Andreea Rosca, dalla malformazione al sogno Slam

Andreea Rosca, dalla malformazione al sogno Slam

L’esempio di Andreea Rosca, la giovane promessa rumena destinata – secondo i medici – alla sedia a rotelle per tutta la vita.

di Filippo Gallino, @Pheeling7

La settimana passata Anastasija Sevastova si è laureata campionessa del BRD Bucharest Open. E per molti, probabilmente, è passato inosservato il match di primo turno tra Claire Liu (campionessa di Wimbledon juniores lo scorso anno) e la padrona di casa Andreea Rosca, in campo grazie a una wild card. Liu ha trionfato in tre set, ma la storia della rumena è tutta da raccontare.

Andreea è nata il 20 marzo del 1999. A pochi giorni dalla nascita i medici le hanno diagnosticato il piede talo-valgo-pronato (una malformazione per cui il piede cresce solo verso l’esterno) e le hanno ingessato entrambi i piedi fino al ginocchio. Se non si fosse operata, avrebbe passato tutta la vita in sedia a rotelle. A soli 4 mesi ha subito la prima operazione, continuando a tenere il gesso e a 3 anni si è sottoposta ad altre due operazioni, nelle quali gli hanno collegato i tendini dei muscoli gemelli ai talloni.

I dottori le hanno raccomandato di fare nuoto, ma dopo averlo provato la piccola Andreea sentiva di non aver trovato la sua dimensione. Quindi, dopo aver insistito con i suoi genitori, a 4 anni ha impugnato la sua prima racchetta da tennis e a 6 ha giocato il suo primo torneo. E’ crescendo che ha migliorato il suo gioco, fino a vincere il suo primo campionato nazionale a 9 anni. Tre anni dopo, nel Campionato Europeo a squadre Under-12 non ha perso neanche una partita. Questi grandi risultati le hanno regalato una wild card per il Nike Junior Tour e l’Orange Bowl, prestigiosi eventi junior degli Stati Uniti in cui è avanzata rispettivamente fino a semifinali e quarti di finale.

La Rosca ha continuato nel circuito juniores, in cui ha raggiunto la 133esima posizione mondiale. Finché il 21 dicembre 2015, a 16 anni, al torneo juniores di Acapulco contro Amanda Anisimova, si è rotta il tendine d’Achille. Non è potuta tornare a giocare fino all’aprile dell’anno seguente. Come ha confessato anche lei, in quel periodo ha perso fiducia e acquisito qualche chilo, ma ha resistito e ha conquistato il suo primo titolo professionistico in doppio nel giugno 2016, al quale se ne sono aggiunti altri due prima della fine dell’anno. L’inizio del 2017 è stato durissimo, Andreea ha pensato di lasciare il tennis varie volte ma il suo allenatore l’ha convinta a continuare a giocare. E per fortuna. Da novembre 2017 ha conquistato cinque semifinali consecutive, vincendo i suoi due primi tornei da 10.000$ in singolo (il primo di essi ha, tristemente, coinciso con la morte della madre) e il quarto titolo di doppio. E in più, ha ricevuto una proposta dalla Texas Christian University per trasferirsi lì, studiando e giocando allo stesso tempo. Offerta declinata per dedicarsi interamente alla sua carriera.

I suoi progressi nel 2018 sono stati velocissimi. All’inizio dell’anno ha vinto quattro tornei da 15.000$, due ad Hammamet e due ad Antalya. Si è mossa per Europa ed Asia, giocando le semifinali varie volte. Alla fine di giugno ha anche giocato la sua prima finale in un 25.000$ ad Ystad, in Svezia, perdendo da Kaja Juvan. Il primo titolo di questa categoria è arrivato due settimane dopo a Torino, esattamente contro la stessa avversaria, con un sonoro doppio 6-1. Con questa vittoria si è garantita l’accesso alle qualificazioni degli US Open, balzando dalla posizione 900 del mondo (ad inizio anno) alla top 200.

Sebbene giochi con la destra, Andreea Rosca è mancina (il contrario di Nadal). La prima volta che le hanno messo una racchetta in mano era così piccola che non è riuscita a spiegare che era mancina. E da lì è rimasta così: ecco perché il suo colpo migliore è il rovescio a due mani. La giovane promessa sta anche studiando a distanza Scienza e Salute in una università del Regno Unito e si ispira a Roger Federer per raggiungere il suo più grande sogno: giocare in uno Slam.

 

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