Boris Becker: “Il ranking è la nostra Bibbia”

Boris Becker: “Il ranking è la nostra Bibbia”

Boris Becker non è certamente un mostro di simpatia, nè tantomeno di modestia, ma, nel suo essere provocatorio e pungente, riesce sempre a far parlare di sè, nel bene e nel male. Dopo aver confessato la scarsa simpatia che scorre tra il suo allievo Djokovic e Roger Federer, è pronto a voltare pagina nel 2016, con l’obiettivo di imporre la propria supremazia. Simbolicamente.

Boris Becker è conosciuto sul circuito per essere un uomo tutt’altro che banale e scontato. Sempre pronto a dire la propria, talvolta anche in maniera irriverente, è senza alcun dubbio un personaggio che ha caratterizzato il tennis old-style e che attualmente si è rimesso in gioco in veste di allenatore.

Coach del giocatore più forte del momento, Novak Djokovic, Becker ha parlato dell’obiettivo del serbo di difendere la propria leadership mondiale anche nel 2016. “Il ranking mondiale è la nostra Bibbia e, naturalmente, voglio che Novak difenda la sua posizione da numero uno del mondo”, ha detto Becker circa questo compito “terribilmente difficile”.

Il suo lavoro come allenatore è diventato “una questione importante”, ha ammesso il tre volte campione di Wimbledon, e l’impegno che ci sta mettendo ha superato anche le sue aspettative, dall’ormai lontano 2014, anno in cui ebbe inizio questa collaborazione vincente. Sotto la sua guida, il serbo ha riconfermato il primato nella classifica mondiale di quest’anno e ha vinto tre Slam (Australian Open, Wimbledon e US Open, con finale al Roland Garros), e ha vinto un totale di undici titoli. Recentemente è stato coronato “Maestro” a Londra con una comoda vittoria su Roger Federer in finale, avendo però perso con lo stesso svizzero nella fase a gironi. Sintomo del fatto che riesca ad alzare l’asticella nei momenti clou della stagione.

“Nel ruolo di allenatore si impara che quando un giocatore vince è merito del giocatore stesso, al contrario, quando perde, il problema è di tutto lo staff”, ha detto Becker intervistato a Monaco di Baviera. “Ma devo ammettere che in questa stagione ho avuto pochi sensi di colpa (ride, ndr)”, ha sorriso, sperando che la striscia positiva continui nel 2016.

Becker farà in modo che Djokovic abbia sempre la motivazione necessaria che è alla base della loro collaborazione e del loro modus vivendi. “E’ ciò che Novak apprezza di me”, ha detto. Il tedesco, sempre molto sicuro di sè, ha spiegato che non prende ispirazione dai libri di allenatori ed esperti, ma dalla sua esperienza come un giocatore di tennis professionista. Per lungo tempo ha vissuto sotto i riflettori, ed ora, nonostante la fama, è felice che non sia più così. “Sono contento di non dover essere sempre in primo piano.”

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