Buon compleanno, Robin Soderling!

Buon compleanno, Robin Soderling!

Oggi il campione svedese, che sorprese il mondo battendo Rafael Nadal nel 2009, compie 32 anni. Probabilmente non lo rivedremo mai in campo, ma nel tennis ha già lasciato un segno profondo.

Forse non è ancora arrivato il momento di dire basta. Forse c’è ancora una piccola speranza di rivederlo in campo. Oggi 14 agosto è il giorno del 31esimo compleanno di Robin Soderling e noi di Tenniscircus, oltre a fargli gli auguri per il suo b-day, gli auguriamo vivamente di guarire presto e di tornare a giocare il suo tennis fatto di geometria e potenza.

La sfortuna ha voluto che il campione svedese fosse colpito dalla mononucleosi nell’estate del 2011, quando si accingeva a partecipare agli Us Open. Una forma virale impietosa, che non ti consente nessuno sforzo fisico e che lascia spesso strascichi di fatica post-virale. È per questa ragione che Robin, a distanza di 3 anni da quando gli diagnosticarono la malattia, non riesce più a tornare a giocare a tennis. Colpa anche di un difetto dei globuli rossi, ogniqualvolta prende in mano una racchetta e si allena, dopo è costretto a un giorno di riposo per recuperare le energie. Se forza i colpi come faceva un tempo, è poi costretto a riprendere fiato.

Ma lui continua ad allenarsi, nonostante abbia perso molto peso e soprattutto i muscoli, perché nel suo rientro, a 30 anni passati, ci crede ancora. “Guardo Tommy Haas, che è nella Top 20 e ha 36 anni, e mi fa sentire più positivo”, dice Robin. Ora si dedica molto alla famiglia e alla sua seconda passione, la pesca, ma il suo sogno resta naturalmente quello di tornare sul court. Il suo carattere un po’ orso (stando almeno a quanto raccontano i suoi colleghi) è migliorato col tempo, diventando sempre più affabile e socievole. E ora il suo dritto manca molto nel circuito. Pochi mesi fa ha annunciato il suo ritorno nel 2016: dopo tante attese, sarà la volta buona?

Soderling detiene un record invidiabile: è stato l’unico giocatore capace di battere il re della terra rossa, Rafael Nadal, al Roland Garros. Il dominio del maiorchino, che dura ormai da 9 anni, è stato interrotto solo un anno, nel 2009, quando lo svedese riuscì a vincerlo nei quarti di finale in quattro set. Si tratta dell’unica sconfitta subita da Rafa a Parigi dal 2005 a oggi. Un dato che rende molto le dimensioni dell’impresa dello svedese che, successivamente, ricevette i ringraziamenti di Roger Federer. Lo svizzero, infatti, grazie all’uscita inaspettata di Nadal, che lo aveva puntualmente battuto ogni anno sulla terra parigina, riuscì finalmente a conquistare l’unico Slam che mancava nella sua bacheca, sconfiggendo in finale proprio Soderling. L’anno successivo, sempre al Roland Garros Robin raggiunse nuovamente la finale, ma questa volta Nadal riuscì a prendersi la rivincita in tre set.

Tornando indietro nel tempo, dagli inizi della sua carriera in poi, già si capiva che Robin era un predestinato. La potenza dei suoi colpi, specie servizio e dritto, lo hanno portato rapidamente a scalare la classifica Atp fino alla posizione n. 4, dietro solo ai big three Nadal, Federer e Djokovic. Riuscì a vincere nel 2010 il suo primo Master 1000, a Parigi-Bercy contro il padrone di casa Gael Monfils. E tutto faceva presupporre che l’ascesa potesse continuare, dopo aver battuto due volte Nadal e una Federer.

E invece in quella maledetta estate di quattro anni fa il suo mondo è cambiato. Già nel torneo di Wimbledon cominciò a sentire i primi sintomi, ma gli passarono, e Robin riuscì a raggiungere il terzo turno. Ebbe anche il tempo di conquistare un titolo, a Bastad qualche settimana dopo, prima di essere costretto a dare forfait per Flushing Meadows a causa del virus. Da lì iniziò il suo calvario. Ma lo svedese non vuol sentir parlare di ritiro. Almeno non senza averci provato ancora una volta. “Non mi sono ritirato – tiene a chiarire in un’intervista – Il mio sogno è di tornare, o quantomeno provare a fare un tentativo per vedere se potrò essere ancora una volta un tennista professionista. Ma ora penso giorno dopo giorno”.

Nel frattempo, Robin è diventato padre di Olivia, va a pesca, si allena due volte al giorno e ovviamente guarda il tennis in tv. “E’ bello vedere che alcuni nuovi giocatori iniziano ad andare in fondo nei tornei importanti”. E non solo. È il primo giocatore professionista ad aver brevettato una nuova pallina di tennis, la “RS All Court”. Ed è anche direttore del torneo Atp 250 di Stoccolma.

Questo perché senza tennis Robin non riesce proprio a stare. E noi che eravamo abituati a vederlo combattere, e a volte a vincere, contro i migliori, speriamo davvero che possa tornare presto nel circuito.

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