Rio 2016: l’Olimpiade dal valore di un Atp 500. Sarà davvero così?

Rio 2016: l’Olimpiade dal valore di un Atp 500. Sarà davvero così?

Djokovic a caccia dell’unico trofeo mancante, Serena punta al bis a Rio 2016

Dopo quattro anni di attesa, finalmente l’Olimpiade di Rio de Janeiro è alle porte. Un torneo che, mai come in questa edizione, risulta essere ancora più indecifrabile del normale. Perché? Molto semplice, le assenze di Roger Federer, Simona HalepStan Wawrinka, Victoria Azarenka, dei fratelli Bryan e di tanti altri tennisti peseranno come un macigno sull’evento. “Vale quanto un torneo Atp 500” – come scritto dalle pagine elettroniche di ‘federtennis.it’ qualche giorno fa – sembra essere una sentenza inappellabile sotto ogni punto di vista logico. Attenzione. Ipotizzare finali già scritte come quelle tra Novak Djokovic-Andy Murray o Serena Williams-Angelique Kerber sono lecite da pensare, ma le possibili sorprese sono sempre dietro l’angolo. Basta chiedere a Nicolas Massu ed Elena Dementieva: due tennisti che, rispettivamente, ad Atene e a Pechino hanno vinto contro ogni pronostico della vigilia.

DJOKOVIC IL CACCIATORE – Alla quarta partecipazione ad un torneo olimpico, il numero uno mondiale Novak Djokovic appare come il probabile favorito per la vittoria finale. E come potrebbe non esserlo. Dopo aver messo in bacheca il sesto Australian Open della carriera e aver vinto l’ultimo major che mancava, ovvero quel Roland Garros sempre sfuggito fino ad allora, è inciampato clamorosamente sulla fidata erba londinese di Wimbledon. Già, quel Wimbledon che invece è stato molto caro ad Andy Murray, rivale numero di ‘Nole’ per la medaglia d’oro nonché campione in carica. Se Troicki è un avversario abbordabilissimo per il britannico, il duello con Juan Martin Del Potro ci farà subito capire come si comporterà Nole nel rematch di Londra 2012 quando l’argentino conquistò il bronzo olimpico. Ci sarà anche Rafa Nadal, più forte anche del dolore al polso che ne sta condizionando l’andamento della stagione. Il cemento non rappresenta, di certo, la sua superficie preferita, ma il maiorchino ci ha sempre abituato a stupire e chissà se Rio non sarà il trampolino di lancio verso un grande ritorno. Quarto favorito in ordine di seeding è il giapponese Kei Nishikori, che a differenza dei primi tre potrà usufruire di maggior riposo in quanto si concentrerà solo ed esclusivamente sul singolare.  Sorprese? Marin Cilic e la Francia, che con Jo Wilfred Tsonga e Gael Monfils punta ad andare a medaglia. L’Italia e gli italiani sperano in Fabio Fognini e Andreas Seppi, a caccia di imprese e di gloria.

ENTRARE NELLA STORIA – L’incubo è passato. Le due finali perse con Angelique Kerber e Garbine Muguruza hanno sì interrotto la striscia di slam vinti consecutivamente, ma non hanno intaccato la voglia di vincere di Serena Williams che è tornata a manifestarsi, più furente che mai, nell’ultima finale di Wimbledon contro la già citata giocatrice tedesca. In caso di vittoria finale, Serena entrerebbe di diritto nella storia come la prima tennista capace di bissare il successo ad un’Olimpiade. Come combattere lo strapotere della Williams? Chiedere a chi l’ha sconfitta in Australia e in Francia. Kerber e Muguruza appaiono come due spauracchi agli occhi dell’americana e hanno tutta l’intenzione di voler combattere ad armi pari. Chi la conosce meglio, però, è senza dubbio sua sorella Venus; compagna di doppio e possibile avversaria in semifinale – dovrebbe però eliminare ai quarti la Muguruza -. in derby che intrigherebbe l’esigente platea di tutto il mondo. Abbiamo fatto i conti senza l’oste? Probabilmente sì, perché la nostra Roberta Vinci studia il colpaccio come agli Us Open del settembre scorso. La nostra speranza di medaglia, la nostra miglior classificata a seguito della dipartita della Pennetta, l’unica in grado attualmente di competere con le migliori.

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