Il pagellone femminile degli Australian Open: Naomi Osaka è da sogno

Il pagellone femminile degli Australian Open: Naomi Osaka è da sogno

Due settimane di grande tennis, con meno sorprese rispetto agli altri Slam e tanti match spettacolari. Naomi Osaka è incoronata regina, sfuma ancora il vertice del ranking per Petra Kvitova. Danielle Collins sorprende mentre Angelique Kerber spreca una grande occasione.

di Marco Bonavoglia

Serena Williams 7. Un voto finale che è una media tra la Serena Williams vista fino al 5-1 40-30 nel parziale decisivo del match di quarti di finale contro Karolina Pliskova e la Serena Williams dei minuti subito seguenti, fino alla dolorosa uscita di scena. La statunitense ha lasciato le briciole nei primi tre turni, non trovando alcuna resistenza in Maria, Bouchard e Yastremska, regalandoci il match tanto atteso contro la numero 1 Simona Halep. La rumena è stata travolta nei primi 20 minuti, cedendo per 6-1 il primo parziale, per poi ingranare e alzare il proprio livello, trascinando la 23 volte vincitrice Slam al parziale decisivo. Sprecate le opportunità di break sul 3-2 in proprio favore, Halep è stata sovrastata dal tennis potente e intelligente di Serena, che con grande personalità ha raggiunto Pliskova ai quarti. Qui gioca un ottimo match, rimonta uno svantaggio iniziale di un set e si issa sul 5-1 nel terzo set, con tanto di match point. I minuti passano, Pliskova comincia a salire, Serena non concretizza ben quattro match point e cede 6 games consecutivi, lasciando Melbourne senza il tanto ambito 24esimo Slam. Un’ottima Pliskova senza alcun dubbio, ma anche una Serena troppo poco concreta e vista l’esperienza alle spalle e le tante partite simili giocate, ci si aspettava maggior cinismo da lei. Promossa con un 9 pieno fino ai quarti, insufficiente nei suoi ultimi giochi nel torneo. Voto finale: 7.

Serena Williams dopo la sconfitta con Karolina Pliskova.
Serena Williams dopo la sconfitta con Karolina Pliskova.

Camila Giorgi 7.5. Ci si aspettava un buon torneo da lei e ha saputo rispettare le aspettative “standard”. I primi due match non sono mai stati in discussione: prima la rivincita con la slovena Jakupovic, mai in partita, e poi la schiacciante vittoria sul purissimo talento di Iga Swiatek, polacca 17enne all’esordio Slam, di certo non abituata al peso di palla della marchigiana. Il terzo turno era proibitivo, Karolina Pliskova ci arrivava senza aver ancora perso un match quest’anno, con il titolo a Brisbane e i primi due turni qui. Giorgi ha giocato due set tiratissimi alla pari, perdendo il primo ma vincendo il secondo, ma nel parziale decisivo la ceca ha saputo ritrovare il suo miglior tennis, breakkando per ben due volte la numero 28 del mondo e conquistando la seconda settimana. Pochi rimpianti per Giorgi, come lei stessa ha detto in conferenza stampa, nonostante i tanti tifosi – e non – abbiano cercato di sminuirne la prestazione, riproponendo le ormai solite critiche sulla poca tattica e la cattiva gestione di un’atleta che negli ultimi mesi ha invece messo in mostra progressi costanti e interessanti, confermati dai risultati. Se il fisico lo permetterà, Camila saprà farci divertire anche quest’anno. Voto finale: 7.5.

Danielle Collins 8.5. Una delle storie più belle del circuito, una ragazza che con lavoro e sacrificio ha superato le difficoltà economiche e si è guadagnata un posto fisso nel circuito maggiore. Grintosa, determinata e affamata di vittoria, la voglia di rivalsa della 25enne statunitense si vede in ogni suo colpo e in ogni sua esultanza e le tenniste finite sulla sua strada lo possono confermare. Goerges, Garcia, Kerber, Pavlyuchenkova, un ruolino di marcia sensazionale, soprattutto se si considera che fino a Pavlyuchenkova non aveva perso alcun set. La sua vittoria per 6-0 6-2 sulla numero 2 del mondo Kerber è stato sicuramente il più grande upset di queste due settimane e in semifinale si è dovuta fermare solo davanti ad una straripante Kvitova, vicina ai livelli del 2011. Su cemento Collins potrebbe diventare una delle giocatrici da battere e nonostante i tanti punti da difendere a marzo, ha gli altri 3 tornei dello Slam per guadagnare posizioni. Voto finale 8.5.

Danielle Collins - Australian Open 2019
Danielle Collins – Australian Open 2019

Angelique Kerber 4.5. Un match alla volta, questo era l’obiettivo per vincitrice del torneo nel 2016 Angelique Kerber, una delle grandi favorite per la vittoria finale. Dopo i primi tre round passati senza alcuna difficoltà, non ha trovato il bandolo della matassa contro una scatenata Danielle Collins, che in meno di un’ora ha mandato l’ex numero 1 del mondo sotto la doccia. Rimangono tanti rimpianti, il quarto Slam e il vertice del ranking erano alla sua portata e fino ad ora avevamo sempre visto una Kerber pronta a sfruttare ogni singola chance. Missione fallita questa volta, ma la stagione è appena iniziata e le occasioni per rifarsi non mancheranno.

Donna Vekic 4. Appena 22enne, la croata Donna Vekic viaggiava da tempo attorno alla posizione numero 50, con qualche difficoltà nell’imporsi a grandi livelli. Nel 2018 ha fatto progressi importanti, raggiungendo gli ottavi a Wimbledon, la finale a Washington e la semifinale a Tokio, a conferma di quanto le superfici rapide con rimbalzo basso esaltino il suo gioco. Il 2019 era iniziato alla grande con la semifinale a Brisbane e l’ingresso in top30, ma agli Australian Open cede malamente a Kimberly Birrell, australiana che ha ben sfruttato le wildcard concesse in queste prime settimane per battere Kasatkina, Mladenovic e Vekic, lei che aveva finito il 2018 appena dentro la top300. La croata ha il tennis per stare ancora più in alto di quanto non sia ora, ma per arrivarci dovrà limitare sconfitte come questa. Voto finale: 4.

Amanda Anisimova 8. A 17 anni ha già giocato una finale WTA, gli ottavi di finale a Indian Wells e ora anche a Melbourne, Amanda Anisimova sembra già pronta a gestire la pressione come una top player. Una volta superata la sempre ostica Niculescu, lascia appena 2 giochi alla finalista di Brisbane Lesia Tsurenko e travolge la nuova top10 Aryna Sabalenka, conducendo sempre lei il gioco. Nulla da fare agli ottavi, con Petra Kvitova che si prende la rivincita di Indian Wells 2017 e chiude il match in un’ora esatta di gioco. Per la più giovane giocatrice in top100 c’è anche il best ranking al numero 61 del mondo e avrà tempo fino ad Indian Wells per salire senza dover difendere punti. Forse è il momento di smettere di considerarla una sorpresa, perché questa ragazza sta diventando già una certezza. Voto finale: 8.

Yulia Putintseva 3. La 24enne kazaka sta vivendo un buon periodo tennistico e il suo 2019 è iniziato con i quarti di finale a Sydney, battendo Stephens al secondo turno, e ritrovando una posizione molto vicina alla top40. A Melbourne supera Strycova in due set e lotta con Bencic, cedendo al parziale decisivo con una serie di 6 games consecutivi. Il problema è stato subito dopo, quando uscendo dal campo ha mostrato il dito medio al pubblico presente, che ha fatto lo sforzo di applaudirla nonostante le ormai solite scenate in campo. Per quanto ormai la kazaka sia conosciuta ai più – e anche alle colleghe, con le quali ha avuto già diversi problemi – questo tipo di comportamento è inaccettabile, a qualsiasi livello e su qualsiasi campo. Voto finale: 3.

Petra Kvitova
Petra Kvitova

Petra Kvitova 9.5. Petra Kvitova è senza dubbio una delle giocatrici più amate dai tifosi e più rispettate dalle colleghe. Sarà la sua storia complicata, con il difficile rientro dopo l’incidente, sarà il suo tennis, così naturale da vedere, sarà il suo comportamento sempre ineccepibile in campo, la ceca trova grande pubblico a supportarla ovunque vada. Il suo percorso a Melbourne non ha alcuna pecca: nessuna avversaria è stata in grado di strapparle un set, neanche la giovane Ashleigh Barty, giocatrice con il ranking più alto (15) trovata sul cammino verso la finale. Nell’atto conclusivo affronta la prima top10, nonché vincitrice dell’ultimo Slam disputato e avversaria per la lotta al vertice del ranking, Naomi Osaka. Nonostante la nipponica abbia condotto l’intero match fino al 7-6 5-3, con 3 match point consecutivi a disposizione, Petra Kvitova non si arrende, vede un piccolo spiraglio e sfrutta ogni occasione a suo favore, trascinando la finale al terzo set. È un break nel terzo gioco a segnarne però la fine, con Kvitova che emozionata ringrazierà tutti coloro che le sono stati vicini in tempi difficili, quando non sapeva neanche se avrebbe mai preso in mano una racchetta di nuovo. Il suo torneo si avvicina alla perfezione, nonostante il terzo titolo Slam e il numero 1 del mondo le siano sfuggiti per pochissimo, ma ha avuto la sfortuna di trovare una giocatrice altrettanto sensazionale, che ha già posto le basi per un lungo dominio futuro. Voto finale: 9.5.

Naomi Osaka 10. Difficile pensare ad un voto diverso per la campionessa del torneo, la prima giocatrice a vincere 2 Slam di seguito dal 2015, quando Serena fermò la sua striscia a 4. La nipponica ha dunque vinto 14 match consecutivi in uno Slam, regalandosi inoltre la testa del ranking per la prima volta in carriera. Prima di giocare qui a Melbourne nel 2018 era fuori dalle prime 70 del mondo, un anno incredibile per lei che deve essere solo l’inizio di una lunga carriera. Sevastova, Svitolina, Pliskova e Kvitova, Naomi Osaka ha battuto ogni tipo di giocatrice per poter sollevare il trofeo, arrivato in modo meno netto rispetto a New York ma sicuramente in modo più maturo. Molte giocatrici si sarebbe sciolte dopo aver sprecato 3 match point consecutivi, subendo un parziale di 5 games a 0, ma Naomi è riuscita a calmarsi, a ritrovare i propri colpi, a partire dal servizio e dal dritto, vera arma letale oggi in diverse occasioni. Per molti questo è l’inizio dell’era Osaka, ed è destinata e durare a lungo, cosa più che verosimile nel caso riesca ad arginare la perdita di punti del titolo di Indian Wells 2018. Su terra e su erba fece solo il necessario e sicuramente si può provare ad aumentare il distacco sulle altre prima del finale di stagione. Ad ogni modo, per Naomi ora non deve contare troppo la classifica quanto il continuare a divertirsi, a godersi ogni match e nient’altro, sperando possa regalarci tante altre grandi prestazioni come questa. Voto finale: 10.

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