Alessandro Giannessi, destinazione Flushing Meadows

Alessandro Giannessi, destinazione Flushing Meadows

Il 26enne di La Spezia, da ragazzino, era considerato come una delle promesse più fulgide del nostro tennis. In carriera ha sconfitto rivali del calibro di Dustin Brown e Evgeny Donskoy. Fino a ieri gli era mancato l’acuto da prima pagina, adesso potrà sfidare Stan Wawrinka

Heroes just for one day. Alessandro Giannessi, in queste ultime ore, avrà canticchiato tra sé il celebre ritornello della canzone di David Bowie. Perché in questa occasione è toccato a lui oltrepassare di gran lunga i propri limiti. Ieri — nel primo turno degli US Open — il 26enne spezzino ha battuto lo statunitense Denis Kudla, numero 128 ATP. Il punteggio finale (0-6, 6-4, 6-1, 1-6, 6-0) dice molto sulla partita e sulla storia sportiva del nostro connazionale. Giannessi ha patito lo scotto iniziale di trovarsi per la prima volta in carriera nel tabellone principale di un Major. Ci aveva già provato in passato, ma per otto volte non era riuscito nel suo intento. Passato lo shock, il numero 213 del mondo ha mostrato il suo miglior tennis, basato su solidità mentale e intelligenza tattica. Senza dubbio, anche il più quotato rivale ci ha messo del suo, però di fronte ad un’impresa del genere conta poco. «All’inizio ero bloccato dai nervi, poi lui mi ha offerto qualche occasione e io sono stato bravo ad afferrarla, nel quinto set ero il più fresco in campo».

Tra alti e bassi – Giannessi, da ragazzino, era considerato come una delle più fulgide promesse del nostro tennis. Infatti ha voluto sottolinearlo: «Ho tenuto duro perché se a 21 anni ero 126 vuol dire che ho qualità». Su quest’ultima c’erano pochi dubbi, il problema maggiore riguardava (speriamo) la continuità di prestazioni. Il 2010 è l’anno della svolta, quando Giannessi vince il primo torneo della carriera: il Future di Madrid in finale con Javier Marti (7-5, 6-2). Così, all’indomani di questo importante traguardo, Alessandro tenta di dimostrare che può dire la sua anche nei Challenger. Il Pekao Szczecin Open del 2011 conferma questa tesi: in Polonia, elimina in rimonta Dustin Brown (6-7, 6-4, 6-4) e Evgeny Donskoy (2-6, 6-3, 7-5); poi, purtroppo viene sconfitto ai quarti da Daniel Munoz De la Nava. Tra maggio e giugno dello stesso anno conquista i Futures di Aosta e Viterbo. Nel 2012 la condizione psicofisica, le prestazioni sul campo e il best ranking sembrano la premessa per il definitivo salto di qualità, però qualcosa nell’alchimia del ragazzo cresciuto nel centro federale di Tirrenia si inceppa. Giannnessi perde fiducia e punti, sprofondando in classifica. A tre anni di distanza dal primo exploit (giugno 2015) occupa addirittura la casella numero 503 ATP.

L’exploit – Alessandro non demorde, anzi raddoppia gli sforzi per far vedere a tutti che lui merita una posizione diversa: «Ora punto ad entrare fra i primi 100». Per uno strano scherzo del destino, come spesso accade nelle favole sportive, gioca quest’anno la sua prima partita con Kudla nelle qualificazioni degli Internazionali d’Italia; perde 7-6, 6-4. La sceneggiatura della rivincita è da Oscar: perché dopo aver eliminato lo statunitense, Giannessi si è guadagnato con i fatti l’opportunità di giocare a Flushing Meadows con Stan Wawrinka. Heroes just for one day.

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