World Padel Tour Profili: Fernando Belasteguin

World Padel Tour Profili: Fernando Belasteguin

Siamo lieti di inizare un percorso che porterà i nostri lettori a conoscere meglio il Padel, lo sport che ha rivoluzionato la vita sportiva degli spagnoli e che, giorno dopo giorno, sta conquistando migliaia di italiani.
La nostra nuova rubrica, Profili, è dedicata ai professionisti del World Padel Tour, la lega di padel più importante al mondo. Il primo profilo da far conoscere ai nostri lettori non poteva che essere quello di Fernando Belasteguin, meglio conosciuto come la Leggenda di Pehuajo o il Messi del padel (soprannome affibiatogli dal mitico Cruyff) o più semplicemente il Bela.

di Massimiliano Mingrone
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Nato e cresciuto a Pehuajo, piccolo paese in Argentina nella provincia di Buenos Aires, il 19 Maggio 1979, il Bela, altezza 180 cm per 80 kg di peso, è un destro e nel 10×20 (le misure del campo di padel) occupa da sempre la parte sinistra, anche conosciuta come quella del vantaggio nel tennis, la posizione dedicata nel padel, teoricamente, a colui che dovrebbe finalizzare il punto, e fa coppia con il brasiliano Pablo Lima. Anche se lo stesso Bela, più di una volta ha detto di non avere dei colpi spettacolari, a detta dei suoi colleghi, si conosce dell’esistenza di alcuni colpi solo dopo averli visti eseguire dalla leggenda di Pehuajo, infatti Belasteguin è il giocatore di padel più completo che si possa incontrare. I suoi colpi marchio della casa sono il pallonetto, i recuperi dall’esterno e il gancio (una via di mezzo tra uno smash piatto e una bandeja), ma la sua forza mentale, la strategia, la tenacia, la capacità di sfruttare gli errori degli avversari sono sicuramente le sue armi migliori. Sito ufficiale http://www.fernandobelasteguin.com/

 

I record di Belasteguin

Non si può parlare di Belasteguin senza citare gli innumerevoli record che ha ottenuto nella sua carriera sportiva, ma certamente il primo record da menzionare è quello relativo agli anni trascorsi al vertice della classifica mondiale. Nella stagione 2018, al via con il Master di Catalunya la settimana scorsa, Bela, a quasi 39 anni di età, ha iniziato il suo 17° anno consecutivo da numero uno del ranking mondiale, un record che non è paragonabile a nessun altro sport. Di questi 16 anni chiusi al numero 1, 13 sono in condivisione con un altro mito del padel, lo spagnolo d’adozione ma argentino di nascita Juan Martin Diaz, e gli ultimi 3 con l’attuale compagno Pablo Lima. A questi due enormi atleti, il Bela ha dato sempre ampio tributo in occasione delle cerimonie a lui dedicate per questo tipo di record.

Fra gli altri record, Fernando Belasteguin, è il più giovane atleta a diventare numero 1 al mondo, a 22 anni (ha debuttato come professionista all’età di 15 anni nel 1995), e detiene il record, con Juan Martin Diaz, di vittorie consecutive in tornei ufficiali, 63, il che vuol dire 22 tornei vinti consecutivamente in 1 anno e 9 mesi (settembre 2005 – maggio 2007) senza sconfitte. In carriera il Bela ha disputato 260 finali vincendone 215. Il Bela, rappresentando l’Argentina, ha vinto 5 campionati mondiali, l’ultimo dei quali nell’ultima edizione del 2016.

In diverse interviste rilasciate nel corso degli anni, Bela ha sempre affermato di cambiare personalità quando scende in campo, di avere gli occhi infuocati come quando era ragazzino, che è probabilmente alla base delle sue attuali vittorie. Nel 2017, insieme a Lima, i numeri uno hanno vinto 8 tornei e disputato 14 finali su 16 in calendario, numeri ancor più impressionanti se si considera che in una di queste finali Bela e Lima hanno dovuto dare forfait per un problema fisico di Fernando, inoltre in uno dei 16 tornei Bela non ha partecipato per una piccola operazione da cui si è ripreso in tempi record.

 

Bela dentro e fuori dal campo

L’atteggiamento in campo del Bela non sarà cambiato, ma la sua attitudine fuori sì, grazie alla sua famiglia, a sua moglie Cristina e ai suoi tre figli, che, sempre secondo le sue parole, lo hanno calmato un po’ e che lo hanno portato a realizzare tanti progetti, fra cui la scuola di padel a Barcellona, città dove vive e si allena, e la fondazione infantile sempre a Barcellona, oltre che ad aver lanciato diversi progetti anche a Pehuajo, sua città natale. La sua vita, quando non è impegnato nei tornei lontano da Barcellona, si svolge in linea con la famiglia, svegliandosi alle 7 insieme ai figli, che vengono accompagnati a scuola dalla moglie mentre lui si dirige agli allenamenti fisici dalle 8:30 alle 10:30 seguiti da allenamenti in campo dalle 11 alle 13, mentre nel pomeriggio è totalmente dedicato alla famiglia, almeno fino a che continuerà a giocare (quando lavorerà sarà in ufficio dalle 9 alle 18 come tutti). La vita dei professionisti del padel è diversa da quelli del tennis, molto più a contatto con le rispettive famiglie, visto che la lega World Padel Tour vede svolgere i propri tornei principalmente in Spagna.

Se siete curiosi di sapere quali sono i gusti di Belasteguin ecco fatto: libro “I pilastri della terra” di Ken Follett, film “Il Gladiatore” di Ridley Scott con Russel Crowe, musica “La Oreja de Van Gogh” (L’orecchio di Van Gogh, gruppo spagnolo), piatto “I ravioli fatti in casa” della nonna Bianca, squadra di calcio “San Lorenzo” in Argentina e “Barcellona” in Spagna.

Fra l’altro, a Barcellona, capitale europea del football, Fernando ha stretto grande amicizia con l’ex capitano dei blaugrana Carles Puyol, il quale spesso trascorre il suo tempo allenandosi nel 10×20 nell’accademia di Fernando, e con tutto l’FC Barcelona, del quale è stato ospite d’onore nella partita di ottavi di finale di Champions League disputata al Camp Nou nel 2018. Più di una volta Bela ha riconosciuto come l’appoggio delle stelle del calcio, ma anche del tennis, abbia aiutato non poco la diffusione del padel in Europa (solo il mese scorso il Bela era in Svezia per l’inaugurazione del padel Zenter di Zlatan Ibrahimovic).

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Riguardo al padel e alla sua diffusione mondiale, Bela riconosce come ci sia ancora tanto da fare e che questo sport ancora può espandersi molto, prova ne è il fatto che in Argentina la maggioranza della gente non lo riconosca: “Ovviamente posso uscire in strada in Spagna, però vai nei circoli e la gente ti riconosce, o per la strada iniziano a riconoscerti. Sei un prodotto, per questo il mese che vado a Pehuajo mi piace tanto perché mi disintossica da tutto. Perché possa farti un’idea, nella palestra dove mi alleno mi aspettano sempre con un asciugamano pulito. Qui vado nella palestra di Pacheco il Nero a Pehuajo e se lascio un peso fuori posto mi danno un cazzotto in testa. Queste cose a me danno nutrimento e energia per lavorare in Spagna tutto l’anno”.

Fernando iniziò a giocare a padel all’età di 9 anni e lasciò l’Argentina e gli studi di scienze economiche, per arrivare in Spagna nel 2001 all’età di 22 anni (suo primo allenatore che lo portò in Europa, a Madrid dove passò i primi anni in Spagna, fu Roberto Diaz, papà di Mati Diaz altro grande professionista del WPT). Ricorda con il sorriso la prima volta che venne in Spagna nel ‘98 per 20 giorni quando dovette vendere con gli amici tantissime racchette di padel per pagarsi il soggiorno. Quando si parla di Argentina e dei genitori, della sorella e dei nonni che ha lasciato in patria, Fernando si commuove facilmente, scende subito la lacrima al campione argentino, mentre quando si parla di padel nuovamente torna a essere un animale da campo, come se tutti i record che ha stabilito non esistessero: “Mi restano 3 anni e lotterò per il numero uno. Poter lottare in campo mi fa rimanere molto concentrato. Magari da questo momento fino all’attimo in cui mi ritirerò avessi l’opportunità di lottare sempre per il numero uno. Il giorno che non giocherò più, sarò come questa spugna piena di acqua da cui spremendola non fuoriesce neanche una goccia. Questo sarà il miglior trionfo della mia carriera professionistica. Potrò guardarmi allo specchio tranquillo e potrò guardare negli occhi dei miei figli per poter esigere da loro che siano ogni volta la miglior versione di loro stessi”.

Di recente Bela ha pubblicato la sua biografiaBela. Esta es my Hystoria“, in spagnolo, italiano e inglese, con prefazione di Andres Iniesta, non uno qualunque, ma il regista del Barcelona FC. Le parole che introducono il libro sono davvero emozionanti: “Molte volte mi chiedo se vale la pena continuare a giocare a padel, se tutti i sacrifici che ho dovuto fare sono valsi a qualcosa: separarmi dai miei genitori, da mia sorella, dai miei nonni, lasciare il mio paese, l’Argentina, competere ogni due settimane in un posto differente, perdermi innumerevoli momenti (buoni e cattivi) con mia moglie e i miei tre figli…. Oggi non ho alcun dubbio: esplicitamente sì. Il padel è il mio mezzo di vita e quello dei miei figli. Se mi ripetono la stessa domanda quando si avvicina la fine della mia carriera, sicuramente la risposta sarà un contundente no, perché ho dato tutto al padel, mille volte di più di quello che lui ha dato a me. Non c’è torneo, né titolo, né premio che possano compensare tutte le assenze nei compleanni dei miei figli, tutti i momenti familiari ai quali non ho partecipato, tutto“.

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Una curiosità sui campioni del WPT. Nella pausa dei tornei del circuito, tra i mesi di Gennaio e Marzo, i super campioni come Belasteguin spesso sono invitati a partecipare ai tornei a squadre del campionato della serie A italiana. Bela ha partecipato, per esempio, al primo incontro di campionato a inizio Marzo 2018 in quel di Roma. Dunque, gli appassionati italiani, non perdano d’occhio tutte le notizie relative al padel, per sapere quando eventi del genere saranno a portata di mano.

 

Prossimi appuntamenti targati World Padel Tour

Le migliori pale del pianeta, maschili e femminili, torneranno in campo nell’Open di Alicante dal 2 all’8 Aprile. Dunque pochi giorni di attesa per rivedere in azione i fenomeni del World Padel Tour. Prepariamoci dunque a godere dello spettacolo offerto sulla piattaforma streaming della lega, visibile gratuitamente e in diretta (per chi conosce lo spagnolo divertentissimo lo spettacolo offerto da un commentatore d’eccezione Lalo Alzueta, accompagnato a fondo campo da Nacho Palencia e in cabina di commento dagli allenatori degli atleti e dagli stessi atleti del WPT), perché il Tour farà poi una sosta di qualche settimana per riprendere ad inizio Maggio, quando sarà la volta degli Open di Zaragoza e Jaen.

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