga del momento. Spostando le lancette del tempo fino agli ultimi anni del 1800 quando, a bordo dei velieri inglesi che percorrevano la lungo rotta fra l’Inghilterra e i Caraibi, i marinai, per trascorrere le giornate di bonaccia, inventarono un gioco da fare in stiva. Muniti di un remo, si sarebbero lanciati una pallina da una parte all’altra dell’imbarcazione. E. viste le dimensioni anguste del “campo da gioco”, avrebbero poi deciso di poter sfruttare le murate per tirare la pallina agli avversari. Siamo sul finire dell’800, alcuni accetterebbero come data il 1890.

Di certo, mentre i marinari erano sottocoperta, i viaggiatori per ingannare in tempo giocavano sui ponti a deck tennis:  un  gioco per due o quattro giocatori, progettato per essere praticato nello spazio limitato a bordo delle navi. I giocatori si lanciano un anello di gomma denominato quoit sopra la rete del deck tennis. L’anello deve essere preso con una mano e restituito immediatamente con la stessa mano dal punto di presa.

RING TENNIS – La dimensione del campo, è solitamente 9-12 metri di lunghezza e 3-4,5 metri di larghezza. La dimensione dell’anello e le regole del gioco non erano standardizzate e potevano variare a seconda degli spazi di gioco. Usualmente il servizio veniva  effettuato come nel tennis una volta destra una volta da sinistra con l’obiettivo di lanciare il quoit nel campo diagonalmente opposto. Il battitore perdeva il punto se l’anello atterrava nella zona neutra o fuori dal campo. Il punteggio era solitamente come quello  tennistico: 15, 30, 40, gioco.  o la prima squadra che segna 15 punti vince un set-una partita può essere due di tre o tre di cinque serie. Nel caso di un punteggio 14-14. Il gioco è talvolta noto come ring tennis quando si gioca in casa o con la rete più alta-5 piedi e 8 pollici anziché 4 piedi e 8 pollici.

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QUOIT – Volendo speculare, andando a ritroso con il tempo i più curiosi potrebbero scoprire come il quoit fosse in buona sostanza noto agli inglesi fin dai tempi della colonizzazione romana avvenuta tra il 1° ed il 5° secolo.  Per alcuni, invece, il gioco del quoit sarebbe stato diffuso nella Gran Bretagna medievale, forse quando i contadini riscaldavano e piegavano i ferri di cavallo in anelli e li gettavano intorno a pioli di ferro o di legno chiamati Hob conficcati nel terreno. Più tardi, negli Stati Uniti e in Canada, il pitching a ferro di cavallo  divenne uno gioco molto popolare.  Non credete che questi siano collegamenti poi così tanto fantasiosi. Ricordatevi dei mosaici di Piazza Armerina, testimonianza viva di come il gioco fosse parte della società civile già fin dai tempo degli antichi romani
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Mosaici della Villa Romana di Piazza Armerina in Sicliia. Nel particolare sono ritratte due donne in bikini intente a fare sport. una di queste regge in mano quelli che sembrano dei manubri l’altra, invece, sembra tenere tra le mani una sorta di sfera

 

PADDLE TENNIS – Sicuramente è più immediato il collegamento tra il padel come lo conosciamo oggi ed il paddle tennis. Il paddle tennis fu ideato nel 1898 dal reverendo newyorchese Frank Beal. Beal creò il paddle allo scopo di fare giocare i bambini del Greenwich Village. I primi campi furono effettivamente realizzati nel 1915 in Washington Square Park e prima dello scoppia della seconda guerra mondiale il paddle tennis era giocato in più di 500 città americane.  Ora invece, contrariamente alla diffusione del suo cugino spagnolo il paddle tennis è un gioco praticato solo esclusivamente nella California del Sud.

PADDLE – Il reverendo Beal realizzò quello che poteva apparire a prima vista come un campo da tennis in miniatura con una recinzione esterna per evitare di perdere le palline. Realizzò delle racchette di legno pieno da qui il nome di palette, “paddle” in inglese e ben presto fu anche messo in commercio un kit per il paddle tennis.  Si giocava inizalmente con palle di spugna e in un campo grande circa quando la metà di un campo da tennis 11,9 x 5,5 m. Fu solo nel 1959 che l’American Paddle Tennis Association (fondata nel 1923) allargò il campo e modificò la palla e le regole per accelerare il gioco, che ad oggi  sono molto simili a quelle del tennis tranne per il fatto che agli adulti  è consentito un solo servizio.

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PLATFORM TENNIS –  Mentre il paddle tennis continua oggi ad essere praticato nei caldi e soleggiati pomeriggi californiani di Venice Beach nei gelidi inverni nord-americani a spopolare è il platform tennisl’unico sport giocato in qualunque condizione atmosferica che sia neve, grandine o clima turbolento. Il paltform tennis fu inventato nell’autunno del 1928 a Scarsdale, vicino New York da James  Cogswell e Fessenden Blanchard nel tentativo di praticare un po di sport all’aperto anche nei rigidi inverni nord-americani.

I due cercarono di realizzare un campo polivalente per giocare sia badminton che a pallavolo, ma soprattutto a tennis, sport di cui erano appassionati. L’impresa non era facile visto i ridotti spazi del giardino dello stesso Cogswell.  Venne quindi realizzata una piattaforma di legno 48×20 che, alla fine, risultò essere troppo stretta per la pallavolo troppo corta per il badminton.

I due cosi decisero di adattare a paddle tennis il loro campoT. uttavia, dimensioni a parte la vera novità fu il fatto che Cogswell e Blanchard  per evitare che il campo ghiacciasse durante i mesi invernali sollevarono il pavimento e vi installarono sotto un sistema di riscaldamento coperto.  Inizialmente il campo di gioco, circondato da pareti o muri dove far rimbalzare la palla, aveva il suolo in legno ma poi la struttura del campo fu modificata. Nel 1978 erano circa 400.000 i praticanti di platform tennis in USA, nazione nella quale attualmente esistono circa 4mila campi.

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