Dominic Thiem, il predestinato dall’Austria

Dominic Thiem, il predestinato dall’Austria

Dominic Thiem è il futuro dell’Austria nel tennis. Superate le vicissitudini nel passato, ora vuole stupire. Vincendo.

Predestinato. Forse si potrebbe riassumere così la carriera della nuova speranza austriaca nel tennis mondiale, quel Dominic Thiem che tutti hanno cominciato a conoscere quando nel torneo di Rotterdam portò al terzo set il britannico Andy Murray, facendo vedere un tennis completo e molto raffinato. Predestinato si, perchè Dominic, quando esordì nel circuito professionistico, lo fece in casa, a Vienna, ed al primo turno si trovò opposto ad un suo connazionale… Ah si, un certo Thomas Muster… Thiem vinse quel primo turno, contro quello che è stato la grande icona del tennis austriaco, sicuramente a fine carriera (forse anche oltre), ma pur sempre un grande risultato per un ragazzino lanciato semi allo sbaraglio in una realtà più grande di lui.

Ce ne ha messo di tempo Dominic per arrivare ad essere conosciuto da tutti e non solo dagli addetti ai lavori, frutto di una lenta e costante crescita che lo ha portato, soprattutto nell’ultimo anno, a migliorare tutti gli aspetti del suo gioco in maniera esponenziale, accrescendo così la fiducia in sé stesso ed i risultati, piano piano, stanno arrivando.

Nel corso del 2014, Thiem è stato sconfitto, dopo essersi qualificato e aver battuto il portoghese Joao Sosusa, da Kevin Anderson all’Australian Open, col punteggio onorevole di 6-4 6-3 6-4, poi si è qualificato, pure a Rotterdam, dove come già scritto è stato eliminato da Murray, esaltando però il pubblico con giocate di alta classe, fino ad arrivare a qualificarsi ad Indian Wells, dove è stato eliminato proprio stanotte da Julien Benneteau, dopo aver sconfitto il polacco Kosakowski e soprattutto il francese Gilles Simon. Un ottimo risultato quello dell’austriaco, che non fa che confermare le buone impressioni di questo inizio di anno, che gli consentirà di entrare nei primi 100 in classifica in brevissimo tempo, ma siamo sicuri la sua ascesa non si fermerà qui.

Dominic Thiem infatti, come confermato con le sue dichiarazioni, non ha intenzione di fermarsi e nel corso della sua carriera ha dovuto affrontare molti cambiamenti, che dunque non hanno fatto che rallentare il suo progresso di crescita, rendendolo tuttavia più consapevole dei propri mezzi e alimentando in lui una foga agonistica ed una fama di vittoria maggiori.

Thiem è figlio di Wolfgang Thiem, allenatore di tennis dall’età di vent’anni, ed ha potuto usufruire delle conoscenze del padre per entrare nell’accademia di Gunter Bresnik a Vienna.

Dominic, a riguardo, ha dichiarato in passato: “Mio padre voleva passare al coaching professionale ed è stato assunto presso l’accademia professionale di Gunter. A un certo punto gli ha detto che aveva un figlio a cui piaceva giocare a tennis e gli ha chiesto di darmi un’occhiata. Avevo 11 anni.

Da quel momento, la vita di Thiem è cambiata completamente, a partire dal metodo di allenamento, passando poi per lo stile di gioco, che piano piano è stato modificato in maniera radicale:
“Giocavo una volta a settimana con Gunter, man mano abbiamo aumentato il numero di lezioni e così, due anni più tardi, è diventato il mio allenatore. Quando ho scambiato per la prima volta con lui, avevo un rovescio a due mani ed ero un giocatore molto difensivo. Lui ha cambiato tutto, mi ha fatto passare al rovescio ad una mano e ad adottare uno stile di gioco più aggressivo. È stata dura, perché ero il n°1 junior in Austria, ma la mia classifica è sceso quando avevo cambiato tutto.”

Ma Dominic sapeva che quella era la scelta giusta e che Gunter Bresnik era la persona giusta per raggiungere i risultati, il tennis che conta. All’età di 16 anni, Thiem ha dovuto affrontare alcuni problemi, riguardanti la crescita. In un anno, è cresciuto di 16 centimetri ed il suo sistema immunitario ha pagato, era debole, causando così frequenti malattie che non gli hanno consentito l’allenamento continuo, con la conseguenza di un rallentamento nella crescita e nello sviluppo del suo gioco.

Superati i problemi, Thiem ha ricominciato la crescita, che lo ha portato fino a diventare un outsider importante nei tornei che contano, uno di quei giocatori che anche i migliori vogliono evitare di incontrare nei primi turni, perchè, come dimostrato, si tratta di una bomba ad orologeria che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Thiem, a differenza degli altri giovani che si stanno affacciando al circuito professionistico, gioca uno splendido rovescio ad una mano, forse meno potente di quello bimane, ma sicuramente molto più spettacolare ed imprevedibile, in quanto più facile mascherare la direzione del colpo, oltre che più rapida l’esecuzione del movimento. L’austriaco, oltre al rovescio ad una mano, ha fatto vedere di essere dotato di un ottimo dritto, potente ed incisivo, che consente di variare molto il gioco, accelerando in qualsiasi momento.

Dopo tutte queste premesse, è ovvio dire che il ragazzo è  un classe 1993 e ha ancora molto da imparare. Certo è che sembra molto ben avviato e azzardare un suo approdo nei primi dieci in futuro, non è poi tanto sbagliato, anzi. La cosa certa è che l’Austria, finalmente, ha trovato qualcuno su cui puntare forte, per ritornare, forse, ai fasti del passato, per riaccendere la fiamma di uno sport che mai ha attratto troppo nella terra delle montagne e dello sci. Tuttavia, prima di pensare al futuro, godiamoci Dominic Thiem, perchè lo spettacolo è appena iniziato!

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