Gail Falkenberg, 68 incredibili anni di speranza per il tennis

Gail Falkenberg, 68 incredibili anni di speranza per il tennis

A 68 anni suonati Gail Falkemberg insegna la cultura della passione, nel tennis e nella vita, continuando a scrivere una meravigliosa pagina di tennis

TENNIS – Un solo grande obiettivo, forza di volontà e, verrebbe da dire, più passione di chiunque altro. Basta poco per passare dalla “young gun” Catherine “CiCi” Bellis, giovanissima stellina del tennis americano, alle grandi imprese della tenace Kimiko Date-Krumm, sempre “sul pezzo” ben oltre i 40 anni, eppure quello che ci può insegnare il tennis è che oltre la tecnica, le interviste ed i risultati, a muovere le fila delle emozioni della grande platea di appassionati ci sono le storie di tennis, quelle pagine che a differenza della forma fisica e dei trofei non sfioriranno mai, e anche se non incontreranno mai prime pagine o cavalcate trionfali sapranno sempre e comunque regalare nuova linfa a quel ripetitivo e costante mondo che spesso assomiglia ad un ingranaggio tanto perfetto quanto meccanicamente uguale al giorno precedente.

I nostri occhi di appassionati passano quest’oggi dalla recente notizia che ha fatto forse più sorridere che riflettere sull’effettiva poesia di tale avvenimento, con la protagonista che sembrava quasi non esistere fino ad un giorno prima ma che merita un vero elogio a 360°.

Gail Falkenberg, tennista professionista attualmente fuori dal ranking WTA ma assidua frequentatrice dei tornei “Pro”, e anche se spesso se ne torna a casa con un doppio 6-0 poco importa, perché la sua vittoria l’ha già ottenuta: la nostra Gail, che all’apparenza potrebbe sembrare una tennista infortunata in attesa del rientro oppure un’interprete non eccellente di questo sport, è invece un punto di riferimento importantissimo per ragazzi e ragazze della University of Central Florida ai quali ha insegnato tanto di questo sport, sempre con il sorriso sulle labbra e con la voglia di seguire la sua strada.

Un passato come film-maker e la scelta di lasciare tutto per tornare a giocare i tornei da professionista, e se tutto ciò succede quando i 40 anni allora qualcosa deve pur succedere: Gail veniva spesso criticata per la sua scelta, per la decisione di affrontare un’avventura che sembrava decisamente fuori portata, eppure ben dieci anni più tardi si è materializzato il risultato più importante in carriera con il best ranking al N.360 dopo il successo nel primo turno degli Australian Open del 1988 contro la tennista di casa Alison De Vries con il punteggio di 6-0 6-1.

6-0 6-1, 6-0 6-0, 6-1 6-0; tutti quei punteggi che l’hanno accompagnata nel bene e nel male durante la sua lunga carriera. L’atteggiamento, però, è sempre rimasto quello di una donna fermamente decisa a fare ciò che più le piaceva senza lasciarsi abbattere dai risultati e dalle talvolta strane reazioni delle sue avversarie, che a prima vista potevano quasi irriderla per la sua presenza in determinati tornei.

Falkenberg

La sua impresa più memorabile è costituità, si, dalla sconfitta contro Jennifer Capriati datata 1989, eppure quella partita la vide protagonista di una lotta che si protrasse ad alti livelli per quasi tre ore prima di dare la vittoria alla giovanissima americana con il punteggio di 7-6 6-4.

Gail Falkenberg si è eretta a nuova testimone dei sogni che possono diventare davvero realtà, e anche se non alzerà mai trofei d’oro zecchino o non si vedrà al centro dell’obiettivo di una telecamera, ha lo straordinario merito di dimostrare che la passione può diventare una scelta di vita, soprattutto finché la tenacia viene supportata dal grandissimo amore per lo sport ancor prima che per la fame di vittorie, ridimensionando quelli che sono i parametri di certi astri nascenti che si “fanno” anche grazie all’attenzione mediatica ed ai fenomeni che vengono a crearsi in determinate situazioni. Dieci, cento, mille Gail Falkenberg!

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