Andy Murray, il nuovo Re d’Inghilterra

Andy Murray, il nuovo Re d’Inghilterra

Dopo l’oro olimpico, Andy Murray, è stato “incoronato” da Tin Henman, come il migliore tennista inglese di tutti i tempi.

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Destini incrociati, vita legate da un unico filo conduttore. Il Tennis, Wimbledon. Fred Perry, Tin Henman, Andy Murray rappresentano quasi un secolo di storia del tennis britannico. Negli anni si sono passati tra loro lo scettro di Re del Tennis.  Il primo, l’operaio Fred Perry lo ha conquistato con il sudore della fronte regalando la prima Davis a sua maestà. Il secondo Henman, non ha vinto molto in carriera ma, è stato acclamato a furor di popolo. L’ultimo, Andy lo scozzese,  sta frantumando ogni record vincendo e convincendo. Riprendiamo un’intervista rilasciata da Henman per rivedere brevemente insieme le loro carriere.

FRED, LA LEGGENDA. Per quasi due lustri, i sudditi di sua Maestà hanno atteso per vedere, nuovamente, trionfare un  loro connazionale nel torneo più antico e prestigioso del tennis: quello di Wimbledon. L’ultimo, a riuscire in questa impresa, fu il leggendario Fred Perry. Tre Wimbledon, tre Us open, un Roland Garros, un Australian open…Eppure, Perry, non fu amatissimo. Nato nel 1909 a Stockport, una città a 10 chilometri a sud-est di Manchester, in una famiglia della classe operaia, divenne, poco più che ventenne,  campione mondiale di tennis tavolo. Salvo poi dominare il mondo del tennis. La svolta avvenne agli U.S. Championship del 1933, quando Perry  sconfisse l’australiano Jack Crawford con il punteggio di 6–3, 11–13, 4–6, 6–0, 6–1.  Fino ad oggi, Perry, rimane il tennista britannico ad avere vinto più tornei, ad essere ‘rimasto per due anni ininterrotti il numero uno del mondo e ad avere regalato la prima Coppa Davis, all’epoca, chiamata l’International Lawn Tennis Challenge a sua Maestà. Record che difficilmente gli potranno essere strappati via.

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La determinazione operaia di Fred Perry

Eppure, in carriera, come dicevamo, Perry, non veniva esaltato tout court e da tutti. Molti, infatti, erano i suoi detrattori. L’estrazione sociale (figlio di operaio), in un periodo in cui, certi sport, soprattutto il tennis, erano ad esclusivo appannaggio dei ricchi e degli aristocratici ed i modi di fare crudi ed irriverenti che lo portavano spesso ad entrare in conflitto con i suoi avversari, i suoi compagni e le istituzioni del tennis, sicuramente non giocarono a suo favore. Forse, anche per questo e, sicuramente per i soldi, decise nel 1937 di diventare Pro e girare l’America per tornei ed esibizioni. Per questo fu anche privato del prestigioso riconoscimento di membro onorario dell’All England Club ed inibito a partecipare ai tornei organizzati in Gran Bretagna. Salvo poi, a poco più di dieci anni dalla sua scomparsa di Perry, essere milioni, forse miliardi i capi di abbigliamento venduti dal suo marchio e poterlo ammirare, in quel di Wimbledon, nella statua in bronzo più grande del circolo. Eppure, c’è chi è convinto che esista un tennista britannico più forte di Fred Perry!

LONDON, ENGLAND - JULY 07: A general view of the Fred Perry statue in the grounds on day twelve of the Wimbledon Lawn Tennis Championships at the All England Lawn Tennis and Croquet Club on July 7, 2012 in London, England. (Photo by Paul Gilham/Getty Images)
Wimbledon. Statua di bronzo dedicata a Fred Perry

“TIMBLEDON”.  Per un momento, durato dieci anni, i britannici hanno riposto tutte le loro speranze sulle giovani spalle di Tim Henman. Un giovanotto nato ad Oxord, Timothy Henry “Tim” Henman, che in carriera ha dovuto affrontare due sette volte campioni di Wimbledon! Prima, Pistol “Pete” Sampras, campione  (’93, 94, 95, 97, 98, 99, 2000), poi, Roger Federer (2003, 04, 05, 06, 07, 09, 12). Ed in mezzo un certo Goran Ivanisevic ed un giovane Leyton Hewitt. Nella vita, come nello sport, lo sappiamo, bisogna anche avere la fortuna di trovarsi al posto giusto nel momento giusto e “Timbledon” così lo chiamavano i suoi sostenitori, la cui unica missione era proprio quella di vincere il torneo più prestigioso della storia del tennis, non è stato proprio baciato dalla fortuna!

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Wimbledon 2001. L’occasione di una vita. Con Pete Sampras fuori dai giochi Henman si lascia comunque sconfiggere da un incredibile Goran Ivanisevic, poi, vincitore del torneo

Lui, cultore dell’arte del serve&volley che così tanto bene si sposa con la verde erbetta inglese. Nell’arco di tutta la sua carriera sebbene si sia aggiudicato undici titoli ATP (su 28 finali), sebbene sia stato il primo inglese  a raggiungere le semifinali del Roland Garros dal lontano 1963, sebbene abbia conquistato una medaglia d’argento alle olimpiadi di Atlanta, Timbledon, non è mai andato oltre quattro semifinali e quattro quarti di finale, in quel di Wimbledon. Oggi Henman dopo avere disputato il suo ultimo incontro ufficiale, in coppia con Jamie Murray nel doppio di Davis giocato nel 2007 tra la Gran Bretagna e la Croazia di Cilic, si gode la pensione nelle campagne dell’Oxfordshire con la famiglia una moglie e tre splendide figlie. Gioca a tennis solo tre o quattro volte l’anno per raccogliere fondi da donare alla propria fondazione la Tim Henman Foundation che si occupa di dare supporto ai bambini più disagiati fornendogli cure mediche ed educazione scolastica. Fa anche il commentatore sportivo per la BBC e non nasconde l’emozione quando si trova a commentare Wimbledon o la Davis. “dalla cabina hai un’ottima vista e puoi vedere fantastici match!”

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Tin Henman ed un giovanissimo Andy Murray

MURRAY DA RECORD.   Qualche giorno fa, a margine della giornata conclusiva della fase nazionale della “Road to Wimbledon”, la manifestazione dedicata alla ricerca di nuovi talenti, Henman ha commentato  i recenti successi di A. Murray. Il quattro volte semifinalista di Wimbledon si è dichiarato certo che il tennista scozzese sia il più forte tennista britannico di tutti i tempi. Ancor più di Fred Perry.  “Credo di non sbagliare affermando che Andy Murray sia il più grande giocatore inglese di tutti i tempi.”  Ventinove anni compiuti il quindici maggio, il numero due del mondo, Andy Murray, ha messo già in bacheca due Wimbledon (2013 e 2016), una Davis (2015), un Us Open (2012) , due ori olimpici (Londra 2012 e Rio 2016). E, poi, i tornei master 1000 di Roma, Madrid, Miami, Queens, Cincinnati, Toronto…… Ma cosa ancora più i suoi successi hanno fatto la storia.  E’ stato il primo tennista del Regno Unito a vincere Wimbledon dopo 77 anni,  a riportare la squadra di Davis alla vittoria dopo 79 anni, ed il primo a vincere due ori olimpici consecutivi. Avvolto nella Union Jack. Lui che quando si è votato per l’indipendenza della Scozia invitava i suoi connazionali a mettere una croce sul “yes”!

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Usa la testa!

 “Il confronto con Fred Perry è sicuramente difficile.” Continua Henman.  “Anche perchè appartengono a due epoche diverse. Andy  ha ancora parecchi anni davanti a se. Ma, quello che ha fatto fin’ora ha dell’incredibile.  Potremmo divertirci a pronosticare quanti slam avrà collezionato a fine carriera.  Ma credo sia più interessante capire fin dove Murray può arrivare, non soltanto tra i più grandi di Inghilterra ma, anche tra i più grandi tennisti della storia.  Di sicuro, ora, come non mai può ambire a diventare il numero uno del mondo.” 

UN RAGAZZO D’ORO.  Henman, medaglia d’argento ad Atlanta si sofferma sulle gesta olimpiche dello scozzese. “Credo che le olimpiadi siano qualcosa di diverso da tutto il resto. Ho avuto la fortuna di prendere parte a tre cerimonie olimpiche  Da appassionato di sport ho notato come Murray abbia sempre abbracciato l’esperienza olimpica – forse troppo a Pechino nel 2008, quando ha subito una sconfitta shock al primo turno.  Quattro anni fa a Londra, ha usato il suo tradizionale piano. Stare a casa e si staccandosi da tutte le distrazioni. Oro nel singolo ed  argento nel doppio misto sono state le sue ricompense.

RIO DE JANEIRO, BRAZIL - AUGUST 14: Gold medalist Andy Murray of Great Britain poses on the podium during the medal ceremony for the men's singles on Day 9 of the Rio 2016 Olympic Games at the Olympic Tennis Centre on August 14, 2016 in Rio de Janeiro, Brazil. (Photo by Clive Brunskill/Getty Images)
Rio, 14 Agosto 2016,  Murray vale oro!

Nel 2011 Henman è stato ad un passo dal diventare il coach di Andy Murray. Dopo la rottura di quest’ultimo con Alex Corretja.  A Rio, Murray, ha invece fatto uno strappo alla regola. Ha passato il suo tempo libero a compagni di squadra, concedendosi per le foto e dando la  dando a tutti la possibilità di prendere un posto vicino a lui a colazione. Ed anche questa volta ha  raccolto i frutti e d ha fatto la storia.”  Murray ora è in finale a Cincinnati. E’ arrivato per la prima volta in finale a Roland Garros…. ” Djokovic ha perso a Wimbledon ed a Rio ma, rimane ancora il favorito per gli Us open. Andy è sempre stato un lottatore, un vincente. E’ sempre in grado di leggere le partite, trovando il modo di vincerle. Ma guai a fargli i complimenti. E’ un perfezionista. E ti risponderà che si, va bene, ho giocato bene ma devo ancora  lavorare su questo e su quell’aspetto del mio gioco!  Un infaticabile lottatore, insomma, davvero un “ragazzo d’oro!”.

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