Sette tennisti, zero medaglie

Sette tennisti, zero medaglie

Delusione azzurra: con la sconfitta nel doppio misto, anche gli ultimi due tennisti superstiti (Fognini e Vinci) salutano i Giochi Olimpici. Miglior piazzamento: i quarti di finale. Un risultato non soddisfacente

Commenta per primo!

UOMINI: POCHE CHANCE, POCHI RIMPIANTI – Anche oggi si vince la medaglia domani. Con l’eliminazione nel doppio misto di Fognini/Vinci svaniscono le ultime speranze di impinguare il medagliere azzurro a Rio de Janeiro. Si tratta di un fallimento prevedibile (e previsto) anche se era lecito aspettarsi risultati migliori dai doppisti. Il tabellone di singolare maschile, che vede in semifinale tre delle prime quattro teste di serie (unica eccezione: un redivivo Del Potro), ha regalato poche sorprese, con i quattro italiani che hanno ceduto ad avversari più quotati: Thomas Fabbiano, unico sconfitto al primo turno, è caduto sotto i colpi del padrone di casa Dutra Silva (terraiolo da challenger con un elegante rovescio a una mano); Paolino Lorenzi ha, come sempre, dato il massimo (e forse più) per superare “Rendy” Lu, prima di arrendersi davanti alla asfissiante regolarità di Bautista-Agut; Andreas Seppi, uscito indenne da un assurdo primo turno (avanti 4-0 nel terzo, ha mandato l’avversario a servire per il match) contro Marchenko, nulla ha potuto contro la furia mancina di un rivitalizzato Nadal; Fabio Fognini, spintosi fino agli ottavi, ha illuso portandosi avanti di un break al terzo contro Murray, prima di sparire dal campo in seguito a una chiamata controversa (sulla palla che poteva portarlo sul 4-1). Sconfitte annunciate e pochi rimpianti per i gregari Fabbiano e Lorenzi ma anche per un Seppi non favorito dal sorteggio; resta la delusione per l’impresa sfiorata da Fognini che, ad ogni modo, avrebbe dovuto superare altri due ostacoli di un certo spessore (Steve Johnson e Nishikori o l’altro semifinalista perdente) per conquistare una medaglia.

NOBILI DECADUTE – Orfana del talento di Camila Giorgi e dell’esperienza di Francesca Schiavone, la truppa femminile (quella che, per anni, è stata il fiore all’occhiello del movimento tennistico italiano) non ha ottenuto risultati migliori. Karin Knapp e Roberta Vinci sono state eliminate, al primo turno, rispettivamente da Safarova e Schmiedlova. Non si può rimproverare molto alla combattiva Karin sconfitta dalla ceca (finalista al Roland Garros 2015), mentre Robertina è apparsa troppo passiva negli scambi, lasciando tempo e spazio alle manovre della slovacca (tennista in piena crisi che, quest’anno, aveva vinto appena cinque incontri su venticinque). Sara Errani, protagonista di due buone prove contro Bertens e Strycova, è stata spazzata via dai penetranti dritti dell’esuberante Darya Kasatkina (classe ’97, astro nascente del tennis mondiale, pronosticata in testa al ranking dal connazionale Kafelnikov). Una spedizione fallimentare per le ragazze, soprattutto se rapportata ai successi a cui eravamo ormai abituati, dal trionfo della Schiavone al Roland Garros fino alla finale tutta italiana dello US Open 2015, con in mezzo altre due finali Slam (Schiavone ed Errani) e le vittorie in Fed Cup.

IL DOPPIO, UNA FERITA APERTA – Se dal singolare non si attendevano grandi exploit, la fiducia italica (il presidente Malagò si aspettava una medaglia dai tennisti) era riposta nelle tre coppie di doppio, tutte eliminate nei quarti. Fognini, privo del sodale Bolelli, è sceso in campo insieme a Seppi; ma gli azzurri, dopo le vittorie contro due coppie mediocri (Marchenko/Molchanov e i locali Bellucci/Sa), hanno pagato la scarsa affinità e sono stati seppelliti dai potenti servizi dei canadesi Nestor/Pospisil con un perentorio 6-3 6-1. A nulla è valso il ritorno della grande coppia Errani/Vinci (cinque Slam dal 2012 al 2014) che, avanti di un set e due break, ha subito la rimonta delle ceche Safarova/Strycova (già carnefici delle sorelle Williams); una sconfitta (simbolo dell’intera spedizione brasiliana) dura da digerire, arrivata quando le azzurre sembravano in pieno controllo e capaci di rinverdire i fasti degli anni passati. Infine il doppio misto, specialità poco considerata ma ultimo appiglio per le speranze di medaglia: l’inedita coppia Fognini/Vinci ha vinto la battaglia contro i francesi Herbert/Mladenovic ma si è dovuta arrendere di fronte a Rajeev Ram (semifinalista a Wimbledon con Klaasen) e ad una sontuosa Venus Williams. Oltre al danno, anche la beffa: Robertina soffre per una tendinite e, in conferenza stampa, mette in dubbio la sua partecipazione a Flushing Meadows.

TRA QUATTRO ANNI – Si chiude così un’altra edizione delle Olimpiadi avara di soddisfazioni per le racchette azzurre. A Rio de Janeiro il tanto reclamizzato “movimento in salute” è stato superato da Paesi come Porto Rico (storica finale di Monica Puig nel singolare) e Romania (l’argento di Mergea/Tecau sconfitti in una emozionante finale). Una nota a margine: nessuno dei sette tennisti italiani è nato negli anni ’90 (il più giovane, il classe ’89 Fabbiano, sgomita ancora nei challenger); per i prossimi Giochi Olimpici (Tokyo 2020) potrebbero essere già in pensione (Lorenzi e Vinci) o troppo avanti con gli anni per risultare competitivi. Tra i più giovani ci sono alcuni ragazzi (Donati, Sonego, Napolitano, l’ex enfant prodige Quinzi, persino le speranze Bahamonde e Pellegrino per i più arditi) che mostrano delle qualità ma sono ancora (molto) lontani dai primi 100 al mondo e stanno faticando ad emergere, mentre il ’92 più interessante (Cecchinato) ha mandato all’aria anni di sacrifici finendo invischiato nello scandalo scommesse. Nel femminile il panorama è ancora più desolante, fatta eccezione per Camila Giorgi (precipitata in classifica e con un rapporto da ricucire (impresa ardua, più della conquista di una medaglia) con la FIT); per trovare una teenager italiana occorre scendere fino al numero 326 del ranking (l’attuale posizione della diciannovenne Jessica Pieri). Bisognerà aspettare ancora tanto, forse troppo, per vedere un tennista italiano su un podio olimpico.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy