La via crucis di Juan Martin Del Potro

La via crucis di Juan Martin Del Potro

A quattro anni esatti dalla epica semifinale olimpica con Federer e dopo tre operazioni al polso sinistro, Del Potro è di nuovo pronto a rappresentare l’Argentina alle Olimpiadi

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LA BATTAGLIA DI LONDRA – Londra, 3 agosto 2012: i campi di Wimbledon, su cui si disputa il torneo olimpico di tennis, offrono una semifinale di gran prestigio: Federer, che ha appena aggiunto al proprio palmarès il settimo trofeo di Wimbledon, sfida Juan Martin Del Potro nell’ennesima riedizione della finale degli US Open ’09 (quando trionfò, a sorpresa, l’argentino). La partita, una delle più belle ed emozionanti degli anni ’10, termina solo dopo 4 ore e 26 minuti di tennis ad altissimo livello: vince Federer 3-6 7-6 19-17. “Delpo” si consola con la medaglia di bronzo, regolando Novak Djokovic in due set. Juan Martin sembra tornato quel giocatore, devastante con servizio e dritto, capace di competere alla pari con i “Fab Four”: chiude, infatti, l’annata con 65 vittorie nel circuito, 4 titoli (Marsiglia, Oeiras, Vienna e Basilea) e il piazzamento al settimo posto del ranking.

Il 2013 si apre con l’affermazione a Rotterdam e la finale a Indian Wells persa con Nadal (superando ancora Djokovic, che consumerà il freddo piatto della rivincita nei quarti di Wimbledon) e continua con le vittorie a Tokyo e Basilea (battendo Federer in finale) che lo proiettano al quinto posto della classifica.

UN TUNNEL SENZA USCITA – Con il successo a Sydney nella prima settimana del 2014, Del Potro sale al quarto posto (è il suo best ranking) ma, ben presto, delle oscure nubi si addensano sulla carriera della Torre di Tandil. All’Australian Open esce di scena già al secondo turno, contro la tenacia di Bautista-Agut, e non riesce a difendere il titolo di Rotterdam, arrendendosi alle bordate di un brillante Ernests Gulbis. Le due inaspettate sconfitte sono i prodromi dell’imminente tragedia sportiva che colpirà Delpo, il ritiro a Dubai (dopo un tie break perso contro il mediocre Devvarman) è la decima e ultima partita del 2014 dell’argentino. I legamenti del polso sinistro hanno fatto crac: serviranno tre operazioni e 24 lunghi mesi (il tentativo di rientro ad inizio 2015 dura appena due tornei) per rivedere definitivamente in campo lo spilungone di Tandil. La lunga degenza, però, ha restituito al circuito un Del Potro depotenziato nel fisico e nella mente, non è solo il rovescio bimane (utilizzato di rado e sostituito da un inoffensivo back) ad essere regredito, ma anche le armi di sempre (il potente servizio e il fenomenale dritto) mancano della antica efficacia, minando le certezze dell’argentino. La sconfitta, sul cemento outdoor, contro il terraiolo Zeballos (che martella col dritto mancino sull’inerme rovescio del connazionale) è sintomatica dello stato di forma di un Delpo non ancora ristabilito.

RIO DE JANEIRO, 2016 – Quali le aspettative e quali le possibilità del Del Potro che si presenta alle Olimpiadi di Rio? Sicuramente il cammino a Wimbledon è indicativo delle condizioni dell’argentino: sono stati compiuti dei progressi rispetto ai primi mesi dell’anno (evidenziati nella vittoria contro Wawrinka) ma restano seri problemi di tenuta e di fiducia (culminati nella sconfitta contro Pouille). Il gigante dal sorriso bonario, oltre al torneo di singolare, è iscritto anche in quello di doppio (disciplina poco considerata dal nostro) con un altro ragazzo di Tandil, il veterano dei challenger Maximo Gonzalez, formando però una coppia non troppo rodata ed affidabile. Delpo è consapevole di non essere tra i favoriti, al contrario di quattro anni fa, e servirà un’impresa per ottenere un’altra medaglia, ma i numerosi ed eccellenti forfait (tra cui proprio il giustiziere di Londra, Roger Federer) del singolare potrebbero offrirgli un tabellone agevole nei primi turni. E chissà se finalmente riuscirà a far esplodere quel micidiale dritto in corsa che tante vittime ha mietuto; l’unica certezza è che la Torre di Tandil non si arrende e continua la sua affannosa rincorsa ai primi della classe.

Di Davide Truglio

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  1. Ana de Leon - 8 mesi fa

    Vamo Chico a ganar

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  2. Rosalia Vecchio - 8 mesi fa

    Auguri ma Vamos Italia

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