Buon compleanno, Madame Pierce!

Buon compleanno, Madame Pierce!

Compleanno della settimana… Mary Pierce ringrazia ed accetta l’offerta! di G.Lupi

Mesdames et Messieurs,
AUGURI A… MARY PIERCE! 

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Mary Pierce nasce a Montreal il 15 Gennaio 1975 ma successivamente richiese ed ottenne la cittadinanza francese. Soprannominata “The Body”, vanta diciotto titoli del circuito WTA, tra cui due titoli del Grande Slam: Australian Open nel 1995 e Roland Garros nel 2000, prima francese ad aggiudicarselo, trentatré anni dopo Francoise Durr, vincendo anche in doppio in coppia con Martina Hingis.
Oltre alle due vittorie, rispettivamente a Parigi ed in Australia, la Pierce ha disputato altre 4 finali Slam: nel 1994 e 1997 rispettivamente al Roland Garros ed all’Australian Open, e nel 2005 al Roland Garros ed allo Us Open.
A Wimbledon ha raggiunto come miglior risultato i Quarti di Finale nel 1996 e nel 2005. Il suo best ranking è stato il n.3 del mondo, posizione che ha occupato in due diversi momenti della carriera, prima di tornare, nel 2005, in top 10 dopo 4 anni di assenza, salendo fino al n.6
L’ultima immagine agonistica di Mary Pierce risale all’ottobre 2006, quando si frantumò il ginocchio durante il torneo di Linz. Si capì subito che era qualcosa di grave, ma nessuno pensava che avrebbe smesso di giocare. Ma dopo l’operazione ai legamenti non si è mai ripresa. Ancora oggi, a quasi 39 anni, soffre di “algodistrofia”, un problema che si può avere dopo un forte trauma. Nonostante quindi la situazione del suo ginocchio sia abbastanza critica, la francese afferma: “Forse potrò recuperare l’utilizzo del ginocchio al 100% o al 50%. In quel caso, deciderò se riprendere la racchetta in mano per qualche esibizione. Secondo Martina Hingis, colpisco la palla molto bene”.
Nella sua carriera, molto delicata dal punto di vista psicologico, fu di notevole importanza la figura di Nick Bollettieri, l’uomo che la “salvò” dalle grinfie di papà Jim. Vi sono appunto alcuni retroscena inquietanti nella carriera di Mary; quando il padre capì che Mary avrebbe potuto diventare una campionessa, perse la testa. Vendette casa, obbligò la famiglia a vivere per mesi in un albergo. Un giorno, durante una partita, gridò “Mary uccidi quella puttana”, rivolgendosi a un’avversaria. Normale che lei finisse per odiarlo. La WTA lo allontanò dal circuito, lei visse per due anni con le guardie del corpo alle calcagna. E’ diventata una grande campionessa, ha vino due Slam, ma ha impiegato anni per trovare la serenità interiore.
Ora finalmente si dice felice ed appagata, vive nelle Mauritius e conduce un’esistenza spirituale. Qualcuno pensa che sia indottrinata, la stampa del luogo è convinta che la sua congrega sia una specie di setta, a tal punto che “oggi Mary cammina con la bibbia sotto braccio. Non prega tutti i giorni, sa che non c’è bisogno e che non deve esserci rigidità.”

Ebbene sì, la vita dell’ormai ex numero uno del mondo è adesso ispirata all’ “ora et labora” di benedettina memoria. Circondata dalla natura, Mary vive in simbiosi con cani, cavalli, tartarughe, galline e conigli, in un ambiente idilliaco nel quale il solo “lusso” è la sua Mercedes bianca. Altrimenti, quando non è sul campo da tennis, la transalpina lavora nella sua camera , insieme alle sue assistenti Anne e Sophie, con l’obiettivo di di raccogliere fondi  da devolvere ai poveri del continente africano: lei stessa ha fondato l’associazione “TI Rayon Soleil”, che periodicamente organizza attività ludiche per i bambini dei villaggi limitrofi.
Giunta la sera, come ci dice il quotidiano L’Equipe, Mary si ritrova con altri “fratelli” del villaggio, di ogni età, etnia e colore nella bidonville di “Foufoune”, per pregare, cantare e ascoltare la parola di Dio. Insomma, la nostra Mary sembra aver trovato la grazia di Dio. Tuttavia, è tutto oro quel che luccica? Sembrerebbe di no, dal momento in cui un giornale dell’isola reputa le sue pratiche, come tipiche di una setta. Di tutta risposta, la Pierce smentisce queste accuse, anzi aggiunge “Non mi son mai sentita così libera e felice in vita mia”. Talmente felice che non esclude, un giorno, di metter su una famiglia “se il Signore lo vorrà”, afferma.

Le mancanze affettive, le pressioni familiari, questi atipici rapporti spirituali con Dio, le hanno forgiato il carattere, rendendola una donna più forte e sempre più combattiva.
Tanti auguri Mary, ci manchi! Happy Birthday! Joyeux anniversaire! 

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